lunedì 27 settembre 2021

Ramariopsis kunzei

Nome attuale: 

Ramariopsis kunzei (Fr.) Corner


Sinonimi: 

Clavulina kunzei (Fr.) Corner

Ramaria kunzei (Fr.) Quél.

Clavulinopsis kunzei (Fr.) Jülic.


Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Clavariaceae

Genere Ramariopsis 

Specie Ramariopsis kunzei 


Fungo coralloide che può raggiungere una decina di cm di altezza. E’ composto da un unico tronco basale dal quale partono numerose ramificazioni, di colore biancastro, ingiallente a maturità; ha un odore leggero, poco significativo e sapore nullo. Ubiquitaria, cresce in autunno nei boschi con preferenza per le latifoglie, poco comune ai Castelli Romani. Non commestibile

Note: Ramariopsis kunzei è le specie tipo del genere Ramariopsis, chiamato corallo bianco per la struttura ramificata dei corpi fruttiferi che assomigliano ad un corallo marino. Descritta come Clavaria kunzei da Fries, è stata posta sia nel genere Ramaria che nel genere Clavulinopsis per passare nel genere Ramariopsis nel 1950 e diventando la specie tipo. Somiglia a Clavulina cristata che è meno ramificata e di dimensioni inferiori.



Enzo Ferri

 

Castelli Romani, novembre 2019

 

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Bibliografia:

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento

Funghi d’Italia - Zanichelli

Indice Schede Micologiche – Archivio Generale AMINT

 

 

 

 

 

 

 

lunedì 20 settembre 2021

Mycena renati

Nome attuale: 

Mycena renati Quel. 


Sinonimi:

Mycena flavipes Quel.

 

Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Mycenaceae

Genere Mycena

Specie Mycena renati


Ogni singolo cappello raggiunge i 3 cm di diametro; da conico a convesso, pruinoso, striato al margine, colorazioni rosate o bruno – rosate; lamelle larghe, adnate, di colore biancastro con filo concolore o bruno – rossatro; gambo lungo, flessuoso, giallo vivo, brillante, con la base ricoperta da fibrille bianche; odore e sapore poco significativi. Cresce su legno degradato di latifoglia, frequente nei boschi dei Castelli Romani. Non commestibile se non altro per la poca consistenza

Note: Funghi esili e poco consistenti che crescono su legno degradato di latifoglie dalla fine dell’estate al primo autunno. Spesso passano inosservati, anche perché senza nessun valore dal punto di vista della commestibilità, ma il contrasto tra il giallo vivo del gambo e il rosa del cappello ne fanno uno dei più belli. Vista spesso sulle copertina di riviste micologiche, una vera modella!! Ben presente ai Castelli Romani. 





Enzo Ferri

 

Castelli Romani, settembre 2020

 

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Bibliografia:

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento

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Indice Schede Micologiche – Archivio Generale AMINT

lunedì 13 settembre 2021

Russula foetens

Nome attuale:

Russula foetens Pers

 

 

Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Russulales
Famiglia Russulaceae

Genere Russula  

Specie Russula foetens

 

Cappello 60 – 20 convesso, a lungo con il margine attaccato al gambo, depresso in vecchiaia; margine scanalato – tubercolato più evidente a maturità; cuticola vischiosa, glutinosa, appiccicosa, di colore bruno giallastro o giallo ocraceo, spesso con macchie scure.  

Lamelle color crema, spesso con macchie brune, fragili.

Gambo 15 - 40 x 70 -130 color crema, tozzo, robusto, cavernoso e fragile, con macchie scure verso la base. 

Carne bianca, scurente verso il bruno; con caratteristico odore sgradevole somigliante alla varecchina, sapore acre.

Habitat ubiquitario. Cresce a gruppi spesso numerosi in estate – autunno nei boschi umidi di conifere e di latifoglie, sia in pianura che in montagna. Molto comune in tutti i boschi compresi quelli dei Castelli Romani. 

Commestibilità Non commestibile per i pessimi caratteri organolettici, probabilmente anche tossica.

Note Capostipite della sottosezione Foetentinae tutte più o meno riconoscibili per la cuticola vischiosa e appiccicosa, le colorazioni giallo – brune del cappello, il margine tubercolato – scanalato e gli odori marcati, particolari, spesso molto sgradevoli. Un autentico sosia è Russula subfoetens che ha odore meno marcato, taglia inferiore e reazione al giallo oro al Koh. ( reazione negativa in Russula foetens )

 





Enzo Ferri

 

Castelli Romani, settembre 2019

 

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Bibliografia:

Mauro Sarnari – Monografia illustrata del Genere Russula in Europa – AMB Trento

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento

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Funghi d’Italia – Zanichelli


lunedì 6 settembre 2021

Russula laurocerasi

Nome attuale:

Russula laurocerasi Melzer

 

Sinonimi:

Russula grata Britzelm

 

Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Russulales
Famiglia Russulaceae

Genere Russula 

Specie Russula laurocerasi 


Cappello 40 – 80 mm, inizialmente convesso, poi appianato, depresso solo a maturità; margine ricurvo e nettamente tubercolato, debolmente scanalato solo in vecchiaia; la cuticola è lucida ma non glutinosa, di colore ocra-miele con macchie rossastre.

Lamelle fragili, color crema spesso macchiate di bruno.

Gambo 15 – 30 x 35 - 80 mm, biancastro, cilindrico, piuttosto slanciato.

Carne color crema, fragile, con odore piacevole, forte e tipico di mandorle amare, sapore leggermente acre solo nelle lamelle.

