lunedì 8 marzo 2021

Russula cyanoxantha

Nome attuale:

Russula cyanoxantha (Schaeff.) Fr.

 

Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Russulales
Famiglia Russulaceae

Genere Russula

Specie Russula cyanoxantha

 

Cappello 40 – 140 mm, carnoso e compatto, da globoso a convesso, appena depresso solo a maturità, con orlo lungamente ricurvo; cuticola brillante, di aspetto lubrificato, colorazioni violacee, violacee/bluastre, più o meno macchiata di verde, a volte interamente verde.

Lamelle abbastanza fitte, tipicamente lardacee, di colore biancastro.

Gambo 10 – 35 x 30 - 80 mm, cilindrico, interamente bianco o sfumato di lilacino, di aspetto rugoloso.

Carne soda, spessa, di colore bianco, lilacina sotto la cuticola, con sapore gradevole e odore non significativo.

Habitat molto comune e diffusa, sia sotto latifoglia che conifera, presente, ma non molto comune nei boschi dei nei Castelli Romani.

Commestibilità ottimo commestibile, una delle migliori Russule.

Note conosciuta con il nome popolare di Colombina Maggiore, si riconosce per la buona taglia, i colori pileici variabili dal verde al viola bluastro e spesso con i colori mischiati tra loro, la carne e le lamelle bianche, ma la caratteristica distintiva di Russula cyanoxantha sono le lamelle lardacee, che al tatto non si spezzano, e lasciano una sensazione di untuoso sulle dita. Si può confondere con Russula grisea che ha però lamelle fragili e colorazione delle lamelle non bianchissime, ma crema.





Enzo Ferri

 

Castelli Romani, settembre 2016

 

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Bibliografia:

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento

Mauro Sarnari – Monografia illustrata del Genere Russula in Europa – AMB Trento



 

lunedì 1 marzo 2021

Infundibulicybe gibba


Nome attuale:

Infundibulicybe gibba (Pers.) Harmaja  

Sinonimi:

Clitocybe gibba (Pers.) P. Kumm


Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Agaricaceae

Genere Infundibulicybe

Specie Infundibulicybe gibba

 


Cappello 30 – 60 ( 90 ) mm, convesso, con margine involuto, poi imbutiforme, a volte con un piccolo umbone; margine ondulato e irregolare; cuticola liscia, di colore marrone, beige, schiarente a tempo secco, ma mai bianca.
Lamelle decorrenti, piuttosto fitte, bianche.
Gambo 5 – 10 x 20 – 50 ( 80 ) mm, sottile, ma coriaceo, di colore bianco, ingrossato alla base che è ricoperta di filtro miceliare biancastro.
Carne elastica e coriacea con caratteristico odore cianico o di mandorle amare.
Habitat cresce in modo gregario sia sotto latifoglie che conifere su terreni ricchi di humus.
Commestibilità buon commestibile, ma è preferibile scartare il gambo coriaceo.
Note conosciuto con il nome popolare di “ imbutino”, da non confondere con Infundibulicybe costata e Infundibulicybe mediterranea che sono degli autentici sosia





Enzo Ferri

 

Castelli Romani, ottobre 2016

 

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Clitocybe mediterranea






Bibliografia:

Funghi d’Italia - Zanichelli

Indice Schede Micologiche – Archivio Generale AMINT

lunedì 22 febbraio 2021

Russula grisea Fr

Nome attuale:

Russula grisea Fr

 

Cappello 50 – 100 ( 120 ) mm, convesso in gioventù, poi appianato, a maturità  depresso, carnoso e compatto, con margine regolare e leggermente scanalato in vecchiaia; cuticola brillante, finemente corrugata, su toni grigio-oliva, grigio-violaceo, a volte lilla, decolorante verso il centro.

Lamelle fitte, fragili, spesso forcate al gambo, di colore crema, poi crema-ocraceo.  

Gambo 10 – 30 x 40 - 90 mm, cilindrico, allargato alla base, corto, di colore bianco, a volte con sfumature lilla.

Carne inizialmente soda, biancastra, con sapore leggermente piccante solo sulle lamelle e odore debole. Reazione al C rosa-arancio vivace.

Habitat cresce sotto latifoglie varie, dalle faggete ai boschi misti di castagno e quercia, anche sotto leccio e sughera in ambiente mediterraneo.

