giovedì 17 gennaio 2019

Pratoni del Vivaro ( Inversione termica )

Castelli Romani, Gennaio 2019; Foto di EnzoF

Vi sono zone in cui il fenemeno dell'inversione termica causa una notevole differenza di temperatura minima. Zone particolarmente esposte a determinate condizioni, difficili da capire per i non addetti ai lavori. Ma cos'è l'inversione termica, a cosa è dovuta? Cerchiamo di dare una risposta semplice, anche perchè noi dello staff non siamo dei meteorologi, ma semplici appassionati e curiosi, e si curiosi di capire le cause di questo fenomeno ben noto .
In meteorologia con il termine inversione termica si indica un particolare fenomeno o condizione del profilo termico verticale dell'atmosfera terrestre caratterizzata da un gradiente termico verticale invertito (ossia positivo) rispetto alla norma (negativo). In essa quindi la temperatura dello strato atmosferico coinvolto aumenta con la quota, anziché diminuire.
Normalmente la temperatura dell'aria diminuisce all'aumentare della quota altimetrica di circa 0,6 gradi ogni 100 metri. 
Questo accade perché l'aria, una volta entrata in contatto col suolo normalmente con temperatura più alta  (perché ad esempio riscaldato dal Sole),tende ad alzarsi di quota. Una volta riscaldata e salita di quota, l'aria, sottoposta a una pressione inferiore, si espande e si raffredda (diminuzione della temperatura con la quota). La temperatura del suolo e quella dell'aria nella sua prossimità sono dunque strettamente legate.
Durante un'inversione termica accade il fenomeno opposto: salendo di quota l'aria risulta più calda. L'intensità del fenomeno può essere anche notevole con la temperatura che aumenta fino a diversi gradi in poche centinaia di metri di quota.
Quali sono le cause, da cosa dipende?
Le inversioni termiche sono più frequenti ed intense durante la stagione fredda, ma ai Pratoni del Vivaro sono ben presenti anche nella stagione estiva, con differenza di temperatura minima veramente notevoli. 
Le cause dipendono da vari fattori: in inverno il poco riscaldamento diurno e la durata breve del giorno non consentono un'adeguato riscaldamento, in caso di neve il fenomeno si accentua ( effetto Albedo ), quindi al calar del sole il suolo si raffredda molto rapidamente, cosa che avviene in misura minore in estate. Tale raffreddamento del suolo fà si che la temperatura sia più bassa al suolo che in alto.
Occorrono determinate condizioni perchè ciò avvenga: cielo completamente sgombro da nubi e totale assenza di vento, che non consente il rimescolamento dell'aria, e non ultimo una particolare conformazione del suolo. 
La splendida vallata dei Pratoni del Vivaro possiede in toto tutte queste caratteristiche. Ambiente pressochè unico in tutti i Castelli Romani. 
Ecco le temperature registrate nella notte del 12 gennaio del 2109, la notte più fredda di questa fase, ma è solo un esempio, ci sono stati casi ancora più eclatanti.
Due stazioni meteo a pochissimi km di distanza e a differenti quote

Rocca di Papa ( Campi d'Annibale ) altezza slm 808              - 4.8

Rocca di Papa ( Pratoni del Vivaro ) altezza slm 528              - 12, 2
EnzoF

sabato 12 gennaio 2019

Pratoni del Vivaro ( Clima )

Castelli Romani, Gennaio 2019; Foto di EnzoF

Sicuramente uno dei posti più belli ed incontamiti del territorio dei Castelli Romani. Vediamo in dettaglio questo posto magico iniziando dal clima, decisamente particolare, e che contribuisce a rendere questa località molto interessante dal punto di vista della biodeversità. 

