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lunedì 22 dicembre 2025

Il fungo delle fiabe (Amanita muscaria)

 


🍄Il fungo delle fiabe fa capolino ai Castelli Romani 
Amanita muscaria (L.) Lam.


🍄Cappello rosso, puntini bianchi: basta questa immagine per evocare un intero mondo di fiabe, illustrazioni e videogiochi. L’Amanita muscaria è il fungo che tutti, anche chi non ha mai messo piede in un bosco, riconosce al primo sguardo. È l’icona del “fungo per eccellenza”, quello che popola i libri per bambini, i cartoni animati e persino le avventure di Super Mario.

📚Eppure, dietro questa familiarità universale, si nasconde una storia locale sorprendente. Perché se in molte regioni italiane l’Amanita muscaria è comune da sempre, ai Castelli Romani non era mai stata di casa. Un’assenza curiosa, quasi inspiegabile, che ha reso il suo arrivo ancora più affascinante.

🌿Negli ultimi anni, infatti, il “fungo delle fiabe” ha iniziato a fare la sua timida comparsa anche qui, sotto gli abeti rossi piantati decenni fa. All’inizio pochi esemplari, quasi nascosti, come se stessero sondando il terreno. Ma questo autunno è successo qualcosa di speciale: una vera e propria esplosione. Decine di Amanite muscarie, splendide e perfette, hanno colorato il sottobosco con il loro rosso acceso, trasformando angoli dei Castelli in scenari da illustrazione nordica.

🪄🧝‍La magia è tutta lì: un fungo che appartiene all’immaginario globale, ma che improvvisamente diventa protagonista anche della nostra memoria locale. Un incontro tra fiaba e territorio, tra simbolo universale e radici dei Castelli Romani.

➡️ Vedi la scheda tecnica

Amanita muscaria










Aggiornamento: dicembre 2025






Amanita muscaria

🍄 Amanita muscaria (L.) Lam. 

🧬 Sinonimi:  Agaricus muscarius

🏷️ Nomi comuni: Ovolo malefico, Fungo delle fiabe

⭐ Commestibilità: tossico 🔴

📖 Descrizione Cappello 8–20 cm, emisferico poi convesso‑appianato, rosso vivo con verruche bianche residue del velo generale, margine striato. Lamelle fitte, bianche, libere. Gambo bianco, cilindrico, con anello membranoso e volva basale che si dissocia a placche concentriche. Carne bianca, odore tenue, sapore mite.

🌳 Habitat Boschi di conifere e latifoglie; estate‑autunno.

📚 Note Iconico fungo delle fiabe, praticamente inconfondibile. Caratteristico per cappello rosso con verruche bianche detersibili margine striato. Tossico, ma raramente mortale; effetti allucinogeni e neurotropi ampiamente documentati.



 🌐 Tassonomia

Regno Fungi Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Amanitaceae Genere Amanita Specie Amanita muscaria

✍️ Enzo Ferri – I funghi dei Castelli Romani

Le schede micologiche contenute in questa opera sono state redatte dall’autore in forma originale; per la loro realizzazione sono stati consultati testi micologici di riferimento.

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Aggiornamento: dicembre 2025


lunedì 15 maggio 2017

L'angelo della morte (Amanita verna)


🍄L'angelo della morte (Amanita verna Bull. ex Lam)

💀 L'Angelo della morte (Amanita verna)

Bianco in tutte le sue parti, l'Amanita verna è un fungo bellissimo, tanto bello quanto pericoloso. Caratteristica fondamentale per il riconoscimento sono le lamelle bianche e la volva molto grossa a forma di sacco e che ricopre una base del gambo bulbosa… ma che se non si sta attenti e non si estrae con delicatezza rimane interrata al momento della raccolta. Confondibile con Agaricus sp, che hanno il colore delle lamelle rosate che diventano presto scure. Bisogna fare molta attenzione un eventuale errore potrebbe essere fatale. Cresce nei boschi termofili, più frequentemente sotto latifoglie, ma non disdegna le conifere. Amanita verna è un fungo velenoso mortale, responsabile di causare la Sindrome falloidea. Alcuni autori riconoscono Amanita verna var. decipiens, caratterizzata da una diversa reazione al KOH (giallo vivo!) che sarebbe la varietà che si trova nei boschi della provincia di Roma, almeno tutte le prove eseguite dal sottoscritto sono risultate positive.

Sindrome falloidea  

   Tra gli avvelenamenti potenzialmente mortali occupa il primo posto come frequenza, anche se probabilmente non è la più pericolosa. La dose letale per un uomo adulto di peso medio è soltanto di 50 grammi di Amanita verna fresca, per un bambino la dose è di appena 20 grammi. Contengono molte sostanze velenose, ma il danno è imputabile alle amanitine. 

   Il primo impatto è con l'apparato gastroenterico, sempre con una latenza non inferiore alle 8 ore, i sintomi sono: senso di pesantezza, nausea, vomito incoercibile, violenti dolori addominali e diarrea coleriforme con scariche frequentissime. Diarrea e vomito non permettono al paziente di reintrodurre i liquidi che si perdono. Fino a qualche anno fa le scarse conoscenze della patologia portavano spesso alla morte del paziente, oggi l'introduzione della reidratazione forzata permette di correggere lo shock ipovolemico ( causato dalla diminuzione acuta della massa sanguigna circolante, causata da forte perdita di liquidi ) e l'eliminazione delle amanitine circolanti. La seconda fase è dovuta all'azione tossica dell'amanitina sulle cellule epatiche dove provoca la necrosi cellulare. Si ha anche una disfunzione renale, che generalmente evolve positivamente, ma il danno maggiore è a carico del fegato. In passato il tasso di mortalità era molto elevato tra il 50% e l'80 % ma con la risoluzione del problema dello shock ipovolemico questa percentuale si è ridotta drasticamente ed oggi si assesta intorno al 7% ( fonte CAV Centro Anti Veleni di Milano ). Vista la gravità la terapia deve essere ospedaliera e iniziata il più precocemente possibile, si attuano diverse tipi di terapie combinate tra loro ( lavanda gastrica, carbone vegetale attivato, assunzione di liquidi per garantire un'adeguata volemia ovvero il volume di sangue circolante nel corpo ) questo combinato di terapia è detta diuresi forzata e si è rivelata la migliore arma terapeutica. Nei casi più gravi può essere necessario il trapianto di fegato.


Enzo Ferri

 

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Aggiornamento: dicembre 2025