Poco più avanti, come se la montagna avesse deciso di alzare la posta, compaiono un paio di Agaricus crocodilinus (Turini). Perfetti, profumati, con quel loro carattere deciso che ti fa capire subito che sei davanti a qualcosa di speciale.Quando ormai pensavo che la giornata avesse già dato il meglio… ecco l’inaspettato: una manciata di Calocybe gambosa (Prugnoli), ormai alla fine ma ancora buonissimi. A giugno! Una sorpresa che solo la montagna, quando vuole, sa regalare.
Un trio che non avevo mai provato insieme. Sapevo che sarebbero stati buoni… ma hanno superato la mia più rosea aspettativa. Un piatto che profuma di prato, di bosco, di montagna vera. E la conferma che la montagna, quando meno te lo aspetti, sa ancora stupire. Tre doni della natura, tre stagioni in un solo piatto.
Curiosità
il Buon Enrico era chiamato “lo spinacio dei poveri”: un tempo veniva coltivato negli orti di montagna.
I Turini devono il nome alle squamette del cappello, che ricordano la pelle di un coccodrillo.
I Prugnoli erano così preziosi che i vecchi cercatori non rivelavano mai il loro “prugnoleto”.
Il profumo del Prugnolo è così unico che si dice: “Se lo senti una volta, lo riconosci per sempre.”
Trovare tutti e tre insieme è raro: due stagioni che si incontrano in un solo piatto.
🌿 Blitum bonus‑henricus (Buon Enrico)
Una delle migliori erbe spontanee di montagna, saporita e versatile.
🍄 Agaricus crocodilinus (Turini)
Un Agaricus robusto, profumato e di grande soddisfazione culinaria.
🍄 Calocybe gambosa (Prugnoli)
Il re delle fioriture primaverili, profumato e finissimo.
Enzo Ferri
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Aggiornamento: giugno 2026
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