Nome Scientifico: Blitum bonus-henricus
Sinonimo: Chenopodium bonus-henricus
Nomi Comuni: Buon Enrico, Spinacio selvatico, Tutta buona.
Famiglia: Amaranthaceae
Commestibilità: Commestibile 🟢
Nota dell'autore: Questa pianta non è presente nel territorio dei Castelli Romani, ma ho deciso di inserirla in questa guida per la sua straordinaria importanza gastronomica e per aiutarvi a riconoscerla durante le vostre escursioni in alta montagna.
📘 Descrizione: Pianta erbacea perenne che cresce con fusti dritti e grandi foglie verdi a forma di punta di freccia (o a triangolo), con i bordi leggermente ondulati. Se tocchi la parte inferiore delle foglie, specialmente quelle più giovani, sentirai una tipica sensazione di "farina" sotto le dita. I fiori sono piccolissimi, di colore verde-rossastro, e crescono tutti vicini in una spiga in cima alla pianta. Ama le altezze e il fresco, quindi si trova facilmente se fate una gita sull'Appennino Laziale, sopra i 1000 metri di quota, vicino ai vecchi recinti delle pecore e nei terreni montani ricchi di sostanze organiche.
🔍 Note: Questa pianta è un ottimo sostituto dello spinacio che compriamo al supermercato, anzi, spesso è persino più saporita. In cucina si mangia sempre cotta: è perfetta per fare minestre, zuppe, per riempire i ravioli fatti in casa o semplicemente saltata in padella con aglio, olio e un pizzico di peperoncino. Siccome contiene un po' di ossalati (le stesse sostanze che ci sono nella bieta), è meglio non esagerare con le quantità se si soffre di calcoli ai reni.
🌿 Curiosità: Il nome così strano "Buon Enrico" sembra sia dedicato al re Enrico IV di Francia, un sovrano molto amato dal popolo perché voleva che ogni contadino potesse avere sempre una gallina nella pentola e non soffrisse la fame. Il nome popolare "Tutta buona" fa capire invece quanto questa pianta sia stata importante in passato: le famiglie di campagna la raccoglievano perché è nutriente, buona e soprattutto gratis.
✍️ Enzo Ferri – Flora spontanea dei Castelli Romani
Le schede botaniche contenute in questa opera sono state redatte dall’autore in forma originale; per la loro realizzazione sono stati consultati testi e guide botaniche di riferimento.
Aggiornamento: giugno 2026
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