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lunedì 2 febbraio 2026

Leccinellum lepidum

 

🍄 Leccinellun lepidum (P. Bouchet ex Essette.) Bresinsky & Manfr. Binder

🧬 Sinonimi: Leccinum lepidum (Bouchet ex Essette) Bon & Contu

🏷️ Nomi comuni: Leccino,Porcinello

⭐ Commestibilità: commestibile 🟢

📖 Descrizione cappello 6–15 cm, carnoso, da emisferico a convesso, bruno‑nocciola, con cuticola vellutata e talvolta screpolata. Tubuli gialli, poi olivastri; pori gialli, tendenti al bruno‑oliva con l’età. Gambo robusto, cilindrico, ricoperto da scaglie brunastre su fondo chiaro. Carne bianca, tende a imbrunire leggermente all’aria; odore fungino, sapore dolce.

🌳 Habitat specie tipicamente mediterranea, simbionte con querce sempreverdi (Quercus ilex, Q. suber), frequente in boschi termofili e collinari. Fruttifica dall’autunno all’inverno.

📚 Note commestibile appena discreto, solo da giovane scartando il gambo, troppo coriaceo.

🔎Nota tassonomica: originariamente descritto come Boletus lepidus, è stato successivamente collocato nel genere Leccinum e infine nel genere Leccinellum.



🌐 Tassonomia

Regno Fungi Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Boletales Famiglia Boletaceae Genere Leccinellum Specie Leccinellum lepidum

 ➡️ Tra le Boletaceae mediterranee, Leccinellum lepidum e Leccinellum crocipodium rappresentano due specie affini ma ben distinguibili per morfologia ed ecologia. L. lepidum si riconosce per il cappello carnoso, bruno‑nocciola o bruno‑rossastro, spesso vellutato e talvolta screpolato, con carne bianca che tende a imbrunire leggermente all’aria. Il gambo è robusto, ricoperto da scaglie brunastre su fondo chiaro, ha un odore fungino gradevole e sapore dolce. È tipico dei boschi termofili mediterranei, in simbiosi con querce sempreverdi come Quercus ilex e Q. suber, e fruttifica dall’autunno fino all’inverno inoltrato. L. crocipodium, invece, presenta un cappello più secco e opaco, bruno‑giallastro o bruno‑olivastro, con carne che tende a scurire più intensamente fino al bruno‑rossastro. Il gambo è più slanciato e ornato da scaglie scure marcate, e il sapore è meno gradevole, talvolta amarognolo. Ecologicamente si differenzia per la preferenza verso boschi di querce decidue, come Q. robur e Q. cerris, in ambienti più freschi e temperati, con fruttificazioni tipiche dell’estate e dell’autunno. Entrambi sono commestibili, ma piuttosto scadenti.

✍️ Enzo Ferri – I funghi dei Castelli Romani

Le schede micologiche contenute in questa opera sono state redatte dall’autore in forma originale; per la loro realizzazione sono stati consultati testi micologici di riferimento.

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Leccinellum crocipodium







Aggiornamento: gennaio 2026



lunedì 9 novembre 2020

Leccinellum pseudoscabrum ( Kallemb.) Miksik

Nome attuale:

Leccinellum pseudoscabrum ( Kallemb.) Miksik

 

 

Sinonimi:

Leccinum carpini (Schulz) M.M. Moser

 

 

Cappello 60 - 150 mm, emisferico, poi conico-convesso, cuticola leggermente eccedente; superficie corrugata, grinzosa, tipicamente “ martellata ” di colore variabile dal bruno scuro al bruno grigiastro.

Tubuli e pori tubuli fino a 30 mm, distanti, liberi al gambo, bianco-crema, annerenti al taglio; pori piccoli e rotondi, concolori ai tubuli, si macchiano lentamente al bruno alla pressione.

Gambo 10 – 25 x 80 – 180 mm, slanciato, spesso incurvato, biancastro, cosparso per tutta la lunghezza di piccole squamule disposte longitudinalmente, inizialmente grigiastre poi sempre più scure.

Carne soda, ma presto molle nel cappello e legnosa nel gambo, biancastra, virante lentamente al rosa e poi al nero; odore e sapore banali.

Habitat molto comune. Cresce nei boschi freschi di latifoglie, esclusivamente sotto Carpinus e Corylus, dall’estate all’autunno.

Commestibilità commestibile discreto. Da alcuni disprezzato per l’annerimento della carne. 

Note Praticamente inconfondibile per la cuticola tipicamente corrugata, come “ martellata ”. Tipico è anche l’annerimento molto intenso, non è difficile osservare esemplari vecchi completamente neri.




Enzo Ferri

 

Castelli Romani, giugno 2020

 

 

Bibliografia:

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento

Funghi d’Italia - Zanichelli

Indice Schede Micologiche – Archivio Generale AMINT