lunedì 27 gennaio 2020
Panaeolus semiovatus
lunedì 20 gennaio 2020
Amanita eliae
Commestibilità: Non commestibile
Castelli
Romani, giugno 2019
lunedì 13 gennaio 2020
Amanita echinocephala (Vittad.) Quél.
mercoledì 1 gennaio 2020
Articoli
📖In questa rubrica vengono pubblicati approfondimenti, curiosità, leggende e tutto quello che mi viene in mente….buona lettura.
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Orchidee che vivono di funghi: perché Limodorum e Neottia sono diverse da tutte le altre. Parte 3Orchidee spontanee e funghi: le nuove scoperte su una alleanza invisibile. Parte 2
Wood Wide Web: la rete segreta che tiene insieme il bosco. Parte 1
Neoboletus erythropus (ex Boletus erythropus): finalmente chiarezza?
BIBLIOGRAFIA
Testi consultati per la determinazione dei funghi e la realizzazione
delle schede
1260 Funghi della provincia di Belluno ( Atlante
fotografico ) – E. Padovan,L. Lorenzon, E. Campo, M. Floriani, L. Michelin, E.
Bizio, M. Magnozzi – Edizioni DBS
Monografia illustrata del Genere Russula in Europa -
Mauro Sarnari –– AMB Trento
Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - Consiglio G., Papetti C., Simonini G. - AMB
Trento
Funghi d’Italia - Boccardo F., Traverso
M., Vizzini A., Zotti M. (Zanichelli)
Atlante Fotografico degli Ascomiceti d'Italia - G. Medardi
– AMB Trento
The Genus Tricholoma – Morten Christensen & Jacob
Heilmann-Clausen ( Fungi of Northen Europe
vol. 4 )
Le
guide des Champignons ( France et Europe ) – Guillame Eyssartier – Pierre Roux
– Editions Belin
Tutto Funghi - Giunti Demetra
Fungi Europaei vol. 1- Agaricus sl - LA Parra Sànchez
Fungi Europaei vol. 1A - Agaricus sl - LA Parra Sànchez
Fungi Europaei vol. 2 - Boletus sl - JA Munoz
Fungi Europaei vol. 3 - Tricholoma (Fr.) Staude - A. Riva
Fungi Europaei vol. 4 - Lepiota sl - M. Candusso, G.
Lanzoni
Fungi Europaei vol. 5 - Entoloma sl - ME Noordeloos
Fungi Europaei vol. 5A - Entoloma sl - ME Noordeloos
Fungi Europaei vol. 6 - Hygrophorus sl - M. Candusso
Funghi Europaei vol. 7 - Lactarius Pers. - MT Basso
Fungi Europaei vol. 8 - Xerocomus sl - H. Ladurner, G.
Simonini
Fungi Europaei vol. 13 - Strophariaceae sl - ME Noordeloos
Fungi Europaei vol. 14A - Hebeloma - E. Grilli, HJ Beker,
U. Eberhardt, N. Schutz
Indice Schede Micologiche – Archivio Generale AMINT
martedì 14 maggio 2019
La Tignosa verdognola (Amanita phalloides)
🍄La Tignosa verdognola (Amanita phalloides (Vaill. ex Fr) Link)
Subdola ed equivoca, l'Amanita phalloides è la capostipite dei funghi velenosi: la sua ingestione provoca gravi sindromi d'avvelenamento, con esito mortale in alcuni casi. L'Amanita phalloides provoca il decesso anche dopo la sola ingestione di poche decine di grammi.
Ha spiccata capacità di “mimetizzarsi” ed appare molto simile ad altre
specie, può ricordare addirittura funghi commestibili appartenenti a generi
diversi.
Ma nonostante questo, Amanita
phalloides ha delle caratteristiche ben riconoscibili ad un attento esame:
Cappello di colorazioni variabili, con fibrille innate sempre presenti,
margine sempre liscio ( mai striato! ) quest'ultima è una caratteristica
importantissima nel genere Amanita! Il gambo bulboso, è ricoperto da
particolari striature biancastre che ricordano una pelle di serpente e alla
base è presente una volva a forma di sacco, ha un anello sul gambo posizionato
in alto con tipica forma a gonnellino, lamelle bianchissime e libere al gambo.
Odore leggero e anche gradevole nel fungo molto giovane, poi di grasso rancido o
di uruna ed infine cadaverico.
All'ingestione provoca grave avvelenamento, chiamata sindrome falloidea
La sindrome falloidea
Tra gli avvelenamenti potenzialmente mortali occupa il primo posto come
frequenza, anche se probabilmente non è la più pericolosa. La dose letale per
un uomo adulto di peso medio è soltanto di 50 grammi di Amanita phalloides fresca,
per un bambino la dose è di appena 20 grammi.
