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lunedì 12 gennaio 2026

L'Agarico delle Nebbie (Clitocybe nebularis)



L'agarico dell nebbie . Clitocybe nebularis (Batsch) P. Kumm

 🌧️ L'attore principale dell’autunno 

L'autunno lentamente avanza. Le piogge scarse e tardive di fine estate non hanno avuto grande effetto sui funghi più ambiti e ricercati, che quest'anno sono stati piuttosto scarsi. Ma in autunno, prima o poi, piove! Tardi, troppo tardi per i profumati Porcini o i colorati Ovoli, ma non per altri funghi tardivi che amano il freddo e la nebbia. L'Agarico delle Nebbie è uno di questi, l'attore principale di questi scenari uggiosi, anche se certamente non l'unico. Lui aspetta, non ha fretta: aspetta le piogge abbondanti, poi le nebbie, le prime brinate e la prima vera botta di freddo della stagione. Novembre è un mese di transizione, con un clima estremamente mutabile: si può scendere sotto lo zero di primo mattino e superare i venti gradi a metà giornata. È in queste particolari condizioni di caldo/freddo e tantissima umidità che lui domina il bosco, diventando il maggiore protagonista. E allora, nel fogliame marcescente, si vedono i classici Cerchi delle Streghe con decine di esemplari in circolo, o lunghe file che quasi fanno pensare a una coltivazione. Anni fa, questi cerchi e file avrebbero riempito il cesto di soddisfazione. L'Agarico delle Nebbie era considerato in molte regioni un fungo robusto e versatile, ma la scienza ha parlato chiaro: la Clitocybe nebularis è tossica. 

 🛑Tossicità da accumulo: il pericolo silenzioso.                                                                     

La tossicità di questa specie non è sempre immediata, ma è per accumulo e quindi ancora più insidiosa. È stato chiarito che le sue tossine non vengono eliminate, ma restano nel corpo per molto tempo e, a ogni ingestione, aumentano il carico tossico, potendo provocare gravi danni al sistema nervoso con il passare del tempo. Un singolo pasto può dare fastidio immediato (nausea, disturbi gastrointestinali) oppure no, essendo una condizione soggettiva. Addirittura, l'odore che si sprigiona durante la cottura può provocare mal di testa! Fortunatamente, dopo essere stato tolto dal commercio, la raccolta è diminuita e adesso gli esemplari sono molto più abbondanti nel bosco. Questo è un segno evidente che i raccoglitori sono più consapevoli! In passato, l'Agarico delle Nebbie era molto cercato, tanto che era abitudine tagliare solo la parte superiore del gambo, più solida, lasciando il resto a marcire. L'Agarico delle Nebbie è sicuramente un bel fungo carnoso che nelle raccolte dava soddisfazione. In alcune zone dei Castelli Romani è conosciuto con il nome popolare di “Brignoli”, mentre in altre viene chiamato "Profumato” a dimostrazione che l'odore, descritto sgradevole in letteratura, per molte persone non lo è affatto, anzi, è aromatico. Purtroppo, il consumo, pur essendo diminuito, non è sparito. Capita ancora di vedere i mezzi gambi dei "Profumati" (Clitocybe nebularis) insieme a quelli dei “Prataioli” (Agaricus moelleri), un misto da evitare! ⚠️‼️


Enzo Ferri

➡️ Vedi la scheda tecnica

Clitocybe nebularis






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Aggiornamento: dicembre 2025




mercoledì 7 gennaio 2015

Rhodocybe gemina

Rocca di Papa, novembre 2014; foto di EnzoF

Rhodocybe gemina (Fr.) Kuyper & Noordel. 

Synonymy:
Agaricus geminus                                                                                                     Rhodocybe truncata


Breve descrizione:
Cappello: 5-12 cm. di diametro, sodo e compatto, con orlo a lungo involuto e ondulato, qualche volta leggermente depresso; cuticola liscia di colore variabile dal crema-carnicino sino al rosato, piu' intenso a maturita'. Lamelle: piuttosto fitte, con numerose lamellule, biancastre, poi carnicino-ocra, adnate, spesso leggermente decorrenti. Gambo: cilindrico, robusto e pieno, color crema-rosato, pruinoso all’apice, ingrossato alla base. Carne: soda e compatta, di color biancastro, odore particolare, tipicamente aromatico-farinaceo, sapore come di nocciola con leggero retrugusto rancido.

Curiosita'
il genere Rhodocybe e' per molti versi simile a Clitopilus: entrambi possiedono il colore delle spore in massa rosate e spesso sono caratterizzate da forte odore farinaceo.Rhodocybe gemina  si distingue per la sua taglia robusta e superiore alla media del genere, l'odore farinaceo-aromatico tipico e i colori sempre in qualche modo rosati. Nonostante sia data piu' frequente sotto conifere, e' possibile incontrare questa bella specie a crescita gregaria in tardo autunno nei boschi dei Castelli, anche se non e' molto diffusa.


Current Name: 

Rhodocybe gemina (Paulet) Kuyper & Noordel.


Position in classification:
Entolomataceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi.

EnzoF


lunedì 17 novembre 2014

Coprinopsis picacea

Rocca di Papa novembre 2014; foto di EnzoF

Coprinopsis picacea (Bull.) Redhead, Vilgalys & Moncalvo.
Synonymy:
Agaricus picaceus Bull., Herb. Fr.: 407 (1785)                                                             Coprinus picaceus (Bull.) Gray, Nat. Arr. Brit. Pl. (London) 1: 634 (1821)
Breve descrizione:
il Coprinus picaceus, unitamente al Coprinus comatus è la specie di dimensioni maggiori nel genere Coprinus. Fungo molto bello che difficilmente passa inosservato.
il cappello può raggiungere dimensioni ragguardevoli per il genere, di forma cilindrico-ovale e di colore bruno, in genere cosparso da vistose placche bianche che sono il residuo del velo originale.Di consistenza molto fragile, diventa deliquescente in tempi brevi, soprattutto se raccolto. Le lamelle sono molto fitte, di colore grigio -nero, libere al gambo, presto deliquescenti. Il gambo e' bianco, cilindrico, molto slanciato, estremamente fragile e ricoperto da una fine decorazione squamata.Carne esigua e inconsistente, presto deliquescente in modo particolare quella del cappello,odore non gradevole.
Piuttosto comune, cresce ai  Castelli da fine estate all'autunno inoltrato prediligendo tratti di bosco ricchi di humus e residui legnosi .

Curiosita':                                                                                                                             Anticamente questo genere di funghi veniva raccolto e lasciato deperire; data la deliquescenza della carne si otteneva un liquido nerastro che miscelato ad acqua e altre sostanze naturali era usato per scrivere, ancor prima dell’utilizzo dell’inchiostro, da qui il nome Funghi dell'inchiostro.



Current Name:
Coprinopsis picacea (Bull.) Redhead, Vilgalys & Moncalvo.= Coprinus picaceus
Position in classification:
Psathyrellaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi






EnzoF