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lunedì 22 dicembre 2025

Amanita muscaria

🍄 Amanita muscaria (L.) Lam. 

🧬 Sinonimi:  Agaricus muscarius

🏷️ Nomi comuni: Ovolo malefico, Fungo delle fiabe

⭐ Commestibilità: tossico 🔴

📖 Descrizione Cappello 8–20 cm, emisferico poi convesso‑appianato, rosso vivo con verruche bianche residue del velo generale, margine striato. Lamelle fitte, bianche, libere. Gambo bianco, cilindrico, con anello membranoso e volva basale che si dissocia a placche concentriche. Carne bianca, odore tenue, sapore mite.

🌳 Habitat Boschi di conifere e latifoglie; estate‑autunno.

📚 Note Iconico fungo delle fiabe, praticamente inconfondibile. Caratteristico per cappello rosso con verruche bianche detersibili margine striato. Tossico, ma raramente mortale; effetti allucinogeni e neurotropi ampiamente documentati.



 🌐 Tassonomia

Regno Fungi Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Amanitaceae Genere Amanita Specie Amanita muscaria

✍️ Enzo Ferri – I funghi dei Castelli Romani

Le schede micologiche contenute in questa opera sono state redatte dall’autore in forma originale; per la loro realizzazione sono stati consultati testi micologici di riferimento.

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Aggiornamento: dicembre 2025


lunedì 14 agosto 2023

Amanita ovoidea

Nome attuale: 

Amanita ovoidea (Bull.) Link 

 

Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Amanitaceae

Genere Amanita

Specie Amanita ovoidea


Nome comune:  

Farinaccio 


Descrizione fungo di grandi dimensioni. Il capello è massiccio e carnoso, di colore bianco e aspetto sericeo, dapprima emisferico, poi convesso, a maturità anche revoluto; orlo spesso, liscio, non striato e debordante, decorato de residui del velo generale; le lamelle sono libere, fitte, con lamellule bianche e sfumature rosate; gambo robusto, slanciato, lungo anche 20 cm, progressivamente allargato alla base con bulbo basale e appena radicante; anello posto in alto, fugace, poco consistente che si dissolve in fiocchi burrosi; volva membranacea, consistente, esternamente di colore aranciato molto pallido, bianca internamente.

Habitat specie termofila che cresce abbondante nei boschi litoranei con presenza di Pinus e Quercus, meno diffusa nei boschi dei Castelli Romani.

Commestibilità da ritenersi non commestibile per le scarse qualità organolettiche e perché sospettato di provocare disturbi gastrointestinali.

Note confondibile con la tossica Amanita proxima crescente negli stessi ambienti e riconoscibile per la volva esternamente di colore ocraceo, anche Amanita strobiliformis può somigliare, ma ha placche sul cappello di colore grigiastro e base del gambo fittonante.



Enzo Ferri

 

Castelli Romani, novembre 2022

 

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Bibliografia:

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - Consiglio G., Papetti C., Simonini G. - AMB Trento

Funghi d’Italia - Boccardo F., Traverso M., Vizzini A., Zotti M. (Zanichelli)

Indice Schede Micologiche – Archivio Generale AMINT

lunedì 7 agosto 2023

Amanita excelsa



Nome attuale: 

Amanita excelsa (Fr.) Bertill.


Sinonimi: 

Agaricus spissa (Fr.) P. Kumm.


Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Amanitaceae

Genere Amanita 

Specie Amanita excelsa 


Cappello 8-12 (15) cm. Globoso, emisferico, poi convesso, completamente spianato solo a maturità; cuticola appiccicosa, solitamente nuda, priva di placche o verruche, e con margine completamente liscio, senza scanalature, di colore grigiastro, grigio piombo; lamelle bianche, ventricose, spesso con riflessi rosati; gambo 12-30 x 100-150 (180 ) robusto, slanciato, radicante, con base profondamente interrata, di colore bianco grigiastro; anello ampio e persistente, di colore grigio e striato nella parte superiore; volva biancastra, dissociata in placche alla base del gambo, raramente sul cappello; carne bianca, soda nel cappello, appena imbrunente con odore leggermente rafanoide e sapore mite.