Contengono molte sostanze velenose, ma il danno è imputabile alle amanitine.
Il primo impatto è con l'apparato
gastroenterico, sempre con una latenza non inferiore alle 8 ore, i sintomi
sono: senso di pesantezza, nausea, vomito incoercibile, violenti dolori
addominali e diarrea coleriforme con scariche frequentissime. Diarrea e vomito
non permettono al paziente di reintrodurre i liquidi che si perdono. Fino a
qualche anno fa le scarse conoscenze della patologia portavano spesso alla
morte del paziente, oggi l'introduzione della reidratazione forzata permette di
correggere lo shock ipovolemico ( causato dalla
diminuzione acuta della massa sanguigna circolante, causata da da perdita di
liquidi ) e l'eliminazione delle amanitine circolanti. La seconda
fase è dovuta all'azione tossica dell'amanitina sulle cellule epatiche
dove provoca la necrosi cellulare. Si ha anche una disfunzione renale, che
generalmente evolve positivamente, ma il danno maggiore è a carico del fegato.
In passato il tasso di mortalità era molto elevato tra il 50% e l' 80 % ma con
la risoluzione del problema dello shock ipovolemico questa percentuale si è
ridotta drasticamente ed oggi si assesta intorno al 7% ( fonte CAV Centro Anti
Veleni di Milano ). Vista la gravità la terapia deve essere ospedaliera e
iniziata il più precocemente possibile, si attuano diverse tipi di terapie
combinate tra loro ( lavanda gastrica, carbone vegetale attivato, assunzione di
liquidi per garantire un'adeguata volemia ovvero il volume di sangue circolante
nel corpo ) questo combinato di terapia è detta diuresi forzata e si è
rivelata la migliore arma terapeutica. Nei casi più gravi può essere necessario
il trapianto di fegato.
Ma in casi di ingestione accidentale è di primaria importanza andare al
pronto soccorso il prima possibile, le cure immediate sono in grado di
scongiurare danni irreparabili.
Maggio 2021
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| Amanita phalloides |
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Aggiornamento: dicembre 2025
lunedì 28 gennaio 2019
Lentinellus ursinus
🍄 Lentinellus ursinus (Fr.) Kühner
🧬 Sinonimi: Pleurotus ursinus (Fr.) Gillet
✅ Commestibilità: non commestibile 🔴
📖 Descrizione: cappello 3–8 cm, da convesso a piano; superficie asciutta, feltrata, color bruno-ocraceo o bruno-rossastro, con margine spesso irregolare. Lamelle fitte, decorrenti, biancastre poi crema, con margine seghettato. Gambo, brevissimo, ma spesso totalmente assente. Carne bianca, soda; odore leggero e sapore amarognolo. Sporata bianca.
🌳 Habitat: lignicolo, su tronchi e ceppaie di latifoglie, soprattutto Quercus spp; autunno.
📚 Note: la specie più vicina è Lentinellus castoreus (Fr.) Kuhner & Maire che cresce su conifera e ha carne piccante.
🌐 Tassonomia
Regno: Fungi Divisione: Basidiomycota Classe: Agaricomycetes Ordine: Russulales Famiglia: Auriscalpiaceae Genere: Lentinellus Specie: Lentinellus ursinus
✍️ Enzo Ferri – I funghi dei Castelli Romani
Le schede micologiche contenute in questa opera sono state redatte dall’autore in forma originale; per la loro realizzazione sono stati consultati testi micologici di riferimento.
| Lentinellus cochleatus |
Aggiornamento: dicembre 2025
giovedì 17 gennaio 2019
Pratoni del Vivaro ( Inversione termica )
sabato 12 gennaio 2019
Pratoni del Vivaro ( Clima )
martedì 13 novembre 2018
Tricholoma terreum
lunedì 22 ottobre 2018
Amanita vittadinii
Cresce nei prati dei Castelli Romani all'inizio dell'autunno
Ha il cappello di colore biancastro con verruche di forma piramidale, residuo del velo generale, imbrunenti a maturità, piuttosto friabili, margine con residui fioccosi, lamelle libere con lamellule, bianco sporco, gambo alto e slanciato, radicante, pieno, ricoperto da numerose squame in rilievo nella parte bassa. Inizialmente bianche, scurenti con la manipolazione o invecchiamento, anello posizionato in alto, fioccoso e persistente., volva dissociata in squame sul gambo, carne bianca con odore prima nullo, poi sgradevole.
| Amanita strobiliformis |
lunedì 8 ottobre 2018
Aureoboletus gentilis (Quél.) Pouzar
venerdì 28 settembre 2018
Hemileccinum impolitum (Fr.) Šutara
lunedì 10 settembre 2018
Butyriboletus regius
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