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lunedì 15 giugno 2026

I Doni della Montagna di Inizio Estate (Buon Enrico, Turini, Prugnoli)

🌿 I Doni della Montagna di Inizio Estate (Buon Enrico, Turini, Prugnoli)
Qualche giorno fà, durante una delle mie solite escursioni in montagna, la natura ha deciso di farmi un regalo triplo. Camminavo distrattamente a inizio estate, sole alto, erba già asciutta, quando all’improvviso, tra un prato e un vecchio sentiero, ecco spuntare il primo colpo di scena: bei ciuffi di Blitum bonus‑henricus (Buon Enrico). Una delle erbe spontanee più buone che esistano, elegante nella sua semplicità.

                             

  Poco più avanti, come se la montagna avesse   deciso di alzare la posta, compaiono un paio di Agaricus crocodilinus (Turini). Perfetti,  profumati, con quel loro carattere deciso che ti fa   capire subito che sei davanti a qualcosa di speciale.

 Quando ormai pensavo che la giornata avesse già   dato il meglio… ecco l’inaspettato: una manciata di Calocybe gambosa (Prugnoli), ormai alla fine ma ancora buonissimi. A giugno! Una sorpresa che solo la montagna, quando vuole, sa regalare. 


Naturalmente li ho raccolti con la gioia di un bambino che trova tre regali sotto l’albero. E una volta tornato a casa, non ho resistito: li ho messi tutti insieme in un piatto che definire “eccellente” è poco.


Spaghetti con Buon Enrico, Turini e Prugnoli.

Un trio che non avevo mai provato insieme. Sapevo che sarebbero stati buoni… ma hanno superato la mia più rosea aspettativa. Un piatto che profuma di prato, di bosco, di montagna vera. E la conferma che la montagna, quando meno te lo aspetti, sa ancora stupire. Tre doni della natura, tre stagioni in un solo piatto.

Curiosità

  • il Buon Enrico era chiamato “lo spinacio dei poveri”: un tempo veniva coltivato negli orti di montagna.

  • I Turini devono il nome alle squamette del cappello, che ricordano la pelle di un coccodrillo.

  • I Prugnoli erano così preziosi che i vecchi cercatori non rivelavano mai il loro “prugnoleto”.

  • Il profumo del Prugnolo è così unico che si dice: “Se lo senti una volta, lo riconosci per sempre.”

  • Trovare tutti e tre insieme è raro: due stagioni che si incontrano in un solo piatto.



🌲 In montagna, a giugno. La natura sorprende sempre chi sa guardare.

🌿 Blitum bonus‑henricus (Buon Enrico)

Una delle migliori erbe spontanee di montagna, saporita e versatile. 

🍄 Agaricus crocodilinus (Turini)

Un Agaricus robusto, profumato e di grande soddisfazione culinaria. 

🍄 Calocybe gambosa (Prugnoli)

Il re delle fioriture primaverili, profumato e finissimo. 

lunedì 27 maggio 2024

Agaricus litoralis

Nome attuale: 
Agaricus litoralis (Waket.& A. Pearson) Pilat


Sinonimi:
Agaricus maskae Pilat
Agaricus spissicaulis F.H. Møller

Sistematica
Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Agaricaceae 
Genere Agaricus
Specie Agaricus litoralis 


Descrizione

Fungo massiccio, di dimensioni medio-grandi, carnoso e consistente. Il cappello di colore biancastro è inizialmente di forma sferica, poi convesso, infine appianato con margine lungamente involuto; la cuticola tende a screpolarsi in piccole squame ocracee; le lamelle rosate solo inizialmente, poi marroni, con filo biancastro (sterili); il gambo è massiccio, carnoso, più corto del diametro del cappello, con la base attenuata e con uno o più cordoni miceliari abbastanza evidenti; ha un anello supero, membranoso, biancastro con la parte inferiore fibrillosa; carne biancastra, soda e consistente, alla sezione vira lentamente al rosa, odore fungino, gradevole. Cresce da inizio estate al tardo autunno nei campi e nei prati in luoghi fortemente antropizzati, diffuso dalla costa alla montagna, poco comune ai Castelli Romani. Buon commestibile.


Osservazioni

Si riconosce per il portamento tozzo, la cuticola screpolata, il gambo appuntito e con evidenti cordoni miceliari, anello supero, odore gradevole ma non anisato, la carne lentamente virante a rosa. Nei prati vicini al mare cresce spesso insieme ad Agaricus bernardii che ha anello infero, carne arrossante e odore sgradevole, in collina e montagna può cresce insieme ad Agaricus campestris dal portamento più slanciato, filo lamellare non sterile e anello più evanescente. Nei prati appenninici la specie più vicina è Agaricus arvensis,ingiallente e con odore gradevole, anisato.



Enzo Ferri


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Castelli Romani, maggio 2024


Bibliografia

PARRA SÁNCHEZ L.A., 2013. Agaricus L., Allopsalliota Nauta & Bas. Fungi Europæi. Vol 2. Alassio (SV): Ed. Candusso