Habitat ubiquitario, cresce in pochi esemplari in estate/autunno, poco diffusa nei boschi dei Castelli Romani.

Commestibilità commestibile dopo adeguata cottura, ma di scarso pregio.

Note ancora non è molto chiaro se Amanita excelsa ed Amanita excelsa var spissa siano la stessa specie, come sostenuta da molti autori, oppure siano due specie distinte. Amanita excelsa ha un portamento più slanciato, gambo profondamente radicante, con la base molto interrata che è spesso arrossante e, specialmente ha verruche biancastre sul cappello che sono molto scarse o addirittura assenti. Amanita excelsa var spissa ha un portamento più tozzo, base del gambo napiforme e non arrossante e verruche sul cappello abbondanti e persistenti. Una certa somiglianza la può avere la tossica Amanita pantherina , che ha margine nettamente striato, volva tipicamente dissociata in cercini e base del gambo arrotondata e non radicante, anche le colorazioni del cappello sono diverse, tendenti al bruno e sono presenti verruche farinose di colore bianco.




 Enzo Ferri

Castelli Romani, settembre 2019

 

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Bibliografia:

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - Consiglio G., Papetti C., Simonini G. - AMB Trento

Funghi d’Italia - Boccardo F., Traverso M., Vizzini A., Zotti M. (Zanichelli)

Indice Schede Micologiche – Archivio Generale AMINT

Aggiornamento, agosto 2023


lunedì 13 giugno 2022

Amanita pachyvolvata

Nome attuale:

Amanita pachyvolvata (Bon) Krieglst

Sinonimi: 

Amanitopsis pachyvolvata Bon


Sistematica  
Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Amanitaceae
Genere Amanita 
Specie Amanita pachyvolvata

Cappello emisferico – campanulato, di diametro di circa 12 cm, con umbone leggermente più scuro, con margine molto striato e colorazioni grigio/brunastre, nudo, senza resti di velo.
Lamelle libere, intercalate da lamellule, poco fitte, biancastre, filo lamellare concolore o in qualche caso appena più scuro
Gambo liscio o finemente fioccoso ma non sempre evidente, largo 2/2,5 cm e lungo 20 cm; cilindrico, progressivamente ingrossato alla base.
Volva membranosa, molto spessa e consistente, biancastra con macchie rugginose.
Anello privo di anello
Carne biancastra abbastanza consistente, senza o odori e sapori particolari
Habitat rinvenuta sotto latifoglie miste ( castagno, nocciolo, quercia ) ai Castelli Romani a circa 550 metri, ma è segnalata anche in montagna sotto conifere. Specie non comune
Commestibilità commestibile, ma deve essere ben cotta
Note Si riconosce per la taglia imponente e la volva molto spessa e consistente. Molto simile è Amanita magnivolvata di taglia simile, la cui principale differenza macroscopica è la striatura scura del gambo. Anche Amanita praelongipes, decisamente più comune può somigliare, se non altro per le dimensioni 
Osservazioni Lungamente confusa con la simile Amanita magnivolvata con la quale è stata sinonimizzata da molto autori. Effettivamente le due specie sono di statura insolita per la sezione ( Vaginatae ), ma recenti studi hanno separato i due taxon in maniera definitiva. Sostanzialmente la caratterista macro più evidente è il gambo bianco in Amanita pachyvolvata e visibilmente striato con colorazioni concolori al cappello in Amanita magnivolvata, ma solo una accurata indagine microscopica separa con certezza le due specie.




Enzo Ferri

 

Castelli Romani, ottobre 2019

 

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Amanita praelongipes

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Bibliografia:

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - Consiglio G., Papetti C., Simonini G. - AMB Trento

Rivista di Micologia. 2007,4: 355-364





lunedì 6 giugno 2022

Amanita praelongipes

Nome attuale: 

Amanita praelongipes Kärcher & Contu

Sinonimi:

Amanita vaginata var. elongata Kärcher 

Nome comune: 

Falso farinaccio – Bubbolina rigata.