Clima
La zona dei Pratoni del Vivaro, tra i comuni di Rocca di Papa, Rocca Priora e Velletri, costituisce uno dei più importanti ecosistemi di riferimento microclimatico dei Castelli Romani, e dell'intera Italia centrale. Zona molto umida e poco ventilata è soggetta al fenomeno dell'inversione termica notturna in condizioni anticicloniche. In questo caso tra il dì e la notte possono verificarsi escursioni termiche rilevanti. In inverno, a causa di questo fenomeno, la temperatura notturna può raggiungere molti gradi sotto lo zero. Anche in piena estate in simili condizioni si possono verificare temperature assolutamente incredibili, in alcusi casi vicine allo zero. 
Già nel V secola a.c. la zona deliminitata dall'importante passo dell'Algido, fu un importante crocevia di movimenti. Il toponimo utilizzato in passato fu con molta probabilità coniato per le caratteristiche climatiche particolarmente rigide del luogo. Alcuni storici affermano che vi fosse un piccolo villaggio di nome Algidum, ma altri storici smentiscono categoricamente l'ipotesi, anche in virtù delle citate condizioni climatiche. Quindi le caratteristiche climatiche particolarmente rigide erano ben note sin dai secoli scorsi

12 Gennaio 2019 record di freddo per l'anno in corso, anche se è appena iniziato
EnzoF

martedì 13 novembre 2018

Tricholoma terreum

Castelli Romani, novembre 2018; foto di EnzoF

Nome Italiano: Moretta

Cresce nei boschi di dei Castelli Romani prevalentemente sotto Pino, in autunno e fino alle prime gelate  
Cappello grigio,feltrato, di varia tonailtà, con fibrille innate, lamelle bianche grigiaste, gambo bianco fragile; carne bianca con odore leggero, quasi nullo, sapore non signifificativo 
Specie che preferisce il Pino e quindi poco frequente nel territorio dei Castelli Romani, ma comunissimo in altre zone d'italia, dove nelle zone a clima mite può fruttificare anche in inverno. 
Fungo esile, ma che resiste bene alla cottura, diventando un fungo molto buono e apprezzato. Viene anche venduto con il nome popolare di Morette
Fino a poco tempo fà erano descritte varie specie, distinte in base a poche differenze macroscopiche e l'habitat di crescita, con l'avvento dell'analisi molecolare sono state riunite in un'unica specie
Current Name:
Tricholoma terreum (Schaeff.) P. Kumm

Position in classification:
Tricholomataceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi
EnzoF

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Tricholoma scalpturatum
                                                                                                       

lunedì 22 ottobre 2018

Amanita vittadinii

Castelli Romani, ottobre 2018; foto di EnzoF


Cresce nei prati dei Castelli Romani all'inizio dell'autunno

Ha il cappello di colore biancastro con verruche di forma piramidale, residuo del velo generale, imbrunenti a maturità, piuttosto friabili, margine con residui fioccosi, lamelle libere con lamellule, bianco sporco, gambo alto e slanciato, radicante, pieno, ricoperto da numerose squame in rilievo nella parte bassa. Inizialmente bianche, scurenti con la manipolazione o invecchiamento, anello posizionato in alto, fioccoso e persistente., volva dissociata in squame sul gambo, carne bianca con odore prima nullo, poi sgradevole.



Fungo di medie dimensioni, che cresce come saprofita, spesso in gruppi numerosi e disposti in cerchio a formare i caratteristici cerchi delle streghe, in ambiente praticolo ricco di residui organici. 
Per la sua particolarità nutrizionale la specie recentemente è stata spostata nel  nuovo genere Saproamanita.

Current Name
Saproamanita vittadinii (Moretti) Redhead, Vizzini, Drehmel & Contu

Position in classification:
Amanitaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi
EnzoF

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Amanita strobiliformis






giovedì 14 giugno 2018

Russula carpini

Castelli Romani, maggio 2018; foto di EnzoF

Cresce nei boschi dei Castelli Romani dalla tarda primavera fini ad inizio estate, più raramente in autunno    

Predilige i boschi freschi e ombrosi di carpino, fa la comparsa a primavera inoltrata e fino ad inizio estate, specie poco comune.


Current Name:
Russula carpini R. Girard & Heinem.

Position in classification:

Russulaceae, Russulales, Incertae sedis, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi
EnzoF

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