🌲 “La minestra che scaldava l'inverno ” 🍽️
📖 Racconto di un vecchio tagliaboschi di Rocca di Papa
«Ah,
figliolo mio… tu che vai per funghi solo d’autunno, non sai cosa
ti perdi quando arriva il freddo vero. Perché è proprio allora,
quando il bosco tace e la brina si posa sulle ginestre, che spunta un
funghetto che solo chi ha vissuto la montagna d’inverno conosce e
apprezza davvero: la Flammulina, che noi chiamavamo "fungo
di scopia". 🪵❄️
🔥Io
l’ho imparato da mio padre, che l’aveva imparato dal suo. Quando
tagliavamo legna su per i Campi d’Annibale, o giù verso il
Vivaro, capitava spesso di vedere quelle piccole fiammelle
arancio attaccate ai tronchi morti. Parevano lumini accesi dal bosco
per farci compagnia. E noi, che d’inverno avevamo più freddo che
soldi, quelle fiammelle ce le portavamo a casa.
🥣La
minestra? Eh… quella era una cosa semplice, ma che ti scaldava fino
alle ossa. Si faceva così: si metteva su la pentola di ferro,
quella nera che stava sempre vicino al camino. Dentro ci buttavi
l’acqua della fonte, una patata tagliata a cubetti e, se la fortuna
girava bene, una scorsa di parmigiano.
🍄Poi
veniva il bello. Si pulivano i cappelli della Flammulina –
solo quelli, perché il gambo era duro come la vita di allora – e
si buttavano dentro la pentola. E mentre la minestra bolliva
lentamente, il profumo riempiva la stanza: un misto di bosco umido,
legna tagliata e la parte buona dell’inverno. 🍄
🥖Il
pane? Quello era fondamentale. Pane casareccio ormai duro,
duro davvero, che se lo tiravi faceva più male di un sasso. Lo
spezzavi sul fondo della scodella e ci versavi sopra la minestra
bollente. In quel momento diventava oro: morbido, saporito, capace di
farti dimenticare il gelo che avevi nelle ossa. 🥖
🌬️ Quella
minestra non era solo cibo. Era compagnia. Era il bosco che ti
veniva a trovare in casa. Era il ricordo di una giornata passata tra
gli alberi, con l’odore della resina sulle mani e il vento freddo
dei Castelli che ti tagliava la faccia.
🌲E
ogni volta che la preparo, anche oggi che sono passati molti anni, mi
sembra di sentire ancora il vecchio boscaiolo che mi diceva: “Guarda
bene, figliolo… perché il bosco parla pure d’inverno. Basta
saperlo ascoltare.”»
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Aggiornamento:
dicembre 2025