martedì 21 aprile 2026

SINDROMI DA INTOSSICAZIONE DA FUNGHI

I Funghi sono da sempre utilizzati per molti motivi: come alimento prelibato, per motivi medicinali, per modificare la psiche. Le popolazioni di montagna li consumavano per fame. I nostri antenati hanno imparato con l’esperienza ed a proprie spese quali funghi si possono consumare e quali no. Anche se si è ancora lontani da capire per intero il vasto mondo dei funghi si è però capito che negli avvelenamenti da funghi come per le malattie è il singolo individuo che determina situazioni diverse a seconda delle caratteristiche dell'individuo e delle caratteristiche dell'agente patogeno. E' indubbio che nei funghi sono state isolate sostanze che sono risultate tossiche ad ogni livello, anche se la stessa sostanza nociva non provoca gli stessi danni a tutti in modo paritario. Quando si consumano funghi è fondamentale sapere con precisione cosa si sta mettendo nel piatto. Esistono molte specie commestibili, molte tossiche e alcune potenzialmente mortali. Sono frequenti anche accessi al pronto soccorso dovuti al consumo di funghi commestibili mal conservati, deteriorati o raccolti in ambienti inquinati.

L’effetto tossico dipende da vari fattori:

  • tipo di tossina
  • quantità ingerita
  • specie animale che la consuma
  • peso corporeo
  • stato di salute
  • sensibilità individuale
  • eventuale assunzione concomitante di altre sostanze

LE SINDROMI MICOTOSSICOLOGICHE

A) Sindromi a lunga latenza (> 6 ore)

Sono le più gravi e potenzialmente mortali.

Comprendono:

  • Sindrome falloidea

  • Sindrome orellanica

  • Sindrome norleucinica (latenza intermedia, ma clinicamente simile alle precedenti)

  • Sindrome giromitrica

B) Sindromi a breve latenza (< 6 ore)

Generalmente meno gravi, ma comunque con alcune specie pericolose

SINDROMI A BREVE LATENZA (B)

1. Sindrome gastrointestinale

Provocata da numerosi funghi irritanti o tossici da crudi. Sintomi: nausea, vomito, diarrea, crampi addominali.

Generi coinvolti:

Russula e Lactarius

Specie dal sapore acre o pepato → disturbi gastrointestinali. Esempi:

  • Russula cuprea

  • Lactarius piperatus

Tricholoma

Specie dal sapore acre o odore sgradevole (gas). Esempi:

  • Tricholoma virgatum, Tricholoma sciodes, Tricholoma sulphureum

Amanita

Alcune specie possono causare disturbi gastrointestinali. Esempi:

  • Amanita citrina, Amanita gemmata (nota: Amanita gemmata può dare anche sintomi panterinici, ma il suo ruolo è ancora oggetto di studio)

Ramaria

Molte specie sono lassative o tossiche. Esempi:

  • Ramaria formosa la più pericolosa, ma anche le altre specie di Ramaria sono di difficile determinazione.

Agaricus – Sezione Xanthodermatei

Tutte le specie della sezione sono tossiche. Esempi:

  • Agaricus xanthodermus, Agaricus moelleri

Hypholoma

Sintomi intensi entro 30–60 minuti. Esempio:

  • Hypholoma fasciculare

Hebeloma

Provocano disturbi all'apparato digerente che compaiono generalmente entro 1–2 ore dal pasto. Sintomi: nausea, vomito e diarrea

Esempio: Hebeloma sinapizans

Scleroderma

Provocano una sindrome gastrointestinale con nausea e vomito.

Esempio:

  • Scleroderma verrucosum

Chlorophyllum

Specie tutte da rifiutare. Esempi:

  • Chlorophyllum brunneum, Chlorophyllum rachodes

Boleti a pori rossi

Poche le specie commestibili, ma il riconoscimento necessita buona preparazione. Molte specie sono tossiche da crude e causano disturbi gastrointestinali anche violenti. Esempi:

  • Boletus satanas, Boletus rhodoxanthus

Tylopilus felleus

Non tossico, ma amarissimo → provoca rigetto e disturbi gastrointestinali. Esempio:

  • Tylopilus felleus

Clitocybe nebularis

Non più considerato commestibile. Tossicità:

  • acuta → gastroenterica a breve latenza

  • cronica → fenomeni immunologici e accumulo di tossine a lungo termine per consumo ripetuto anche per anni.

