lunedì 8 novembre 2021

Mycena pelianthina

Nome attuale:

Mycena pelianthina (Fr.) Quél.

 

Sinonimi: 

Prunulus pelianthinus (Fr.) Jacq. Johnson, Vilgalys e Rossa

 

Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Mycenaceae

Genere Mycena

Specie Mycena pelianthina

 

Cappello fino a 6 cm di diametro, spianato, glabro, con superficie irregolare, fortemente igrofano, inizialmente color porpora ma presto schiarente al biancastro con margine striato; lamelle spaziate, larghe, sinuose, di colore lilacino, con filo lamellare tipicamente scuro; gambo cilindrico, appena allargato alla base, liscio, concolore al cappello; carne esigua con forte odore rafanoide. Non commestibile. Cresce generalmente gregaria a piccoli gruppi nei boschi di latifoglie, sulla lettiera di fogliame in decomposizione, comune in autunno nei boschi dei Castelli Romani

Note: ad una vista superficiale si potrebbe confondere con Mycena pura con odore simile, ma le lamelle con il filo scuro ne consento un’agevole determinazione. 




Enzo Ferri

 

Castelli Romani, ottobre 2020

 

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Mycena pura

Mycena pura








Bibliografia:

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento

Funghi d’Italia - Zanichelli



lunedì 1 novembre 2021

Megacollybia platyphylla

Nome attuale:

Megacollybia platyphylla (Pers.) Kotl. & Pouza

 

Sinonimi: 

Oudemansiella platyphylla (Pers.) MM Moser

 

Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Marasmiaceae

Genere Megacollybia

Specie Megacollybia platyphylla

 

Cappello 50 – 130 ( 150 ) mm, poco carnoso, emisferico, poi convesso ed infine disteso, con un largo umbone e margine involuto; cuticola liscia, grigio-brunastra, screpolata, con fibrille scure.

Lamelle smarginate, larghe e spaziate, biancastre, poi crema a maturità.

Gambo 10 – 20 x 50 - 110 mm, cilindrico, appena allargato alla base, rigido e tenace, di colore bianco, con rizomorfe molto evidenti alla base.

Carne poco consistente, biancastra, con odore terroso e sapore amaro.

Habitat spesso gregaria, cresce nei boschi di latifoglie e conifere, in terreni ricchi di residui legnosi, dall’inizio dell’estate all’autunno. Molto comune anche nei boschi dei Castelli Romani.

Commestibilità non commestibile, sospettata di tossicità.

Note facilmente riconoscibile per le dimensioni medio-grandi, il cappello fibrilloso, la carne del cappello molto sottile in rapporto alle lamelle e per le vistose rizomorfe alla base del gambo. Unica specie del genere Megacollybia. 




Enzo Ferri

 

Castelli Romani, ottobre 2020

 

 

Bibliografia:

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento

Funghi d’Italia – Zanichelli

 


lunedì 25 ottobre 2021

Pycnoporus cinnabarinus

Nome attuale:

Pycnoporus cinnabarinus (Jacq.) P. Karst


Sinonimi: 
Trametes cinnabarina (Jacq.) Fr  
Hapalopilus cinnabarinus (Jacq.) P. Karst.

 

Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Polyporales
Famiglia Polyporaceae

Genere Pycnoporus

Specie Pycnoporus cinnabarinus

 

Fungo a mensola di medie dimensioni, fino a 6/7 cm di diametro, dal colore rosso vivo. Superficie liscia che schiarisce con l’età; imenoforo a tubuli brevissimi e pori presto angolosi di colore rosso; carne molle e spugnosa dello stesso colore al cappello, senza odori e sapori. Non commestibile. Cresce su tronchi o rametti a terra di latifoglie, raro su conifera. Poco diffuso ai Castelli Romani.

Note Poco comune, si riconosce facilmente per le colorazioni rosso-cinabro su tutta la superficie, si può trovare facilmente su legnami stagionati. Le colorazioni lo rendono praticamente unico, possibile confusione, piuttosto remota potrebbe essere con il tossico Hapalopilus rutilans. 



Enzo Ferri

 

Castelli Romani, agosto 2020

 

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Hapalopilus rutilans

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Bibliografia:

Polypores of the mediterranean region – A. Bernicchia & S.P Gorjon - Romar

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento 



lunedì 18 ottobre 2021

Collybiopsis confluens

Nome attuale:
Collybiopsis confluens (Pers.) RH Petersen

Sinonimi:
Agaricus confluens Pers.
Collybia confluens (Pers.) P. Kumm.
Gymnopus confluens (Pers.) Antonín, Halling & Noordel.
 
Ogni singolo cappello può raggiungere i 35 mm di diametro, convesso-campanulato, con umbone; la cuticola è igrofana, liscia, di colore dal bruno chiaro al grigiastro; le lamelle sono molto fitte, non libere, di colore crema biancastro; il gambo è tenace, pruinoso, concolore, con la base ricoperta da filtro miceliare biancastro; la carne ha odore debolmente alliaceo o nullo e sapore mite; cresce ubiquitario con preferenza per le latifoglie, su terreni ricchi di sostanze organiche, abbastanza comune nei boschi dei Castelli Romani in autunno. Di scarso valore gastronomico, ma non tossico. Si riconosce per la crescita fortemente gregaria, le lamelle molto fitte, le colorazioni beige – grigiastre ed il gambo nettamente pruinoso 


Enzo Ferri

 

Castelli Romani, novembre 2015

 

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Gymnopus dryophilus

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Bibliografia:

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento

Funghi d’Italia - Zanichelli


Aggiornamento, ottobre 2021


lunedì 11 ottobre 2021

Spiranthes spiralis

Nome corrente 
Spiranthes spiralis (L.) Chevall

 
Genere
Spiranthes
 
Specie
Spirantes spiralis
 
Bas.: Ophrys spiralis L. 1753
Sin.: Spiranthes. autumnalis (Balb.) Rich.
 