 

Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Amanitaceae

Genere Amanita 

Specie Amanita praelongipes 

Dal latino prae – longus e pes ( dal piede lungo )

Cappello 80 – 140 (160) mm; campanulato, poi convesso poi appianato, con umbone appuntito e piuttosto evidente, solitamente con colorazioni più scure, cuticola liscia e viscida, lungamente striata al margine e con colorazioni più scure al centro. qui

Lamelle libere al gambo, fitte, sottili.
Gambo 10 – 20 x 50 – 160 (250) mm; slanciato, cilindrico, completamente liscio.
Volva sacciforme, bianca, membranacea, libera al gambo ed inguainante.
Anello privo di anello.
Carne bianca, fragile nel cappello, un po’ più tenace nel gambo, senza odore e sapore particolari.
Habitat cresce all’inizio estate, fino a tutto l’autunno, sotto latifoglia. Molto comune nei boschi dei Castelli Romani.
Commestibilità commestibile ben cotta, come tutte le specie della sezione vaginatae.
Spore di grandi dimensioni, globose o subglobose, 8,5-13 x 8,5-12 µm, Q = 1- 1,08, ialine, bianche in massa, non amiloidi.  
Note si identifica per portamento slanciato, lunghe striature marginali, cappello pallido con tonalità più marcate al centro, il gambo bianco e completamente liscio e volva immutabile. Amanita pachyvolvata ha cappello più scuro, volva più alta e consistente e lievemente virante all’ocra.




Enzo Ferri

 

Castelli Romani, maggio 2022

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Bibliografia:

Atlante dei macromiceti della famiglia AMANITACEAE nella provincia di Bolog

na –Stefano Morini – Mirko Illice – Renato Todeschini ( Edizioni Tipoarte Bologna)

Indice Schede Micologiche – Archivio Generale AMINT

lunedì 20 gennaio 2020

Amanita eliae

Amanita eliae Quél       

Amanita di dimensioni medie, con diametro del cappello che raramente raggiunge i 1° cm di diametro, con superficie ricoperta da residui velari di colore bianco ( grigio nella Amanita eliae var griseovelata ), margine del cappello con evidente striatura; lamelle bianche e libere; gambo slanciato, con base bulbosa con volva friabile e poco consistente; anello fugace e carne con odore nullo. Cresce sotto latifoglie con preferenza per Quercus cerris L. tra Maggio e Giugno. Poco comune
Commestibilità: Non commestibile



Enzo Ferri

Castelli Romani, giugno 2019


lunedì 13 gennaio 2020

Amanita echinocephala (Vittad.) Quél.


Amanita echinocephala (Vittad.) Quél.

Cappello biancastro munito di grosse verruche piramidali, aderenti, che tendono a cadere a partire dal margine; lamelle bianche con riflessi verdastri; Il gambo è cilindrico, con base bulbosa-radicante infissa nel terreno, volva dissociata in verruche visibili in cercini su tutta la metà inferiore del gambo. E’ presente un ampio anello membranoso, striato nella parte superiore e munito di ornamentazioni al margine. Fungo di grandi dimensioni, molto bello e appariscente, ma da considerarsi velenoso. Da non confondere con le Macrolepiota!

Commestibilità: Non commestibile




Enzo Ferri


Castelli Romani, settembre 2107

lunedì 22 ottobre 2018

Amanita vittadinii

Castelli Romani, ottobre 2018; foto di EnzoF


Cresce nei prati dei Castelli Romani all'inizio dell'autunno

Ha il cappello di colore biancastro con verruche di forma piramidale, residuo del velo generale, imbrunenti a maturità, piuttosto friabili, margine con residui fioccosi, lamelle libere con lamellule, bianco sporco, gambo alto e slanciato, radicante, pieno, ricoperto da numerose squame in rilievo nella parte bassa. Inizialmente bianche, scurenti con la manipolazione o invecchiamento, anello posizionato in alto, fioccoso e persistente., volva dissociata in squame sul gambo, carne bianca con odore prima nullo, poi sgradevole.



Fungo di medie dimensioni, che cresce come saprofita, spesso in gruppi numerosi e disposti in cerchio a formare i caratteristici cerchi delle streghe, in ambiente praticolo ricco di residui organici. 
Per la sua particolarità nutrizionale la specie recentemente è stata spostata nel  nuovo genere Saproamanita.

Current Name
Saproamanita vittadinii (Moretti) Redhead, Vizzini, Drehmel & Contu

Position in classification:
Amanitaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi
EnzoF

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