Nome Scientifico: Chelidonium majus
Nomi Comuni: Celidonia, Erba porraia, Erba da porri
Famiglia: Papaveraceae
Commestibilità: Tossica 🔴
📘 Descrizione: Pianta erbacea perenne che si riconosce facilmente per le sue foglie profondamente lobate, di un verde chiaro e opaco, e per i suoi piccoli fiori giallo-oro a quattro petali disposti a ombrello. La caratteristica biologica più evidente è il lattice denso e di un colore arancione brillante che fuoriesce immediatamente dai fusti o dalle foglie non appena vengono spezzati. È una pianta tipica degli ambienti ruderali che cresce spontanea a ridosso di vecchi muretti a secco, ruderi, cumuli di pietre e nei pressi delle zone d'ombra abitate dei Castelli Romani.
🔍 Note: La celidonia è una pianta tossica in tutte le sue parti se ingerita, a causa della presenza di numerosi alcaloidi che possono causare gravi irritazioni gastrointestinali. L'uso tradizionale della medicina popolare, strettamente limitato all'applicazione topica esterna, le è valso il nome di "erba porraia": il lattice arancione veniva infatti applicato direttamente su porri e verruche per via delle sue proprietà corrosive e cheratolitiche. È fondamentale maneggiarla con cura per evitare dermatiti da contatto o irritazioni agli occhi dovute al lattice.
🌿 Curiosità: Il nome scientifico Chelidonium deriva dal greco chelidón, che significa rondine; gli antichi notarono infatti che la pianta inizia a fiorire con l'arrivo delle prime rondini in primavera e appassisce quando queste migrano in autunno. Una leggenda popolare, tramandata fin dai tempi di Plinio il Vecchio, narrava inoltre che le rondini madri utilizzassero il succo della celidonia per ridonare la vista ai piccoli nati ciechi o con gli occhi chiusi nel nido.
✍️ Enzo Ferri – Flora spontanea dei Castelli Romani
Le schede botaniche contenute in questa opera sono state redatte dall’autore in forma originale; per la loro realizzazione sono stati consultati testi e guide botaniche di riferimento.
Aggiornamento: giugno 2026

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