lunedì 31 maggio 2021

Agaricus xanthodermus





🍄 Agaricus xanthodermus Genev.

🧬 Sinonimo: Psalliota xanthoderma

🏷️ Nome comune: Falso Prataiolo

 Commestibilità: 🟡

📖 Descrizione: cappello 6–12 cm, da emisferico a convesso, poi piano; superficie bianca o bianco-grigiastra, talvolta con sfumature brune, liscia o leggermente squamulosa. Lamelle fitte, libere, da rosa a bruno-cioccolato. Gambo 6–12 × 1–2 cm, cilindrico, bianco, con anello membranoso; alla base tende a ingiallire intensamente al taglio. Carne bianca, che diventa giallo/cromo soprattutto alla base del gambo; odore fenolico (inchiostro, medicinale), sapore sgradevole. Sporata bruno scuro.

🌳 Habitat: prati, giardini, margini boschivi e terreni ricchi di sostanza organica; estate–autunno. 📚 Note: tossico, provoca disturbi gastrointestinali intensi (nausea, vomito, diarrea). Si riconosce per l’odore sgradevole di inchiostro e il viraggio violento al giallo specie alla base del gambo, come tutte le specie appartenenti alla sezione Xanthdermadei di cui è il capostipite. Sono descritte molte forme e varietà a seconda del cappello bianco o grigiastro, con cuticola sericea o squamettata.



🌐 Tassonomia

Regno: Fungi Divisione: Basidiomycota Classe: Agaricomycetes Ordine: Agaricales Famiglia: Agaricaceae Genere: Agaricus Specie: Agaricus xanthodermus

✍️ Enzo Ferri – I funghi dei Castelli Romani

Le schede micologiche contenute in questa opera sono state redatte dall’autore in forma originale; per la loro realizzazione sono stati consultati testi micologici di riferimento.



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Aggiornamento 24/11/2025



lunedì 24 maggio 2021

Rubroboletus lupinus

Nome attuale:

Rubroboletus lupinus (Fr.) Costanzo, Gelardi, Simonini & Vizzini 


Sinonimi: 

Boletus lupinus FR 

 

Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Boletales
Famiglia Boletaceae

Genere Rubroboletus

Specie Rubroboletus lupinus

 

E’ un fungo di dimensioni importanti che può raggiungere i 15 cm di diametro: il cappello è inizialmente emisferico, poi piano; la cuticola è asciutta e quasi vellutata con margine eccedente, di colore su toni rossi, spesso impallidente verso il rosa; i tubuli sono corti e gialli, i pori giallo-arancio, diventano rossi a maturità, virano al bluastro al taglio e alla contusione; il gambo è robusto, tozzo, claviforme, di colore giallo, privo di reticolo, con leggere punteggiature nella parte alta, vira al bluastro alla manipolazione; la è carne soda, bianco – giallastra virante al blu al taglio, tranne che nella parte basale che rimane ocracea; il sapore è mite, acidulo e odore sgradevole che ricorda l’inchiostro. Fruttifica nei boschi di latifoglie dalla fine dell’estate, non molto diffuso, raro ai Castelli Romani. Non commestibile, sicuramente tossico da crudo o poco cotto, da rifiutare comunque anche da cotto. 
Note la totale assenza di reticolo, i toni del cappello e l’odore lo rendono inconfondibile. Suillellus queletii è la specie più vicina, ma ha diverso odore e viraggio molto più intenso.



Enzo Ferri

Castelli Romani, ottobre 2018

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Suillellus queletii


 





Bibliografia:
Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento
Indice Schede Micologiche – Archivio Generale AMINT


lunedì 17 maggio 2021

Russula rubroalba

Nome attuale: 

Russula rubroalba (Singer) Romagn.


Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Russulales
Famiglia Russulaceae

Genere Russula  

Specie Russula rubroalba


Cappello 40 – 100 ( 120 ) mm, carnoso e compatto con margine debolmente scanalato solo a maturità; la cuticola è brillante, di colore rosso vivo nelle forme tipiche, ma spesso decolorata con ampie zone più chiare o addirittura biancastre.

Lamelle moderatamente fitte, fragili, da crema ad ocracee.

Gambo 15 – 30 x 40 - 80 mm, robusto, cilindrico, biancastro, con macchie ruggine in vecchiaia.

Carne soda, con odore leggero e gradevole e sapore mite.

Habitat cresce all’inizio dell’estate nei boschi di latifoglie, con preferenza per querce e castagno.

Commestibilità buon commestibile.

Note Una delle prime Russule a comparire già in maggio nei querceti del centro Italia, insieme a Russula vesca, Russula cyanoxantha e poche altre specie. Si riconosce per la taglia medio grande, la notevole compattezza, la superficie pileica brillante di un bel rosso vivo, sporata scura e gambo mai rosso. La Russula rubroalba var albocretacea è una grossa rubroalba dal cappello stinto, color avorio.




Enzo Ferri
 
Castelli Romani, giugno 2018
 
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Russula vesca







Bibliografia:

Mauro Sarnari – Monografia illustrata del Genere Russula in Europa – AMB Trento

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento 







lunedì 10 maggio 2021

Leucoagaricus leucothites

Nome attuale:

Leucoagaricus leucothites (Vittad.) Wasser

 

Sinonimi:

Lepiota naucina (Fr.) P. Kumm. 1871

 

Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Agaricaceae

Genere Leucoagaricus 

Specie Leucoagaricus leucothites 


E’ un fungo di dimensioni appena medie. Il cappello raramente supera i 7/8 cm di diametro, dapprima campanulato, successivamente convesso ed infine piano; la cuticola è liscia, sericea, di colore bianco; il margine è debordante e decorato da resti di velo biancastro; le lamelle sono libere, fitte e sottili, di colore bianco, con sfumature rosate; il gambo è cilindrico con base bulbosa, bianco, provvisto di un anello membranoso con bordo giallino; la carne è soda con odore e sapore gradevoli. Cresce nei pascoli, nei prati, anche nei giardini dalla fine dell’estate all’autunno inoltrato. Non commestibile, può causare intossicazioni gastrointestinali anche se non particolarmente gravi. Si può confondere con le pericolose Amanite bianche che però hanno lamelle non sfumate di rosa e la volva alla base del gambo, anche alcuni Agaricus biancastri somigliano molto, ma hanno lamelle decisamente più scure. Conosciuta per molto tempo come Lepiota naucina.



