mercoledì 30 luglio 2014

Entoloma incanum

Rocca di Papa, luglio 2014 foto di EnzoF
Un fungo bellissimo dai colori brillanti.

Cappello fino a  5 cm, emisferico, di colore tra il giallo/marrone e il verde piu' scuro al centro, fibrilloso.
Lamelle bianche, pallide,tendente al rosa a maturita'.
Gambo verde limone brillante, con la base coperta da un feltro  bianco.Tutto il carpoforo e in particolare la base del gambo se toccate diventano azzurro brillante. 
Carne giallastra con odore particolare, sgradevole come di pesce marcio negli esemplari maturi.

Bello, fotogenico e puzzolente
Entoloma incanum (Fr.: Fr.) Hesler


EnzoF

giovedì 27 marzo 2014

Exidia glandulosa

Rocca di Papa, marzo 2014; foto di EnzoF
Exidia glandulosa (Bull.) Fr.
Sinonimi:
Tremella glandulosa                                                                                                       Tremella nigricans var. glandulosa                                                                                                                                                                                                                                                Abbastanza comune, cresce nei boschi dei Castelli a fine inverno su legno marcescente di latifoglia, soprattutto nocciolo, ma anche quercia, meno frequente su castagno.

Breve descrizione:
Exidia glandulosa è un fungo gelatinoso appartenente alla famiglia delle Auriculariaceae, di colore nerastro lucido quando è alla stato giovanile si riduce fino ad appiattirsi con l'eta'.

Current Name:
Exidia glandulosa (Bull.) Fr.

Position in classification:

Auriculariaceae, Auriculariales, Incertae sedis, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi



EnzoF




sabato 15 febbraio 2014

Galanthus nivalis

Galanthus nivalis L
Nome Italiano: Bucaneve

Rocca di Papa, febbraio 2014; foto di EnzoF
Il Bucaneve ( Galanthus nivalis L ) è una pianta erbacea bulbosa e perenne, che non supera i 20 cm di altezza.I fiori sono piccoli, bianchi, campanulati e pendenti, con un disegno verdastro a forma di V al margine.Le foglie, lineari, sono di colore verde bluastro, arrotondate all’apice e di consistenza carnosa, con un’unica nervatura centrale.I frutti sono capsule di consistenza carnosa e contengono piccoli semi di colore nero.Cresce nei boschi dei Castelli tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera nei luoghi ombrosi, solitamente in gruppi.





Il nome indica, che questa pianta ha i fiori bianchi come il latte e fa riferimento alla sua precoce fioritura, spesso in mezzo alla neve.Viene visto come simbolo di pudore, purezza e di di speranza per l'avvenire.Nella tradizione cristiana il bucaneve è associato alla festa della "Purificazione della Madonna" festa della Candelora.
Galanthus nivalis L








EnzoF 
 

lunedì 10 febbraio 2014

Cortinarius orellanus Fr.

Nome attuale:

Cortinarius orellanus Fr.

 

Sinonimi:

Dermocybe orellana (Fr) Ricken

 

Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Cortinariaceae

Genere Cortinarius

Specie Cortinarius orellanus 

 

Cappello 40 – 80 (100) mm, convesso campanulato, poi sempre più disteso, fino a piano, con ampio umbone centrale, margine lungamente involuto; cuticola asciutta, opaca, feltrata o squamulosa, non igrofana, di colore bruno rossiccio, arancio ramato.

Lamelle adnate, alte e larghe, distanziate, di colore giallastro arancione.

Gambo 10 – 20 x 30 - 100 mm, cilindrico, attenuato alla base, flessuoso, pieno ; di colore giallastro, con fibrille longitudinali concolori.

Carne soda, ocracea, più scura alla base del gambo con sapore terroso e odore rafanoide.

Habitat può crescere isolato o a gruppi numerosi, sotto latifoglie.