Nome italiano:
(Trecce di dama, Viticcino autunnale)

Nel magico giardino di un amico….
 Il nome è riferito alla disposizione dei fiori che ricordano un’elica.
Ha il fusto interamente pubescente, con la rosetta basale al lato del fusto, le foglie sono ellittiche ed ha una infiorescenza densa disposta a spirale; i fiori sono bianche con toni giallo-verdastri e profumati. Cresce in autunno nei prati, giardini, e radure con preferenza per gli spazi ampi e luminosi fino ad oltre 1000 mt di altezza. Presente ai Castelli Romani. Pianta alta al massimo 30 cm….un concentrato di bellezza!



Enzo Ferri

 

Castelli Romani 4/10/2021


Bibliografia: ( Internet )

Actaplantarum.org

Giros.it





lunedì 4 ottobre 2021

Cyclocybe erebia

Nome attuale:

Cyclocybe erebia (Fr.) Vizzini & Matheny

Sinonimi: 

Agrocybe erebia (Fr.) Singer


Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Strophariaceae

Genere Agrocybe

Specie Ciclocybe erebia

 

Cappello 25 – 60 ( 80 ) mm, convesso, con largo umbone, margine lungamente involuto e appena striato, spesso con residui velari biancastri; cuticola liscia, appiccicosa, igrofana, di colore bruno, più scuro a tempo umido.

Lamelle adnate o leggermente decorrenti, dapprima bianco pallido per divenire brunastro a maturità.

Gambo 0,5 –10 x 30 - 60 mm, cilindrico, pieno all’inizio, diviene cavo a maturità, inizialmente biancastro, poi color nocciola, visibilmente striato al di sopra dell’anello; anello membranoso, evanescente, striato nella parte superiore.

Carne esigua, brunastra, con odore sgradevole di farina rancida e sapore amarognolo.  

Habitat ubiquitario, cresce dalla fine dell’estate all’autunno, nei boschi di latifoglie e conifere.

Commestibilità viene inserito tra i non commestibili per il sapore amarognolo, ma non ci sono studi che certificano la tossicità.

Note la colorazione bruna del cappello, l’anello striato nella parte superiore e le scanalature nella parte alta del gambo sono caratteri abbastanza tipici; fungo comunque abbastanza raro, anche se si trova nei boschi dei Castelli Romani.



Enzo Ferri

 

Castelli Romani, ottobre 2020

 

Bibliografia:

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento

 

 

 



lunedì 27 settembre 2021

Ramariopsis kunzei

Nome attuale: 

Ramariopsis kunzei (Fr.) Corner


Sinonimi: 

Clavulina kunzei (Fr.) Corner

Ramaria kunzei (Fr.) Quél.

Clavulinopsis kunzei (Fr.) Jülic.


Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Clavariaceae

Genere Ramariopsis 

Specie Ramariopsis kunzei 


Fungo coralloide che può raggiungere una decina di cm di altezza. E’ composto da un unico tronco basale dal quale partono numerose ramificazioni, di colore biancastro, ingiallente a maturità; ha un odore leggero, poco significativo e sapore nullo. Ubiquitaria, cresce in autunno nei boschi con preferenza per le latifoglie, poco comune ai Castelli Romani. Non commestibile

Note: Ramariopsis kunzei è le specie tipo del genere Ramariopsis, chiamato corallo bianco per la struttura ramificata dei corpi fruttiferi che assomigliano ad un corallo marino. Descritta come Clavaria kunzei da Fries, è stata posta sia nel genere Ramaria che nel genere Clavulinopsis per passare nel genere Ramariopsis nel 1950 e diventando la specie tipo. Somiglia a Clavulina cristata che è meno ramificata e di dimensioni inferiori.



Enzo Ferri

 

Castelli Romani, novembre 2019

 

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Bibliografia:

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento

Funghi d’Italia - Zanichelli

Indice Schede Micologiche – Archivio Generale AMINT

 

 

 

 

 

 

 

lunedì 20 settembre 2021

Mycena renati

Nome attuale: 

Mycena renati Quel. 


Sinonimi:

Mycena flavipes Quel.

 

Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Mycenaceae

Genere Mycena

Specie Mycena renati


Ogni singolo cappello raggiunge i 3 cm di diametro; da conico a convesso, pruinoso, striato al margine, colorazioni rosate o bruno – rosate; lamelle larghe, adnate, di colore biancastro con filo concolore o bruno – rossatro; gambo lungo, flessuoso, giallo vivo, brillante, con la base ricoperta da fibrille bianche; odore e sapore poco significativi. Cresce su legno degradato di latifoglia, frequente nei boschi dei Castelli Romani. Non commestibile se non altro per la poca consistenza

Note: Funghi esili e poco consistenti che crescono su legno degradato di latifoglie dalla fine dell’estate al primo autunno. Spesso passano inosservati, anche perché senza nessun valore dal punto di vista della commestibilità, ma il contrasto tra il giallo vivo del gambo e il rosa del cappello ne fanno uno dei più belli. Vista spesso sulle copertina di riviste micologiche, una vera modella!! Ben presente ai Castelli Romani. 





Enzo Ferri

 

Castelli Romani, settembre 2020

 

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Bibliografia:

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento

Funghi d’Italia - Zanichelli

Indice Schede Micologiche – Archivio Generale AMINT