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mercoledì 5 luglio 2017

Macrolepiota konradii

Castelli Romani,ottobre 2016; foto di EnzoF

Sinonimi
Lepiota konradii, Macrolepiota procera var konradii

Nome Italiano:
Mazza di tamburo

Nome dialettale:
Cuocula, Cappellaccio 

Poco diffuso, cresce a gruppi nei boschi e nei prati boschivi dei Castelli Romani in autunno e fino ai primi freddi
Cuticola tipicamente a forma di stella a maturità, con evidenti squame scure su un fondo più chiari e piccolo umbone; lamelle bianche; gambo lungo con base bulbosa, liscio al di sopra dell'anello, screziato al di sotto, anello semplice, ampio, con bande scure nella parte inferiore; carne biancastra , con odore e sapore gradevoli


Conosciuta in zona con i nomi popolari di " cuocula " o " cappellaccio" come tutte le specie del genere Macrolepiota.
Macrolepiota konradii è descritta come un fungo raro, ma ai Castelli Romani probabilmente è la " mazza di tamburo" più diffusa. 
Tipico disegno stellato

Current Name:
Macrolepiota konradii (Huijsman ex P.D. Orton) M.M. Moser

Position in classification:
Agaricaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi
EnzoF

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Macrolepiota procera


mercoledì 7 dicembre 2016

Chlorophyllum brunneum (Farl. & Burt) Vellinga

Chlorophyllum brunneum (Farl. & Burt) Vellinga

 

Sinonimi:

Macrolepiota rhacodes var. hortensis Pilát ex Wasser

Macrolepiota rhacodes var. bohemica (Wichanský) Bellù & Lanzoni

 

Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Agaricaceae

Genere Chlorophyllum

Specie Cholorophyllum brunneum

 

Cappello 60 – 200 ( 250 ) mm, emisferico, poi convesso, infine appianato con umbone più o meno evidente, con il margine quasi mai completamente disteso; cuticola inizialmente liscia, per poi dissociarsi in squame bruno rossicce, disposte a cerchi concentrici su fondo biancastro.

Lamelle libere, fitte, larghe e sinuose, arrossanti con l’età o alla manipolazione.

Gambo 20 – 40 x 80 – 200 mm, cilindrico, poco slanciato, con un bulbo abbastanza vistoso alla base, superficie liscia, non decorata, di colore bianco brunastro, più scuro al di sotto dell’anello; anello semplice, ampio e fioccoso, con la parte inferiore bruna.

Carne bianca che vira all’arancione e lentamente al rosso scuro; odore gradevole fungino e sapore dolciastro.

Habitat cresce solitamente a gruppi, soprattutto in parchi e giardini, preferibilmente su terreno sabbiosi, ma anche nei boschi aperti con presenza di sostanze organiche, dall’estate all’autunno.

Commestibilità specie tossica che provoca sindrome gastroenterica.

Note potrebbe essere scambiata per una Macrolepiota procera group, ma si riconosce per il portamento massiccio, il gambo liscio e non decorato, il grosso bulbo marginato e la carne virante. Più simile è il Chlorophyllum rachodes che ha le squame del cappello più grandi, l’anello doppio e la carne fortemente virante al rosso.




Enzo Ferri

 

Castelli Romani, novembre 2016


Bibliografia:

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento.

Funghi d’Italia - Zanichelli

AA.VV. 2018. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. 2nd Edition, 2nd printing.








 


 

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martedì 9 giugno 2015

Macrolepiota procera

Rocca di Papa, settembre 2014; foto di EnzoF
Sinonimi
Lepiota procera
Nome Italiano:
Mazza di tamburo, Parasole, Bubbola maggiore.
Nome dialettale:
Comune e diffuso, cresce nei boschi dei Castelli in primavera/autunno a gruppi anche numerosi in prevalenza lungo i sentieri o nelle radure boschive    
Breve descrizione
Cappello: 10-25 cm, ma non e' raro trovare esemplari che raggiungono i 40 cm, dapprima ovoidale, quasi sferico, alla fine aperto; di colore biancastro, nocciola, bruno-grigio (qualche volta il fondo puo' essere grigio/fumo Macrolepiota procera var fuliginosa); cuticola con larghe scaglie irregolari più scure; con umbone liscio, delle stesso colore delle squame; lamelle fitte, distanti dal gambo, bianche, imbrunenti al tocco; gambo lungo ed esile, lungo anche 40 cm, cilindrico, duro e fibroso, infine cavo, bulboso alla base, di colore biancastro con zebrature brune al disotto dell'anello, piu' lisco sopra; anello ampio e vistoso, mobile, bianco all'esterno e bruno internamente; carne bianca, soffice e tenera quella del cappello, fibrosa e dura quella del gambo; odore e sapore gradevoli di nocciola. 




Dal latino procerus = cresciuto di più, per la sua statura.
Ottimo commestibile conosciuto e ricercato in tutte le regioni d'Italia, si consuma solo il cappello perché il gambo è fibroso (ma in alcune zone viene essiccato e poi utilizzato in polvere per insaporire le pietanze ); si puo' consumare in svariati modi e sempre con ottimi risultati.
Se si trovano esemplari secchi e disidradati si possono raccogliere e farli rigenerare in acqua calda ( revivescente )e cucinare impanata

E' la "mazza di tamburo "per antonomasia molto ricercato e di buona qualita', le grandi dimensioni, la larghezza del cappello " parasole", il caratteristico anello doppio mobile e il gambo tigrato ne agevolano la determinazione, tuttavia, in condizioni particolari, la Macrolepiota procera si puo' rinvenire di dimensioni molto ridotte rispetto alla norma e pertanto può essere confusa pericolosamente con le specie del genere Lepiota, di dimensioni molto più piccole, ma molto tossiche e addirittura velenose.

Current Name:
Macrolepiota procera (Scop.) Singer

Position in classification:
Agaricaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi
G A
EnzoF