    

Enzo Ferri

 

Castelli Romani, novembre 2019

 

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Agaricus campestris







Bibliografia:

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento

Funghi d’Italia - Zanichelli


lunedì 3 maggio 2021

Russula graveolens

Nome attuale:

Russula graveolens Romell

 

Sinonimi:

Russula xerampelina var graveolens (Romell) Melzer & Zvara

 

Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Russulales
Famiglia Russulaceae

Genere Russula  

Specie Russula graveolens

 

Cappello 40 – 70 ( 100 ) mm, carnoso e compatto, margine ottuso, debolmente scanalato solo in vecchiaia; la cuticola è asciutta e opaca, con colorazioni abbastanza variabili, da rosso vinoso a bruno vinoso ( la forma tipica ) ma anche bruno o mischiato con verde.

Lamelle praticamente senza o con pochissime lamellule, più o meno ocracee a maturità, spesso macchiate di bruno.

Gambo 10 – 25 x 30 - 80 mm, robusto, cilindrico, corrugato, occasionalmente con pennellate rossastre, presto imbrunente alla manipolazione.

Carne soda, bianca, rapidamente e vistosamente imbrunente, con sapore dolce e odore caratteristico di aringhe assai netto in vecchiaia, ma poco percepibile in gioventù.

Habitat cresce nei boschi latifoglie, molto comune nei boschi ampi e soleggiati mediterranei, anche su terreni sabbiosi.

Commestibilità commestibile, anche se l’odore tipico e forte di pesce non è da tutti gradito.

Note Specie fortemente policroma, ma sotto latifoglie termofile si tende a chiamarla sempre Russula graveolens, ad eccezione di Russula faginea di faggio, anche se si ammettono diverse forme e varietà con colorazioni estremamente variabili. Altre caratteristiche come tutte le Xerampelinae ( sporata, odore, imbrunimento e reazione verde al FeSO)




Enzo Ferri

 

Castelli Romani, ottobre 2017

 

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Bibliografia:

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento

Mauro Sarnari – Monografia illustrata del Genere Russula in Europa – AMB Trento


lunedì 26 aprile 2021

Coprinellus micaceus

Nome attuale: 

Coprinellus micaceus (Bull. : Fr.) Vilgalys, Hopple & Jacq. Johnson


Sinonimi:

Coprinus micaceus (Bull. : Fr.) Fr.


Ha un cappello campanulato di colore ocra – giallastro con il centro più scuro, il margine è lungamente striato e la cuticola è ricoperta da granulazioni lucenti, biancastre, simili a granelli di zucchero, più evidenti negli esemplari giovani; le lamelle sono chiare solo per pochissimo tempo, ma presto tendenti al nero; il gambo è cilindrico, fragile, appena pruinoso; la carne è esigua, poco consistente, presto deliquescente con odore e sapore non significativi. Cresce cespitoso su legno degradato, anche su residui interrati, molto comune e diffuso è uno dei primissimi funghi a fare la comparsa nei boschi dei Castelli Romani già dalla fine dell’inverno. Non commestibile.



Enzo Ferri


Castelli Romani, novembre 2017


Bibliografia:

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento

Funghi d’Italia – Zanichelli

 

Aggiornamento aprile 2021




 

lunedì 19 aprile 2021

Paeonia mascula

Paeonia selvatica (Paeonia mascula (L.) Mill.)

Questa meravigliosa pianta spontanea continua a proliferare. Ogni anno si presenta in maniera sempre più copiosa e sempre più rigogliosa, a questo riguardo scrissi qualche riga nel 2017. A quelle considerazioni che a mio personale parere sono estremamente probabili se ne aggiungono altre, forse la ripresa dei tagli intensivi dei boschi ha la sua  importanza. Queste meravigliose piante amano particolarmente le radure ampie e soleggiate del sottobosco, sono meno frequenti nelle zone più fitte e ombrose




Enzo Ferri


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Castelli Romani, aprile 2021


lunedì 12 aprile 2021

Geopora sumneriana

Nome attuale: 

Geopora sumneriana (Cooke) M. Torre


Sinonimi:

Sepultaria sumneriana (Cooke) M.Torre

 

Sistematica

Regno Fungi

Divisione Ascomycota

Dimensioni medio grandi, può raggiungere i 10 cm. Inizialmente di forma globosa e crescita seminterrata, successivamente si lacera in lembi irregolari e a forma di stella; la superficie esterna è feltrata di colore brunastro, mentre l’interno è liscio e di colore bianco/crema. Si riconosce con facilità per le dimensioni medio-grandi e la crescita primaverile esclusivamente sotto Cedrus sp. Non molto diffusa ai Castelli Romani, cresce solo in parchi con presenza di cedri. Non commestibile.




Cedrus sp

Enzo Ferri


Castelli Romani, aprile 2021


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Bibliografia:
Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento
Atlante fotografico degli Ascomiceti d’Italia - AMB Trento
Le guide des Champignons ( France et Europe ) – Belin
Funghi d’Italia – Zanichelli