lunedì 27 dicembre 2021

Tricholoma ustaloides

Nome attuale: 

Tricholoma ustaloides Romagn. 


Sinonimi: 

Tricholoma ustaloides var aurantioides Bon & A. Marchand


Sistematica:

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Tricholomataceae

Genere Tricholoma

Specie Tricholoma ustaloides

 

Cappello 45 – 100 ( 120 ) mm, emisferico, poi convesso ed infine disteso, di colore rosso – bruno vivace; cuticola molto vischiosa, glutinosa, appiccicosa con margine involuto e tipicamente costolato.

Lamelle smarginate, non molto fitte, bianco – crema con macchie ruggine a maturità.

Gambo 10 – 20 x 50 - 120 mm, cilindrico, rigido, spesso clavato, appena vischioso a tempo umido, con una netta zona pseudoanulare che separa la zona superiore bianca, da quella inferiore, fibrillosa e concolore al cappello.

Carne soda, bianca, con odore farinaceo e sapore farinoso - amarognolo.

Habitat cresce nei boschi di latifoglie, ( Quercus, Castanea, Fagus, Carpinus ) in autunno, comune, ma non molto diffuso ai Castelli Romani.  

Commestibilità non commestibile per il sapore amaro.

Note ustaloides significa “ simile a ustale ”, sicuramente la specie più vicina, con la quale condivide il periodo di crescita e l’habitat, ma Tricholoma ustale ha il margine liscio ed è privo di zona pseudoanulare all’apice del gambo, Tricholoma batschii è un altro sosia molto ma cresce sotto conifere. 



Enzo Ferri

 

Castelli Romani, ottobre 2019

 

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Tricholoma ustale      

Tricholoma ustale

                                           





Tricholoma batschii

Tricholoma batschii




Bibliografia:

The Genus Tricholoma – Morten Christensen & Jacob Heilmann-Clausen ( Fungi of Northen Europe vol. 4 )

Tricholoma (Fr.) Staude – Riva A. - Fungi Europaei – Edizioni Candusso

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - Consiglio G., Papetti C., Simonini G. - AMB Trento

Funghi d’Italia - Boccardo F., Traverso M., Vizzini A., Zotti M. (Zanichelli)





lunedì 20 dicembre 2021

Mycena inclinata

Nome attuale: 

Mycena inclinata (Fr.) Quél.


Sinonimi: 

Mycena galericulata var. calopus (Fr.) P. Carso. 


Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Mycenaceae

Genere Mycena

Specie Mycena inclinata

Il cappello può raggiungere i 4 cm di diametro. Inizialmente conico - campanulato, poi piano, a volte umbonato, viscido a tempo umido, con margine striato; di colore solitamente grigio – brunastro, ma delle volte quasi biancastro; lamelle fitte, adnate, biancastre, poi leggermente ingrigenti; gambo cilindrico, liscio, piuttosto tenace, bianco – argento, giallo – bruno nella parte bassa, con base ricoperta da fitta peluria; carne con sapore e odore farinaceo. Non commestibile. Cresce cespitosa su tronchi e ceppi marcescenti di latifoglie, in autunno anche inoltrato, molto comune ai Castelli Romani

Note: Mycena inclinata si riconosce per il gambo rigido e tipicamente bicolore e per l’odore forte e tipico di farina. Si può confondere con Mycena galericulata, più grande e con lamelle tipicamente rosate.


Enzo Ferri

Castelli Romani, ottobre 2020

 

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Mycena galericulata

Mycena galericulata











Bibliografia:

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento

Funghi d’Italia - Zanichelli


mercoledì 15 dicembre 2021

Terana caerulea

Nome attuale:

Terana caerulea (Schrad. ex Lam.) Kuntze

 

Sinonimi:
Pulcherricium caeruleum (Schrad.) Parmasto                                                                      Corticium coeruleum (Lam.) Fr.


Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Polyporales
Famiglia Phanerochaetaceae

Genere Terana

Specie Terana caerulea

Gran bel fungo dai fruttiferi arrotondati resupinati di colore blu intenso, blu cobalto che si uniscono per formare grandi chiazze irregolari. La superficie fertile è liscia e finemente vellutata. La crosta è molto sottile, lo spessore è meno di 1 mm. Quando sono maturi il colore scurisce notevolmente, fino a diventare quasi nero. Non commestibile. Cresce dopo abbondante pioggia nei boschi di latifoglie, comune ai Castelli Romani.