Commestibilità specie velenosa, estremamente pericolosa, potenzialmente mortale. Ama crescere nei boschi dei Castelli Romani in mezzo ai grandi ceppi di castagno, spesso insieme ad altri funghi, compresa Armillaria mellea. Una eventuale raccolta e consumo avrebbe conseguenze molto gravi.

Note caratterizzato da un portamento robusto, dalle colorazioni ramate del cappello, dalla cuticola squamulosa, dal gambo giallastro e dall’odore rafanoide, Cortinarius orellanus provoca ( analogamente a Cortinarius rubellus ) un’intossicazione molto grave; la sindrome orellanica che colpisce in modo irreversibile i reni.




Enzo Ferri

 

 

Castelli Romani, ottobre 2014

 

 

Bibliografia:

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento

Funghi d’Italia - Zanichelli

Indice Schede Micologiche – Archivio Generale AMINT

                                                                                          

venerdì 7 febbraio 2014

Phallus impudicus

Ordine: Phallales 
Famiglia: Phallaceae
Genere: Phallus
Specie: P impudicus
Rocca di Papa, novembre 2013; foto di EnzoF
Sinonimi:
Ithyphallus impudicus
Abbastanza comune, cresce nei boschi dei Castelli in gruppi numerosi, in autunno anche inoltrato nei luoghi umidi spesso in mezzo a residui vegetali in decomposizione.


Breve descrizione:
Non ha un vero cappello, ma uno pseudo-cappello con superficie esterna forata e alveolata appoggiato alla sommiita' del gambo, vagamente somigliante ad una mitra del genere morchella, dapprima coperto da una gleba olivastra, con il tempo diventa biancastro; il gambo è vuoto, alto fino ad una ventina di cm, con volva al piede che prima dello sviluppo è chiusa ad uovo. La carne è fragile, bianca e spugnosa con superficie bucherellata ( scobricoli ); odore inizialmente non sgradevole ( quando il carpoforo è ancora chiuso nella volva ), poi diventa nauseabondo, cadaverico, sgradevolissimo, avvertibile a diversi metri di distanza e segnala la presenza del fungo maturo ancor prima di vederlo.
La volva ancora chiusa
Sezione e rizoidi

Phallus impudicus L.:Pers


EnzoF
 
                                                                                             

 

 

 

 
 
                                                                         
                                                                                                        
                                                                                     
                                                                                         

martedì 4 febbraio 2014

Crocus vernus.

Rocca di Papa, febbraio 2014; foto di EnzoF
I Crocus sono piccole piante bulbose, spontanee e perenni appartenti alla famiglia delle Iridaceae. Le foglie sono lineari di colore verde scuro con una striscia biancastra nella parte centrale. La specie piu' conosciuta tra i Crocus a fioritura invernale-primaverile è il Crocus vernus.



Crocus vernus è un nome collettivo che raggruppa un gruppo di piante affini tra di loro e suddivise in specie e varieta'. Se ne contano una settantina di difficile determinazione. Fiorisce in inverno e all'inizio della primavera e i fiori hanno una grande variabilita' di colori; dal bianco al giallo, azzurro-violaceo e fino al rosso. Dato il periodo di fioritura resistono anche a basse temperature e non è insolito rinvenirli in mezzo alla neve.La coltivazione dei crocus ha origini molto antiche, in passato veniva usato come medicinale per le sue proprieta' sedative, oggi viene coltivato e utilizzato solo dall'industria alimentare come spezia o colorante. E' infatti conosciuto con il nome popolare di Zafferano selvatico.
 

Crocus vernus ( L. ) Hill

EnzoF

mercoledì 29 gennaio 2014

Cyathus striatus

Cyathus striatus ( Huds. ) Willd.
Rocca di Papa, luglio 2013; foto di EnzoF
Cyathus striatus è un funghetto appartenente alla famiglia delle Nidulariaceae. 
Assomiglia ad un nido d'uccello in miniatura. Si distingue dagli altri funghi della stessa famiglia per la superficie esterna completamente pelosa.


