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lunedì 18 gennaio 2021

Lactarius acerrimus

Nome attuale: 

Lactarius acerrimus Britzelmayr

Fungo di dimensioni medio/grandi. Il cappello può raggiungere i 12 cm di diametro, inizialmente convesso, poi spianato ed infine imbutiforme; la cuticola è lucente e vischiosa, di aspetto glassato, di colore crema, crema – aranciato, spesso chiazzata e con zonature concentriche a volte poco visibili; le lamelle sono appena decorrenti, spaziate, tipicamente anastomosate di colore crema carnicino; il gambo è liscio, eccentrico, corto e tozzo, di colore biancastro, raramente con rari scrobicoli; la carne è biancastra con odore fruttato e sapore acre; latice bianco immutabile anche isolate di sapore acre bruciante. Cresce nei boschi caldi di latifoglie. Non commestibile per il sapore fortemente pepato.

Si può confondere con Lactarius zonarius, crescente nel medesimo habitat, ma che ha lamelle non anastomosate, senza colorazioni rosate e latice meno acre.


Enzo Ferri

 

Castelli Romani, ottobre 2019

 

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Bibliografia:

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento

Lactarius ( M. T. Basso ) - Mykoflora 


lunedì 27 luglio 2020

Lactarius pyrogalus (Bull.) P


Lactarius pyrogalus (Bull.) P 

Cappello 100 – 200 (250) mm, piano convesso, poi depresso, sino ad imbutiforme, con il margine ondulato; cuticola lucente, un po’ vischiosa, di colore bruno-grigio, grigio-beige, con zonature assenti o poco evidenti.
Lamelle adnate o appena subdecorrenti, poco fitte, con numerose lamellule, da crema-giallastre a crema-ocracee con riflessi rosati
Gambo 10-15 x 30-60, cilindrico o leggermente attenuato in basso, fragile, biancastro o subconcolore al cappello, rugoso.
Carne biancastra, soda, poi molle con odore fruttato e sapore molto acre.
Latice abbondante, bianco immutabile se isolato, forma gocce giallo-olivastre seccando sulle lamelle, sapore acre bruciante
Habitat cresce spesso gregario sotto nocciolo, abbastanza comune.
Commestibilità non commestibile per il sapore molto acre
Note abbastanza comune nei boschi dei Castelli Romani, dove cresce in estate avanzata e fino all’autunno.


Enzo Ferri

Castelli Romani, ottobre 2019


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Bibliografia:
Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento
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lunedì 30 ottobre 2017

Lactarius chrysorrheus Fr.
Cappello 40 – 80 mm, piano convesso, poi depresso, di colore giallo arancio, rosa aranciato, con zonature e guttule arancio-rossastre disposte in cerchi e con margine lobato; cuticola asciutta, brillante.
Lamelle adnate o appena subdecorrenti, fitte, forcate al gambo con numerose lamellule, da crema-giallastre a crema-ocracee.
Gambo 08-15 x 30-60, cilindrico o leggermente clavato, pruinoso in alto, biancastro.
Carne soda, biancastra, virante al giallo con odore debolmente fruttato e sapore amaro-acre.
Latice abbondante, bianco virante immediatamente al giallo con sapore astringente e leggermente acre.
Habitat boschi di latifoglie, molto comune
Commestibilità non commestibile per il sapore amaro e acre.
Note anche in autunno inoltrato, una delle ultime specie a fruttificare prima dell’ inverno. Si riconosce abbastanza facilmente per il cappello giallo aranciato e le zonature rossastre concentriche e il latice velocemente virante al giallo.





 Enzo Ferri

Castelli Romani, ottobre 2017

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Bibliografia:
Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento
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lunedì 10 luglio 2017

Lactarius zonarius (Bull.) Fr.

Nome attuale:

Lactarius zonarius (Bull.) Fr.  

 

Sinonimi:

Lactarius zonarius var. scrobipes (Kühner & Romagn.) Bon

  

Cappello 50 – 130 (150) mm; inizialmente convesso, appianato, ma presto con una depressione centrale, imbutiforme a maturità; cuticola liscia, untuosa, appena pubescente all'orlo’, di colore crema, fulvo ocraceo, con zonature concentriche più scure, più evidenti nei giovani esemplari.

Lamelle fitte, appena decorrenti, di colore biancastro o crema chiaro con sfumatyre rosate, si macchiano di bruno alla manipolazione.