Enzo Ferri



Castelli Romani, novembre 2021

    


lunedì 13 dicembre 2021

Mycena galericulata

Nome attuale: 

Mycena galericulata (Scop.: Fr.) Gray


Sinonimi: 

Agaricus galericulatus Scop. 

 

Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Mycenaceae

Genere Mycena

Specie Mycena galericulata 

Il cappello può raggiungere i 5 cm di diametro. Inizialmente conico, poi campanulato, infine piano, con ampio umbone ottuso, margine striato per trasparenza; cuticola liscia, glabra, viscida a tempo umido, di colore beige, grigio – brunastro, solitamente con centro più scuro; lamelle larghe, smarginate, con lamellule, tipicamente anostomosate, bianche, bianco – rosate; gambo cilindrico, liscio, piuttosto tenace, bianco – grigiastro, con base ricoperta da peluria e radicante; carne bianca con sapore dolciastro e odore farinaceo. Non commestibile. Ubiquitario, cresce su ceppi marcescenti, con preferenza per le latifoglie, comune ai Castelli Romani

Note: Mycena galericulata è la specie tipi del genere Mycena. Si riconosce per le grandi dimensioni ed il colore rosato delle lamelle. 



Enzo Ferri


Castelli Romani, novembre 2020

 

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Mycena inclinata

Mycena inclinata


 







Bibliografia:

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento

Funghi d’Italia - Zanichelli


lunedì 6 dicembre 2021

Mycena polygramma

Nome attuale: 

Mycena polygramma (Bull.) Gray

 

Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Mycenaceae

Genere Mycena

Specie Mycena polygramma

Ogni singolo cappello può raggiungere i 5 cm di diametro. Inizialmente conico – campanulato con un umbone evidente; cuticola liscia con margine striato, di colore grigio, brunastro, più o meno scuro; lamelle adnate, panciute a maturità, biancastre, macchiate di rosso in vecchiaia; gambo cavo, regolare, cilindrico, di colore grigio – brunastro, fortemente striato in senso longitudinale e con la base ricoperta da vistosa peluria biancastra; carne bianca, con leggero odore rafanoide e sapore mite; cresce gregaria o in pochi esemplari su rami marcescenti, su residui legnosi, da fine state all’autunno inoltrato, molto comune ai Castelli Romani. Non commestibile.

Note: Specie ben caratterizzata, è una delle Mycena che si può riconoscere agevolmente sul campo per le striature longitudinali sul gambo, più evidenti negli esemplari giovani, il nome “ polygramma ” sta ad indicare tale caratteristica. Per la crescita spesso contemporanea si può confondere con Mycena galericulata che è un pochino più grande e ha lamelle con evidenti sfumature rosate. 




Enzo Ferri

 

Castelli Romani, settembre 2017

 

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Bibliografia:

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento

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lunedì 29 novembre 2021

Tricholoma ustale

Nome attuale: 

Tricholoma ustale (Fr.) P. Kumm. 

Sinonimi: 

Agaricus fulvellus Fr.


Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Tricholomataceae

Genere Tricholoma

Specie Tricholoma ustale

 

Cappello 30 – 80 ( 100 ) mm, emisferico, poi convesso ed infine disteso, di colore bruno – rossastro uniforme; cuticola vischiosa, specie a tempo umido, fibrillosa, con margine liscio e a lungo involuto.

Lamelle smarginate, piuttosto fitte, bianco – crema con macchie ruggine, imbrunenti al tocco.

Gambo 05 – 20 x 50 - 80 mm, cilindrico, pieno e sodo, biancastro, senza zona anulare distinta.

Carne soda, bianca, con odore nullo e sapore amarognolo percepibile dopo un po’ di tempo.

Habitat cresce nei boschi di latifoglie, ( Quercus, Castanea, Fagus ) in autunno, non molto diffuso ai Castelli Romani.  

Commestibilità non commestibile per il sapore amaro.