Commestibilità buon commestibile, specie nei misti.

Note nelle colorazioni pileiche ricorda Russula cyanoxantha, ma ha taglia decisamente inferiore, sporata crema e non bianca, lamelle fragili e la reazione FeSO4




Enzo Ferri

 

Castelli Romani, ottobre 2018

 

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Russula cyanoxantha


 




Bibliografia:

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento

Funghi d’Italia - Zanichelli

Indice Schede Micologiche – Archivio Generale AMINT

lunedì 15 febbraio 2021

Hygrophorus personii

Nome attuale:

Hygrophorus persoonii Arnolds


Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Hygrophoraceae

Genere Hygrophorus

Specie Hygrophorus personii

 

Cappello 30 – 70 ( 90 ) mm. Inizialmente conico, poi convesso con largo umbone, il margine è lungamente involuto; la cuticola è fibrillosa con colorazioni variabili da brune a grigiastre; tutto il cappello è fortemente glutinoso.

Lamelle decorrenti, larghe, di aspetto ceraceo, bianche o appena bianco sporco.  

Gambo 5 – 15 x 50 - 12 mm, cilindrico, attenuato alla base, pieno e sodo, ricoperto di uno spesso glutine che essiccando forma delle zebrature evidenti, la parte alta dello stipite rimane completamente bianca, quasi a formare uno pseudoanello.

Carne soda, con odore non significativo e sapore gradevole.

Habitat cresce dalla fine dell’estate e per tutto l’autunno fino alle prime gelate invernali, sotto latifoglie con preferenza per la quercia.

Commestibilità discreto commestibile, ma poco invitante per il glutine.  

Note poco comune nei boschi dei Castelli Romani, comunissimo invece nei boschi termofili litoranei.



Enzo Ferri

 

Castelli Romani, novembre 2018

 

 

Bibliografia:

Funghi d’Italia - Zanichelli

Indice Schede Micologiche – Archivio Generale AMINT

lunedì 8 febbraio 2021

Lepiota clypeolaria

Nome attuale:

Lepiota clypeolaria (Boll.) P. Kumm

 

Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Agaricaceae

Genere Lepiota

Specie Lepiota clypeolaria

 

Fungo di dimensioni medie, il cappello può raggiungere gli 8 cm di diametro, inizialmente semigloboso, campanulato – convesso a maturità, con umbone largo e ottuso; la cuticola si dissocia in piccole squame ocracee su fondo bianco, disposte in modo concentrico; il margine è debordante e appendicolato; le lamelle sono libere, bianche, appena ingiallenti se manipolate, spesso nascoste da un velo cortiniforme più visibile negli esemplar giovani; il gambo è cilindrico, slanciato, quasi interamente ricoperto da fioccosità biancastre; anello fugace e poco visibile; la carne ha un odore sgradevole di Lepiota cristata ( o Scleroderma sp ) anche se meno penetrante. Velenoso, provoca disturbi gastrointestinali di grave entità. Cresce ubiquitario sia sotto latifoglie che conifere su terreni ricchi di sostanze organiche dalla fine dell’estate e per tutto l’autunno. E' la specie tipo del genere Lepiota.

Note: una delle Lepiota che raggiunge le dimensioni maggiori, anche se è molto fragile. Lepiota magnispora è molto simile, ma si riconosce per i residui velari gialli e non bianchi.




 Enzo Ferri

 

Castelli Romani, ottobre 2018


Bibliografia:

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento

Funghi d’Italia - Zanichelli

Indice Schede Micologiche – Archivio Generale AMINT


lunedì 1 febbraio 2021

Leotia lubrica

Nome attuale:

Leotia lubrica (Scop.) Pers.

Sistematica

Regno Fungi
Divisione Ascomycota

Ha un cappello ( Apotecio ) che raggiunge i 3 cm di diametro; colorazioni giallastre, giallo – verdastre, di consistenza gelatinosa, lobato, forma variabile e irregolare; il gambo è più lungo del diametro del cappello, sinuoso, di colore giallastro; la carne è ceracea, di consistenza elastica, viscida e gelatinosa, senza odori e sapori distintivi; è un fungo saprotrofo che cresce sui residui legnosi e tra il muschi dalla fine dell’estate. Fungo velenoso, potenzialmente letale, contiene giromitrina.

