mercoledì 27 marzo 2013

Flammulina velutipes


🍄 Flammulina velutipes (Curtis) Singer                                                                     

🧬 Sinonimi:  Collibya velutipes 

🏷️ Nomi comuni: Fungo dell'olmo. Fungo di scopia

⭐ Commestibilità: commestibile 🟢

 📖 Descrizione Cappello 2–8 cm, convesso poi appianato, liscio e viscoso da umido, di colore giallo‑arancio o bruno‑arancio, più scuro al centro, striato al margine. Lamelle fitte, bianco‑giallastre. Gambo cilindrico, tipicamente vellutato e scuro alla base (da bruno a quasi nero), carattere distintivo della specie. Carne elastica, biancastra, odore tenue fungino, sapore mite. Sporata bianca.

🌳 Habitat Specie lignicola invernale, cresce su tronchi e ceppaie di latifoglie (olmo, pioppo, salice), spesso in grandi cespi. Fruttifica in pieno inverno, anche con gelo.

📚 Note Specie nota anche come “fungo dell’inverno”. Consumare ben cotto scartando il gambo. La coltivazione asiatica produce la forma commerciale “Enokitake”, molto diversa: lunga, bianca e filiforme, ottenuta in condizioni di luce ridotta. Ai Castelli Romani conosciuto con il nome popolare di “Fungo di scopia” per la crescita su Ginestra spp (Cytisus scoparius)



 🌐 Tassonomia

Regno Fungi Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Physalacriaceae Genere Flammulina Specie Flammulina velutipes

✍️ Enzo Ferri – I funghi dei Castelli Romani

Le schede micologiche contenute in questa opera sono state redatte dall’autore in forma originale; per la loro realizzazione sono stati consultati testi micologici di riferimento.

 

Castelli Romani, marzo 2013

 

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Aggiornamento: dicembre 2025





lunedì 25 marzo 2013

Il sentiero dei due laghi

Escursione effettuata il 24 marzo 2013. 

Un bel sentiero non troppo inpegnativo all'interno del Parco dei Castelli Romani.Praticabile in tutti i periodi dell'anno estate compresa visto che il percorso è praticamente tutto ombroso e spesso all'interno di un bosco meraviglioso.

Si parte dal suggestivo e caratteristico paese di Nemi posto su un'altura dominate il suo omonimo lago,il piu' piccolo dei due laghi vulcanici dei Castelli.

la piazzetta nel borgo e un caratteristico vicolo





 
La statua dedicata a Diana sulla piazzetta del paese
Si supera l'arco Ruspoli
Prima di iniziare il sentiero uno sguardo sul lago e' d'obbligo.
Sulla destra volgendo in alto lo sguardo si vede la presenza rassicurante di Monte Cavo

Con le pendici coperte di boschi.
Poco dopo si lascia la strada selciata e a tratti asfaltata e si svolta a destra inoltrandosi nel bosco.Ed inizia il sentiero contrassegnato con i num.511
Il primo tratto è molto ampio e ben curato.

Nel periodo invernale il sentiero è ricco d'acqua e ce' un unico tratto dove prestare attenzione per le rocce scivolose.

Si prosegue sempre in leggera salita e non raro vedere cumuli di "fascetti"ancora usati ai Castelli per cuocere il pane nei forni a legna.

Si arriva in una mezzora al bivio di Fontana Tempesta.
Fontan Tempesta.Un vecchio fontanile solitario,seminascosto tra la vegetazine,che evoca immagini di divinita' mitologiche.Le acque che fuoriescono dagli antichi vasconi si incanalano nel vallone Tempesta.Questo è uno dei pochi posti dove è possibile osservare le essenze tipiche dei boschi che una volta ricoprivano i Colli Albani ( QTA..Querce Aceri e Tigli )prima della massiccia introduzione del castagno
Qui si incrociano i sentieri 512( Genzano-Monte Cavo)e 511b(fontan Tempesta -Nemi)

Il territorio è ricco di grotte.
Si prosegue con il fontanile sulla nostra destra ancora in leggera salita...ma ormai la salita e'quasi finita.
Adesso la strada si fa pianeggiante.

Il sentiero è ben segnalato in mezzo ad un bel bosco.

Il tunnel che passa sotto alla strada asfalta che collega Rocca di Papa ad Ariccia
Ormai si vede il lago di Castelgandolfo.Ecco il bivio.
Si deve andare a sinistra...ma allungando un pochino si vede il convento di Palazzolo.

Il percorso è suggestivo e ricco di grotte.
il convento
Piccolo tratto dove si deve prestare attenzione per rocce scivolose
adesso il lago si vede bene tra la vegetazione
 
 
Siamo alla fine....il sentiero è molto rilassante.
 


Anche un po di storia...resti di acquedotto romano a tratti ben conservato



Ed ecco l'uscita
Fine del giro.Alzando lo sguardo sempre Montecavo da un'altra angolazione
Ciao EnzoF