🍄 Leccinellun lepidum (P. Bouchet ex Essette.) Bresinsky & Manfr. Binder
🧬 Sinonimi: Leccinum
lepidum
(Bouchet ex Essette)
🏷️ Nomi comuni: Leccino,Porcinello
⭐ Commestibilità: commestibile 🟢
📖 Descrizione
cappello
6–15 cm, carnoso, da emisferico a convesso, bruno‑nocciola,
con cuticola vellutata e talvolta screpolata. Tubuli gialli, poi
olivastri; pori gialli, tendenti al bruno‑oliva con l’età.
Gambo robusto, cilindrico, ricoperto da scaglie brunastre su fondo
chiaro. Carne bianca, tende a imbrunire leggermente all’aria; odore
fungino,
sapore
dolce.
🌳 Habitat
specie
tipicamente mediterranea, simbionte con querce sempreverdi (Quercus
ilex,
Q.
suber),
frequente in boschi termofili e collinari. Fruttifica dall’autunno
all’inverno.
📚 Note
commestibile
appena
discreto, solo da giovane scartando
il gambo, troppo coriaceo.
🔎Nota
tassonomica:
originariamente descritto come Boletus
lepidus,
è stato successivamente collocato nel genere Leccinum
e infine nel genere Leccinellum.
🌐 Tassonomia
Regno
Fungi Divisione
Basidiomycota Classe
Agaricomycetes Ordine
Boletales Famiglia
Boletaceae Genere
Leccinellum Specie
Leccinellum
lepidum
➡️ Tra
le
Boletaceae mediterranee,
Leccinellum
lepidum
e Leccinellum
crocipodium
rappresentano due specie affini ma ben distinguibili per morfologia
ed ecologia. L.
lepidum
si riconosce per il cappello carnoso, bruno‑nocciola o
bruno‑rossastro, spesso vellutato e talvolta screpolato, con
carne bianca che tende a imbrunire leggermente all’aria. Il gambo è
robusto, ricoperto da scaglie brunastre su fondo chiaro, ha
un
odore fungino gradevole e sapore dolce. È tipico dei boschi
termofili mediterranei, in simbiosi con querce sempreverdi come
Quercus
ilex
e Q.
suber,
e fruttifica dall’autunno fino all’inverno inoltrato. L.
crocipodium,
invece, presenta un cappello più secco e opaco, bruno‑giallastro
o bruno‑olivastro, con carne che tende a scurire più
intensamente fino al bruno‑rossastro. Il gambo è più
slanciato e ornato da scaglie scure marcate, e il sapore è
meno
gradevole, talvolta amarognolo. Ecologicamente si differenzia per la
preferenza verso boschi di querce decidue, come Q.
robur
e Q.
cerris,
in ambienti più freschi e temperati, con fruttificazioni tipiche
dell’estate e dell’autunno. Entrambi sono commestibili, ma
piuttosto
scadenti.
✍️ Enzo
Ferri – I funghi dei Castelli Romani
Le
schede micologiche contenute in questa opera sono state redatte
dall’autore in forma originale; per la loro realizzazione sono
stati consultati testi micologici di riferimento.
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Aggiornamento:
gennaio 2026