Gambo 15 – 30 x 30 – 55 mm; dritto, breve e tozzo, attenuato alla base, concolore alle lamelle, superficie liscia o con qualche scrobicolo più scuro.

Carne soda nel cappello, fragile nel gambo, biancastra con odore fruttato e sapore moderatamente acre dopo qualche secondo.

Latice abbondante, bianco immutabile, crema grigiastro essiccando sulle lamelle, acre dopo qualche minuto.

Habitat cresce nei boschi caldi di latifoglia, molto comune dall’estate al primo autunno.

Commestibilità velenoso. Provoca sindrome gastrointesinale incostante.  

Note uno dei Lactarius più comune ai Castelli Romani. Alcune volte, ma non sempre, presenta delle fossette più scure sulla superficie del gambo.




Enzo Ferri

 

Castelli Romani, settembre 2015


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Bibliografia:

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lunedì 7 novembre 2016

Lactarius semisanguifluus

Castelli Romani,novembre 2016; foto di EnzoF

Sinonimi:
Lactarius rubrifluus 
Nome Italiano:
Lattario semisanguigno,Sanguinello.

Cresce ai Castelli Romani dalla fine dell'estate e fino ai primi freddi
Il cappello può raggiungere una decina di cm di diametro ed è di un bel colore aranciato con zonature non molto evidenti, con l'età tende a scolorire e a macchiarsi di verde; le lamelle sono di colore arancio, fitte e sottili e si macchiano di verde al tocco; il gambo è corto e tozzo, vuoto, concolore al cappello con pochi scrobicoli non molto evidenti; la carne è consistente nel cappello e molliccia nel gambo, latice non molto abbondante che al taglio è color carota, ma presto diventa rosso-vinoso, odore non proprio gradevole ma che scompare con la cottura.


Fungo comunissimo in tutta la penisola, ma raro ai Castelli Romani in quanto cresce sotto ai pini, alberi poco diffusi in zona.

Current Name:
Lactarius semisanguifluus R. Heim & Leclair

Position in classification:
Russulaceae, Russulales, Incertae sedis, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi


EnzoF

giovedì 25 giugno 2015

Lactifluus bertillonii

Castelli Romani, giugno 2015; foto di EnzoF
Sinonimi
Lactarius bertillonii, Lactarius vellereus var. bertillonii
Cresce a gruppi nei boschi dei Castelli Romani dalla prima estate e fino all'autunno

Lactifluus bertillonii e' un fungo di dimensioni medio-grandi, il cappello puo' raggiungere i 14 cm di diametro, con con margine fortemente involuto da giovane, poi disteso sino a depresso al centro; cuticola opaca con aspetto anche vellutato di colore bianco; le lamelle sono bianche, abbastanza spaziate, con lamellule; gambo tozzo e sodo, cilindrico con superficie opaca e di colore bianco; carne compatta, bianca con lattice abbondante, bianco; odore non significativo e sapore del latice  estremamente acre e bruciante addirittura insopportabile.








Lactifluus bertillonii si distingue dagli altri lattari di colore bianco ( sez albati )per le lamelle piuttosto spaziate, il lattice bianco, immutabile o solo leggermente e lentamente ingiallente e il sapore estremamente acre e bruciante.

Current Name:
Lactifluus bertillonii (Neuhoff ex Z. Schaef.) Verbeken

Position in classification:
Russulaceae, Russulales, Incertae sedis, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi


EnzoF

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mercoledì 17 giugno 2015

Lactarius vellereus

Castelli Romani, giugno 2015; foto di EnzoF
Sinonimi
Lactifluus vellereus 
Nome Italiano:
Lattario vellutato, Lattario lanoso.

Cresce isolato o a gruppi di pochi esemplari nei boschi dei Castelli Romani dall'estate all'autunno.


Breve descrizione
Lattario bianco  tipico dei boschi termofili di latifoglia, massiccio, dimensioni giganti, fino a 40 cm il diametro del cappello, di colore biancastro con cuticola vellutata, gambo grosso, tozzo e corto, lamelle che secernono una gran quantità di latice  al minimo tocco , spaziate almeno rispetto ai Lactarius simili (L. piperatus, L. bertillonii, L. glaucescens), sapore acre-amarognolo, ma poco o per nulla piccante, odore delicato fungino.

