🍄Il fungo fantasma di Rocca di Papa (Polyporus corylinus Mauri)
👻Un
vero gioiello micologico che pochi hanno avuto la fortuna di
incontrare. Nascosto tra le pieghe verdi dei boschi di Rocca di Papa,
nei Castelli Romani, esiste un essere così raro e misterioso che
persino i cercatori più esperti faticano a trovarlo. Non è un
animale esotico né una pianta medicinale: è un fungo. Un fungo
“fantasma”. Il suo nome scientifico è Polyporus corylinus, ma
per chi lo conosce davvero, è molto di più: è una leggenda
micologica che vive nel silenzio degli alberi e nel cuore di pochi
testimoni privilegiati.
Questo fungo non si mostra facilmente.
Cresce in modo quasi arcano, sbucando solo da ceppi di nocciolo
bruciacchiati, seguendo rituali tramandati oralmente da generazioni
di carbonai locali. Non basta cercarlo: bisogna evocarlo, conoscerne
i ritmi e i capricci. Il suo aspetto è delicato, quasi evanescente.
Il cappello è bianco, il profumo è tenue, gradevole, la consistenza
è tenera.
🌿 Un'apparizione
fugace
Chi
lo ha visto lo descrive con un misto di rispetto e stupore, come si
parlerebbe di una creatura fatata. Ma il vero prodigio è che esiste
ancora, anche se pochi possono dire di averlo davvero incontrato.
🔥
Una tradizione segreta
La sua comparsa è legata a una
pratica antica: i carbonai usavano il calore delle carbonaie e la
combustione controllata dei ceppi per stimolare la crescita del
micelio. Un sapere che non si trova nei libri, ma che vive nella
memoria di chi lo ha custodito nel tempo. Una micocoltivazione
artigianale che oggi è quasi scomparsa, ma che rappresenta uno degli
esempi più affascinanti di interazione tra uomo e natura
📜
Storia e Tradizione
Noto localmente come “Sfocatello
del Nocchio” o “Sfogatello del Nocchio”, è un fungo
leggendario. La sua presenza è rara e discreta e compare solo in
condizioni molto particolari, spesso invisibile agli occhi dei
cercatori occasionali.
La sua storia affonda le radici nel
Settecento, quando Ernesto Mauri lo descrisse per la prima volta nel
1791. Da allora, è rimasto un segreto ben custodito tra i boscaioli
locali, che ne conoscevano l’habitat e le tecniche per stimolarne
la crescita. Alcuni ceppi venivano persino sradicati e coltivati in
casa, ed i più esperti li riconoscevano grazie al suono particolare
che producevano se percossi quando il micelio era attivo all’interno.
Enzo Ferri
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Aggiornamento: dicembre 2025