 


Enzo Ferri

 

Castelli Romani, ottobre 2018

 

Bibliografia:

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento

Indice Schede Micologiche – Archivio Generale AMINT



lunedì 25 gennaio 2021

Laccaria amethystina

Nome attuale: 

Laccaria amethystina Cooke

 

Cappello fortemente igrofano, vellutato, con il bordo ondulato; cuticola che tende a sbiadire al biancastro/viola a tempo secco; le lamelle sono spesse, larghe e decorrenti; il gambo è cilindrico, slanciato, concolore al cappello, con fibrille longitudinali biancastre; la carne è esigua, fibrosa con odore e sapore dolciastro; cresce gregario nei terreni ricchi di sostanze organiche sia sotto latifoglie che conifere. Considerato commestibile fino a pochi anni fa, adesso se ne sconsiglia il consumo per possibili problemi gastrointestinali. Fungo agevole da determinare per i suoi cromatismi, piuttosto diffuso nei boschi dei Castelli Romani dalla fine dell’estate.




Enzo Ferri


Castelli Romani, ottobre 2018

                                             

 

Bibliografia:

Funghi d’Italia - Zanichelli

Indice Schede Micologiche – Archivio Generale AMINT


lunedì 18 gennaio 2021

Lactarius acerrimus

Nome attuale: 

Lactarius acerrimus Britzelmayr

Fungo di dimensioni medio/grandi. Il cappello può raggiungere i 12 cm di diametro, inizialmente convesso, poi spianato ed infine imbutiforme; la cuticola è lucente e vischiosa, di aspetto glassato, di colore crema, crema – aranciato, spesso chiazzata e con zonature concentriche a volte poco visibili; le lamelle sono appena decorrenti, spaziate, tipicamente anastomosate di colore crema carnicino; il gambo è liscio, eccentrico, corto e tozzo, di colore biancastro, raramente con rari scrobicoli; la carne è biancastra con odore fruttato e sapore acre; latice bianco immutabile anche isolate di sapore acre bruciante. Cresce nei boschi caldi di latifoglie. Non commestibile per il sapore fortemente pepato.

Si può confondere con Lactarius zonarius, crescente nel medesimo habitat, ma che ha lamelle non anastomosate, senza colorazioni rosate e latice meno acre.


Enzo Ferri

 

Castelli Romani, ottobre 2019

 

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Lactarius zonarius


 





Bibliografia:

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento

Lactarius ( M. T. Basso ) - Mykoflora 


lunedì 11 gennaio 2021

Agaricus campestris L.

Nome attuale:

Agaricus campestris L.

 

Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Agaricaceae

Genere Agaricus

Specie Agaricus campestris

 

Cappello 50 – 120 ( 150 ) mm, carnoso, emisferico, poi convesso ed infine disteso, biancastro, di aspetto sericeo, con squamette brunastre; margine lungamente involuto, disteso solo a maturità.

Lamelle libere, piuttosto fitte, di un bel rosa vivo anche da giovane, poi bruno – nerastre.

Gambo 10 – 20 x 50 - 80 mm, cilindrico, attenuato alla base, pieno e sodo, ricoperto di fibrille più scure, tende ad imbrunire con l’età; anello supero, effimero.

Carne soda, bianca, vira lentamente al rosa al taglio, odore e sapore molto gradevoli.  

Habitat cresce dall’inizio dell’estate all’autunno inoltrato, nei prati, nei parchi, spesso a gruppi numerosi, comune e diffuso dalla pianura alla montagna.

Commestibilità ottimo commestibile, da giovane può essere consumato anche crudo in insalata, preferibilmente ben cotto quando inizia la maturazione.

Note Si riconosce per l’odore gradevole ma non anisato, la carne solo lievemente e lentamente sfumata di rosa, l’anello evanescente e il gambo quasi sempre appuntito. E’ il “ Prataiolo “ non coltivato più diffuso e raccolto. Da non confondere con la mortale Amanita verna.




Enzo Ferri

 

Castelli Romani, ottobre 2016

 

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Amanita verna


 





Aggiornamento dicembre 2020

 

Bibliografia:

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento

Funghi d’Italia - Zanichelli

Lactarius ( M. T. Basso ) - Mykoflora

Indice Schede Micologiche – Archivio Generale AMINT