Omphalotus olearius

Sintomi importanti dopo 1–2 ore. Spesso scambiato per Cantharellus spp

Entoloma sinuatum

Molto pericoloso. Latenza 1–8 ore. Rischio di disidratazione e insufficienza renale.

Tricholoma pardinum

Provoca la “sindrome pardinica”. Gastroenterite grave in appena 30 minuti.

Armillaria mellea e affini (Armillaria spp)

Tossine termolabili → necessaria lunga cottura. Specie vecchie o gambi coriacei → intossicazioni frequenti, anche se non mortali.

Russula olivacea

Buon commestibile solo ben cotto, da crudo è in grado di provocare sintomi gastrointestinali.

Genere Suillus

Tutti lassativi se non si rimuove la cuticola.

2. Sindrome muscarinica

Causata dalla muscarina. Sintomi: sudorazione, salivazione, diarrea, crampi. Latenza: 15 min – 3 ore. Antidoto: atropina.

Esempi di specie coinvolte:

  • Clitocybe rivulosa, Clitocybe phyllophila

  • Mycena pura, Mycena rosea

  • Inocybe spp (quasi tutte)

3. Sindrome panterinica

Causata da acido ibotenico e muscimolo. Sintomi: disturbi digestivi, atassia, agitazione, allucinazioni, coma nei casi gravi.

Esempi:

  • Amanita muscaria, Amanita pantherina, Amanita gemmata (sospetta)

4. Sindrome psilocibinica

Funghi contenenti psilocibina → allucinazioni, euforia, alterazioni percettive.

Esempi:

  • Psilocybe spp

  • Panaeolus spp

  • Pluteus salicinus

  • Gymnopilus junonius

5. Sindrome coprinica

Si manifesta solo con assunzione di alcol. Sintomi: rossore, tachicardia, ipotensione.

Esempio:

  • Coprinus atramentarius

6. Sindrome paxillica

Grave, potenzialmente mortale. Meccanismo immunologico → anemia emolitica acuta.

Esempio:

  • Paxillus involutus

  • Paxillus filamentosus

NUOVE SINDROMI

1. Sindrome rabdomiolitica

Latenza: 24–72 ore.

Specie: Tricholoma equestre. Nota: tossicità dose‑dipendente e legata a consumo ripetuto.

2. Sindrome eritro‑acromelalgica

Latenza: 12–24 ore.

Esempio: Clitocybe amoenolens.



SINDROMI A LUNGA LATENZA (A)

1. Sindrome giromitrica

Tossina: giromitrina.

Generi: Gyromitra, Helvella, Cudonia.

2. Sindrome norleucinica

Tossina: norleucina allenica. Latenza: 4–10 ore (intermedia). Sintomi: gastroenterici → insufficienza renale acuta. Evoluzione: generalmente favorevole.

Esempi:

  • Amanita proxima, Amanita echinocephala, Amanita gracilior, Amanita ovoidea (ruolo tossicologico controverso)

3. Sindrome orellanica

Tossina: orellanina. Latenza: 12 ore – 3/4 giorni (talvolta 15). Sintomi: inizialmente lievi → poi insufficienza renale acuta. Evoluzione: potenzialmente mortale.

Esempi:

  • Cortinarius orellanus, Cortinarius speciosissimus

4. Sindrome falloidea

Tossine: amatossine. Latenza: 8–24 h (max 72 h). Organo bersaglio: fegato. Evoluzione: potenzialmente mortale.

Esempi:

  • Amanita phalloides, Amanita verna, Amanita virosa, Lepiota brunneoincarnata, Galerina marginata

Dose letale:

  • adulto: ~50 g di fungo fresco

  • bambino: ~20 g

Terapia: ricovero urgente; nei casi gravi → trapianto di fegato.


✍️ Enzo Ferri – I funghi dei Castelli Romani

Le schede micologiche contenute in questa opera sono state redatte dall’autore in forma originale; per la loro realizzazione sono stati consultati testi micologici di riferimento.

Aggiornamento: aprile 2026