Habitat cresce nei boschi freschi di latifoglie o misti, in estate/autunno, rara in ambiente mediterraneo.

Commestibilità non commestibile.

Note Specie di taglia medio-piccola, cresce nei boschi freschi di latifoglia a quote collinari o montane, rara in ambiente mediterraneo, abbastanza presente nei boschi dei Castelli Romani. Somiglia a Russula foetens e relativo gruppo, specie che hanno solitamente un diverso odore e cappello glutinoso; altre specie vicine sono Russula illota con odore simile ma che ha lamelle macchiate di nero e Russula fragrantissima, specie rara, di taglia maggiore e con odore molto forte di anice.


Enzo Ferri


Castelli Romani, settembre 2019


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Bibliografia:

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento

Mauro Sarnari – Monografia illustrata del Genere Russula in Europa – AMB Trento

lunedì 30 agosto 2021

 Maitake

( Grifola frondosa (Dicks.) Gray )

In Cina e Giappone il Maitake è il “ Re dei funghi ” ed è consumato da millenni. Nella medicina tradizionale orientale viene assunto per favorire il benessere dell’organismo. Questo fungo ha moltissime proprietà terapeutiche degne di nota: possiede infatti sostanze in grado di rinforzare le difese dell’organismo. L’assunzione di estratti di Grifola frondosa sotto forma di integratori stimola alcuni globuli bianchi potenziando la risposta immunitaria. Negli ultimi anni si è scoperto che gli estratti di questo fungo hanno effetti positivi anche per alcune patologie neoplastiche, ostacolando la migrazione di cellule tumorali verso altri organi ( metastasi ). Si è dimostrato particolarmente efficace verso il cancro prostatico. Regressioni importanti del tumore e miglioramenti dei sintomi si sono avuti nel carcinoma mammario, polmonare, epatico e della vescica.

Inoltre allevia alcuni effetti collaterali della chemioterapia ed amplifica gli effetti postivi. Svolge azione antidiabetica, riduce il colesterolo inibendo l’accumulo di grassi a livello epatico. Aiuta a contrastare l’aumento di peso e l’accumulo di grasso ed è molto indicato nella prevenzione di patologie cardiovascolari associate a sindrome metabolica.

Sono veramente tante le proprietà di questo bellissimo fungo!


Enzo Ferri


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Il fungo danzante


 






Bibliografia:
Valentina Bianchi - I funghi medicinali – Edizioni L’Età dell’Acquario 2015
Stefania Cazzavillan, 2011: I funghi medicinali – dalla tradizione alla scienza. Nuova Ipsa Editore Srl, Palermo. 



                                                                       
 


lunedì 23 agosto 2021

Ramaria botrytis

Nome attuale: 

Ramaria botrytis (Pers.) Bourdot 


Sinonimi: 

Clavaria botrytis Pers 


Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Gomphales
Famiglia Gomphaceae

Genere Ramaria

Specie Ramaria botrytis


Ha una forma che ricorda un cavolfiore, alto fino a 12 cm e largo altrettanto. Ha un grosso gambo robusto di colore biancastro dal quale si diramano numerose ramificazioni biancastre, ma con gli apici rosato-vinoso, che a loro volta si dividono in ramificazioni sempre più piccole, con le stesse colorazioni vinose; la carne è compatta, bianca con odore gradevole e sapore dolciastro. Cresce in estate e autunno prevalentemente nei boschi di latifoglie con preferenza per il faggio, segnalata ma non frequente sui boschi di conifere montane. Presente, ma non molto diffusa nei boschi dei Castelli Romani. Buon commestibile, adatto alla conservazione sott’olio.

Note: Conosciuta con il nome popolare di “Ditola” o “Manina”. In molte zone dei Castelli questi funghi vengono volgarmente chiamati con il nome collettivo di “Manicciole”. Ramaria botrytis è una delle poche Ramarie riconoscibili sul campo, almeno quando è giovane, e l’unica commestibile. Le altre specie possono dare effetti lassativi e problemi gastrointestinali.






Enzo Ferri

 

Castelli Romani, settembre 2020

 

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Bibliografia:

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento

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lunedì 16 agosto 2021

Neoboletus xanthopus

Nome attuale:

Neoboletus xanthopus (Klofac & A. Urb.) Klofac & A. Urb.

Sinonimi:

Boletus xanthopus Klofac & A. Urb.

 

Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Boletales
Famiglia Boletaceae

Genere Neoboletus

Specie Neoboletus xanthopus   

 

Fungo di dimensioni medio - grandi. Ha un cappello da convesso ad appianato; la cuticola è asciutta, opaca, quasi vellutata, di colore ocraceo, marrone chiaro; tubuli lunghi di colore giallo, pori giallastri, arancio giallastri, viranti al blu alla pressione; il gambo è robusto, ingrossato alla base, privo di reticolo, con fini granulazioni giallastre che possono assumere tonalità aranciate verso la base, le parti contuse virano al blu; la carne è soda, gialla, con odore leggero e sapore dolce. Commestibilità non accertata. Abbastanza comune nei boschi dei Castelli, cresce nei periodi caldi dall’estate al primo autunno.

Note: si confonde con Neoboletus erythropus, specialmente con Neoboletus erythropus var discolor, si differenzia per la colorazione di gambo e pori e per ’habitat, Neoboletus xanthopus è tendenzialmente più termofilo, amante dei boschi caldi mediterranei. 



Enzo Ferri

Castelli Romani, giugno 2021

 

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Bibliografia:

Ad oggi non vi è bibliografia dedicata.