 
Di minute dimensioni, raramente raggiunge i 2 cm di altezza, e di forma conica e allungata. Nel giovane la parte superiore è chiusa da un "coperchio" ( epifragma ) di colore bianco che protegge la parte interna sino alla maturazione delle spore.
 
I funghi di questa famiglia assomigliano a nidi d'uccello molto piccoli riempiti di uova. Sono un esempio di tecnica di sopravvivenza, una volta maturo, le "uova"( peridioli ) vengono espulsi con l'arrivo della pioggia e si depositano anche a distanza, dando inizio ad un nuovo ciclo.




Cyathus striatus ( Huds. ) Willd.

EnzoF.

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Crucibulum laeve

giovedì 23 gennaio 2014

Mycena rosea

 

🍄 Mycena rosea Gramberg  
🧬 Sinonimi: Mycena pura var. rosea, Agaricus roseus  
✅ Commestibilità: tossico 🟡   
📖 Descrizione: cappello 3-7 cm, da conico a campanulato, poi convesso, raramente depresso; color rosa brillante o rosa-lilacino, più chiaro al margine, igrofano e striato per trasparenza. Lamelle adnate o smarginate, bianco-rosate, con filo concolore. Gambo cilindrico, fragile, bianco-rosato. Carne sottile, odore tipico, rafanoide.  
🌳 Habitat: boschi di latifoglie e conifere, su lettiera e residui legnosi; autunno. Spesso gregario.  
📚 Note: responsabile di sindrome muscarinica. La buona taglia, i cromatismi con il classico colore " rosa antico" e l’odore rafanoide la rendono facilmente riconoscibile. 



                                                                                                                           Mycena rosea var alba

🧬 Tassonomia  

Regno: Fungi Divisione: Basidiomycota Classe: Agaricomycetes Ordine: Agaricales Famiglia: Mycenaceae Genere: Mycena Specie: M. rosea


Enzo Ferri – I funghi dei Castelli Romani  
Le schede micologiche contenute in questa opera sono state redatte dall’autore in forma originale; per la loro realizzazione sono stati consultati testi micologici di riferimento.


Aggiornamento 9/11/2025

Foto@Enzo Ferri








 
                                                                                                                                                                                                                                                                 
                                                                                             
                                                                                 
                                                                                     

domenica 19 gennaio 2014

Schizophyllum commune Fr.

Ordine: Agaricales
Famiglia: Schizophyllaceae
Genere: Schizophyllum
Specie: S commune
Dal latino communis = per la sua grande diffusione.
Rocca di Papa gennaio 2014; foto di EnzoF
 
Molto comune e diffuso,cresce nei boschi dei Castelli tutto l'anno, con preferenza per il clima fresco, gregario, a formare mensole sovrapposte.

A forma di conchiglia o di ventaglio; superficie superiore di colore biancastro e molto villosa; sessile o leggermente peduncolato.
Cappello: Fino 5 cm di diametro, con superficie superiore feltrata, di aspetto lanoso, colore biancastro, orlo irregolare e involuto.
Lamelle: Disposte in modo radiale, brevemente forcate al margine e biforcate; di colore dal bianco-grigiastro fino al rosato.
Gambo:Non sempre presente, altrimenti molto breve, laterale; costituito dalla confluenza delle lamelle.
Carne: Fibrosa e tenace, di colore ocra chiaro; odore e sapore leggeri.
Osservazioni:
Facilmente riconoscibile per l'aspetto esteriore e per la particolare forma delle lamelle; il magnifico ventaglio che forma il suo imenio è una delle meraviglie del mondo dei funghi.
Schizophyllum commune Fr.


EnzoF
                                                                                



                                                                                                                                                    







                                                                                     

   




 





                                                                                                  

                                                                                              

                                                                    



mercoledì 15 gennaio 2014

Geastrum triplex Jungh.