Specie a carne acre ma latice mite se assaggiato da solo, isolato dalla carne
Current Name:
Lactarius vellereus (Fr.) Fr


Position in classification:

Russulaceae, Russulales, Incertae sedis, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi

EnzoF

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Lactifluus glaucescens

Castelli Romani, giugno 2015; foto di EnzoF
Sinonimi
Lactarius glaucescens, Lactarius pergamenus 
Cresce nei boschi di latifoglie dei Castelli dall'inizio dell’estate fino all'autunno

Breve descrizione

Il cappello è carnoso, convesso, poi appianato e infine depresso, con margine lungamente involuto; la cuticola è liscia e asciutta di colore biancastro con tendenza a macchiarsi di bruno/ ruggine; le Lamelle sono molto fitte e strette con lamellule, di colore bianco/crema, si macchiano di verdastro se sfregate o per l'essiccazione del latice; il gambo è tozzo, cilindrico, leggermente attenuato alla base, pruinoso,di colore biancastro, con macchie bruno-ruggine; la carne è gessosa (cassante), soda, di colore chiaro, vira lentamente al grigio-verde, sapore acre ed odore di fruttato; Il latice è abbondante, di colore bianco-crema, ma subito verdastro per essiccamento, con sapore astringente, acre. 

lamelle molto fitte, latice che si è già ossidato ed è diventato glauco (azzurro verdastro), latice appena fuoriuscito, bianco ed abbondante
Dal latino Lactarius = per il latice e glaucescens = glauco (azzurro-verdastro )per il colore del latice all'essiccazione
Current Name:
Lactifluus glaucescens (Crossl.) Verbeken

Position in classification:
Russulaceae, Russulales, Incertae sedis, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi

EnzoF

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giovedì 11 giugno 2015

Lactarius piperatus

Castelli Romani, giugno 2015; foto di EnzoF
Sinonimi
Agaricus piperatus,Lactifluus piperatus  
Nome Italiano:
 Peveraccio,  Lattario

Piuttosto comune, cresce a gruppi all'inizio dell'estate e fino all'autunno. 
Breve descrizione
Lactarius piperatus è un fungo tossico dal sapore molto acre e bruciante, ha latice bianco e immutabile; cappello asciutto che a maturità tende a diventare imbutiforme, largo sino a 15 cm, cuticola non separabile, opaca, rugosa, screpolata con tempo asciutto; il colore è biancastro in modo non uniforme, punteggiato di ruggine e macchiato a maturità di ocra-brunastro; lamelle molto serrate e fitte, bianche con riflessi carnicini;  gambo cilindrico, consistente, duro, generalmente attenuato alla base; carne spessa e dura, emette un latice biancastro immutabile ed abbondante dal sapore decisamente pepato.
lamelle molto serrate e fitte, bianche con riflessi carnicini

Dal latino piperatus, pepato, che ricorda il sapore del pepe
Current Name:
Lactarius piperatus (L.) Pers.

Position in classification:
Russulaceae, Russulales, Incertae sedis, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi

EnzoF

lunedì 30 settembre 2013

Lactarius rugatus.

Lactifluus rugatus Kühner & Romagnesi
Ordine:Russulales
Famiglia:Russulaceae
Genere:Lactarius
Specie:L rugatus

Sinonimi
Lactarius rugatus 
Lactarius hygrophoroides var. rugatus 

Rocca di Papa;settembre 2013 Foto di EnzoF

Breve descrizione:
Cappello:fino a 7 cm, depresso al centro o imbutiforme nel fungo maturo,rugoso e grinzoso. Cuticola asciutta, vellutata, di colore arancio-rossastro, più scuro al centro.con tipiche screpolature versi il bordo.


Lamelle:adnate o leggermente decorrenti, forcute, conpresenza di corte lamellule. Poco fitte, color crema-giallinastro, crema macchiate di bruno nei punti di rottura.

Gambo:corto, cilindrico o attenuato alla base, farcito, poi cavo, asciutto e vellutato, concolore al cappello con base biancastra, spesso macchiato di bruno-ruggine.
Carne:biancastra,odore leggere e gradevole,sapore di nocciola.Latice bianco,non acre.leggermente astringente,imbrunente sulle lamelle,immutabile.
Cresce nei boschi dei Castelli a fine estate/inizio autunno.
Current Name:
Lactifluus rugatus (Kühner & Romagn.)

Position in classification:
Russulaceae, Russulales, Incertae sedis, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi


Curiosita':Simile a Lactarius volemus, si distingue per il colore piu' aranciato , le lamelle più spaziate, la cuticola con rugosità e screpolature evidenti al bordo, odore meno intenso e non sgadevole di pesce.


EnzoF