Note talvolta si possono trovare esemplari vetusti fortemente imbruniti, quasi nerastri. Somiglia un po’ a tutte le specie della sezione Albobrunnea dove è inserito, ma la specie più simile è Tricholoma ustaloides che ha odore farinoso, il margine del cappello striato e una netta zona anulare ben visibile.



Enzo Ferri

 

Castelli Romani, ottobre 2019


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 Tricholoma ustaloides

Tricholoma ustaloides







Bibliografia:

The Genus Tricholoma – Morten Christensen & Jacob Heilmann-Clausen ( Fungi of Northen Europe vol. 4 )

Tricholoma (Fr.) Staude – Riva A. - Fungi Europaei – Edizioni Candusso

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - Consiglio G., Papetti C., Simonini G. - AMB Trento

Funghi d’Italia - Boccardo F., Traverso M., Vizzini A., Zotti M. (Zanichelli)


lunedì 22 novembre 2021

Agaricus sylvicola

Nome attuale: 

Agaricus sylvicola (Vittad.) Peck


Sinonimi:

Agaricus campestris var sylvicola Vittad.

 

Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Agaricaceae

Genere Agaricus

Specie Agaricus sylvicola

 

Cappello 50 – 120 ( 150 ) mm, emisferico, inizialmente globoso, poi convesso ed infine disteso; superficie biancastra, liscia e fibrillosa, con macchie giallastre che si accentuano allo sfregamento.

Lamelle libere, piuttosto fitte, inizialmente rosa pallido, ma rapidamente grigie e poi nerastre.

Gambo 10 – 30 x 50 - 100 mm, slanciato, cilindrico, bulboso, di colore bianco, ingiallente, con anello consistente a gonnellino, ornato nella parte inferiore da una sorta di ruota dentata.

Carne bianca, con odore gradevole e sapore dolce.

Habitat cresce dall’inizio dell’estate all’autunno inoltrato, nei boschi di latifoglie, preferibilmente sui sentieri o negli spazi aperti.

Commestibilità fungo aromatico e delicato, ottimo commestibile, da giovane può essere consumato anche crudo.

Note il nome “ sylvaticus ” deriva dalla crescita boschiva di questo bel “ prataiolo ” che viene collocato nella sez Arvensis per la tendenza della carne ad ingiallire. Molto simile ad Agaricus essettei con piede nettamente bulboso e crescita nei boschi di conifere, ma ormai si tende a metterli in sinonimia; simile anche ad Agaricus xanthodermus, tossico,  che vira al giallo in maniera più intensa specialmente alla base del piede ed ha un odore sgradevole di inchiostro. 


Enzo Ferri

 

Castelli Romani, ottobre 2020

 

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Agaricus xanthodermus

Agaricus xanthodemus

 








Bibliografia:

Indice Schede Micologiche – Archivio Generale AMINT

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento

Funghi d’Italia - Zanichelli


lunedì 15 novembre 2021

Mycena pura

Nome attuale:

Mycena pura (Pers.) P. Kumm.

 

Sinonimi: 

Prunulus purus (Pers.) Murril

 

Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Mycenaceae

Genere Mycena

Specie Mycena pura

 

Cappello fino a 5 cm di diametro, da più o meno campanulato a spianato, igrofano, striato per trasparenza, liscio e glabro, di colore estremamente variabile, dal bianco al rosa, al viola; lamelle ventricose, bianco grigiastre, con filo concolore; gambo cilindrico, o appena allargato alla base, concolore al cappello; carne biancastra, poco consistente, con odore rafanoide. Fungo velenoso, la sua ingestione provoca sindrome allucinogena a breve latenza. Ubiquitario, cresce praticamente ovunque, dal mare alla montagna sia sotto latifoglie che sotto conifere, molto comune e diffuso nei boschi dei Castelli Romani.

Note: E’ la specie di Mycena che ha la più estesa variabilità cromatica di colori pileici, che vanno dal bianco al giallo, fino al viola. Si può confondere con Mycena pelianthina che ha il filo lamellare scuro. 





Enzo Ferri

 

Castelli Romani, ottobre 2020

 

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Mycena pelianthina

Mycena pelianthina






Bibliografia:

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento

Funghi d’Italia - Zanichelli