Ordine: Phallales
Famiglia: Geastraceae
Genere: Geastrum
Specie: G triplex
Sinonimi:
Geastrum michelianum
Geastrum tunicatum var. michelianum
Rocca di Papa, gennaio 2014; foto di EnzoF
 
Dal greco = terra e astér = stella, per la sua forma e triplex=per la sovrapposizione a strati.
Compare nei boschi Castellani a fine autunno e si puo' trovare per gran parte dell'inverno.


Breve descrizione:
Carpoforo: fino a 8 cm di diametro, a forma di stella e costituito da tre parti distinte e sovrapposte.Presto si lacera all'apice formando 6/7 lacinie,le quali tendono a dividersi ancora formando una specie di colletto che ricorda un'altro peridio,da qui il nome triplex.La gleba, la parte più interna, è soda e compatta, di colore biancastro, ma presto diventa pulverulenta e brunastra.

 
G. triplex è un fungo particolare,a forma di stella come altre specie dello stesso genere.
Curiosita':Simile al G fimbriatum,ma meno comune.Di aspetto mediamente piu' alto, formato da strati sovrapposti e il colore tende al giallastro.
Geastrum triplex Jungh.


Position in classification:
Geastraceae, Geastrales, Phallomycetidae, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi


EnzoF 
 
 




 

 

martedì 14 gennaio 2014

Sarcoscypha jurana (Boud.) Baral

Ordine Pezizales
Famiglia Sarcoscyphaceae
Genere Sarcoscypha
Specie S jurana
Sinonimi:Sarcoscypha coccinea var. jurana Boud
Rocca di Papa gennaio 2014; foto di EnzoF
Nel grigiore del bosco invernale,su rametti di Tiglio a terra,minuscole,ma appariscenti coppette rosse danno un tocco di colore;Sarcoscypha è un genere di Ascomiceti che appartiene alla famiglia delle Sarcoscyphaceae,sono peduncolati e a forma di coppa dal tipico colore rosso aranciato.

Breve descrizione:
Raggiunge anche i 5 cm di diametro,imenoforo liscio di colore rosso,superficie esterna leggermente pruinosa di colore piu' chiaro.Di solito ha un piccolo stipite (gambo)inserito profondamente nel legno.

La carne è rosata,elastica,senza odori.
Osservazioni:Sarcoschypa sp cresce nel tardo autunno e per tutto l'inverno in zone umide e sui residui di legno.
 
Curiosita':In Europa ci sono 5/6 specie di Sarcoschypa,tutte identiche tra loro e per arrivare alla determinazione necessitano di indagini microscopiche,ma l'unica che fruttifica su Tiglio è Sarcoscypha jurana.
Sarcoscypha jurana (Boud.) Baral



EnzoF  

giovedì 9 gennaio 2014

Lenzites betulina (L.) Fr

Ordine Polyporales
Famiglia Polyporaceae
Genere Lenzites
Specie L betulina
Sinonimi:Agaricus betulinus
Dal latino betulinus=della betulla per il suo habitat preferenziale.
Rocca di Papa,gennaio 2014; foto di EnzoF

Breve descrizione:
Carpoforo: Sessile ( privo di gambo )a forma di mensola di larghezza sino ad una decina di cm,superficie tormentosa con zonature colorate,avana-marrone-grigiastro piu' chiare al margine.


Lamelle: Biancastre,tendenti al giallo verso il punto di attaccatura.

Carne:Biancastra,dura e coriacea


OSSERVAZIONI:Da non confondere con il genere Trametes che ha la superficie sterile molto simile,ma la parte fertile formata da piccolissimi pori e non da lamelle.
 
Curiosita':Cresce tutto l'anno,in mensole allineate o sovrapposte su tronchi a terra di svariate latifoglie e non esclusivamente su betulla come il nome lascerebbe supporre.
 
Lenzites betulina (L.)Fr


EnzoF

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Daedalea quercina