domenica 2 ottobre 2016

I giganti del pungitopo

Rocca di Papa;ottobre 2016 foto di EnzoF

Non è insolito rinvenire le A caesarea in mezzo ai pungitopo.
Anzi,proprio la particolare crescita permette loro di raggiungere dimensioni ragguardevoli.
Questi 3 esemplari insieme superavano il kg di peso ....








EnzoF
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lunedì 26 settembre 2016

Entoloma sinuatum

Castelli Romani, settembre 2016; foto di EnzoF

Sinonimi
Entoloma lividum                                                                                                
Nome Italiano:
Entoloma livido.

Non molto diffuso, cresce nei boschi dei Castelli Romani dalla fine dell'estate, preferibilmente nel misto castagno/quercia 
Dal latino lividum = livido, per il suo colore, sinuatum = ricurvo, ripiegato, per la forma del gambo.

Il cappello può raggiungere anche grosse dimensioni e di colorazione variabile dal biancastro fino al bruno; tipiche le lamelle di un bel colore giallastro in gioventù, per poi diventare rosa salmone con la maturazione delle spore; il gambo è robusto e duro, cilindrico, spesso bulboso e tipicamente incurvato ( sinuatum); la carne è soda e compatta di un gradevole ed invitante odore farinaceo da fresco, nauseante a maturità.

Fungo molto bello, dall'aspetto e odore gradevoli specialmente in gioventù e per questo molto pericoloso. In Francia l'Entoloma lividum è chiamato "la perfide" ("il perfido") proprio per il suo aspetto accattivante e la facile confondibilità con sosia un tempo considerati commestibili come Clitocybe nebularis. Anche se Clitocybe nebularis è stato tolto dal commercio in quanto puo' provocare intossicazioni resta decisamente più seria l'intossicazione da Entoloma lividum che provoca sindrome gastrointestinale.

Current Name:
Entoloma sinuatum (Bull.) P. Kumm.

Position in classification:
Entolomataceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi



EnzoF


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domenica 18 settembre 2016

Mycena haematopus

Nome attuale: 

Mycena haematopus (Pers.) P. Kumm.


Sinonimi:

Mycena haematopus Pers.

 

Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Mycenaceae

Genere Mycena

Specie Mycena haematopus 

Ogni singolo cappello può raggiungere i 3 cm di diametro. Campanulato, con un umbone ben evidente; cuticola liscia e pruinosa, debordante con margine striato e denticolato, di colore rosato – lilla, rosso, rosso – vinoso, schiarente in maniera evidente a tempo secco; lamelle spaziate, adnate o appena decorrenti, biancastre, talvolta sfumate di rosa; gambo esile, cilindrico, di colore rosso, pruinoso, con base ricoperta da peluria biancastra, alla frattura secerne un liquido color rosso sangue, da cui deriva il nome; carne fragile, con leggero odore rafanoide; cresce in estate – autunno su residui legnosi di latifoglie, occasionalmente su conifere, molto comune ai Castelli Romani. Non commestibile.

Note: una delle tante "famigliole" che popolano i boschi dei Castelli in autunno. Mycena haematopus deriva dal greco e significa con il piede sanguinante per via del liquido che fuoriesce alla frattura. Appartiene alla Sezione Lactipedes, formata da specie che secernono latice dal gambo. Somiglia a Mycena sanguinolenta che ha dimensioni maggiori, crescita meno cespitosa, il gambo liscio e il filo lamellare colorato di rosso.  




Enzo Ferri

 

Castelli Romani, settembre 2016

 

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Bibliografia:

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento

Funghi d’Italia - Zanichelli

Indice Schede Micologiche – Archivio Generale AMINT

venerdì 9 settembre 2016

Arrivano i cesaroni...

Rocca di Papa settembre 2016;foto di EnzoF




Finalmente dopo una stagione abbastanza deludente,con le piogge di fine agosto,anche se piuttosto scarse,arrivano i cesaroni:Amanita caesarea.Questo fungo non necessita di grossi quantitativi di pioggia per fruttificare,anzi ama i boschi radi e soleggiati.



I boschi dei Castelli Romani sono particolarmente adatti alla fruttificazione di questo fungo meraviglioso e spesso si fanno delle buone raccolte,per gustare l'ovolo in svariati modi.


Buonissimo crudo in insalata condito appena di un po' di olio,sale e scaglie di grana,ma si preparano anche dei gustosi risotti dal sapore molto delicato,magari mischiando un porcino!!Questo è preparato con 3/4 di Ovoli e 1/4 di Porcini per non coprire il sapore delicato dell'Ovolo.


Chissa' che i Cesari romani non reperivano il fungo proprio da questi boschi!

EnzoF

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martedì 5 luglio 2016

Amanita franchetii



Nome attuale:
Amanita franchetii (Boud.) Fayod

Sinonimi:
Amanita aspera sensu auct. Mult

Sistematica
Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Amanitaceae
Genere Amanita
Specie Amanita franchetii

Cappello 80 (120) mm, inizialmente emisferico, poi convesso, infine disteso, con margine liscio; cuticola con colorazioni brune più o meno scure e resti di velo generale che formano piccole verruche di colore giallastro. 
Lamelle fitte, libere al gambo, di colore bianco.
Gambo 10 – 25 x 70-110 mm; diritto, cilindrico, attenuato all'apice, bulboso alla base, di colore biancastro, sotto l'anello ornato da fioccosità gialle.
Volva bianco – giallastra, aderente, completamente dissociata.
Anello membranoso, color crema, striato, posizionato nella parte medio-alta del gambo, biancastro, con orlo tipicamente giallo e fioccoso.
Carne compatta nel cappello, più fibrosa e fragile nel gambo, bianca, giallognola sotto la cuticola, con odore e sapore poco significativi.
Habitat cresce in piccoli gruppi nei boschi di latifoglie o misti, raramente in numerosi esemplari, è specie a tendenzialmente termofila. Abbastanza presente nei boschi dei Castelli Romani nei periodi caldi.
Commestibilità sospetta, confondibile con la tossica Amanita pantherina.

Note si tratta di una specie generalmente non molto comune, riconoscibile per l'anello ampio e con orlo giallo, anche tutti i resti di velo, parziale o generale, presentano tonalità giallastre. Si può confondere con la velenosa Amanita pantherina che ha margine del cappello striato e una volva circoncisa; Amanita excelsa e la sua varietà Amanita excelsa var spissa hanno gambo con base più fortemente radicante e verruche non gialle; Amanita rubescens ha carne arrossante.



Enzo Ferri

 

Castelli Romani, settembre 2015

 

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Amanita rubescens

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Bibliografia:

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento

Funghi d’Italia - Zanichelli

Indice Schede Micologiche – Archivio Generale AMINT

 

 

Aggiornamento, settembre 2021

domenica 13 marzo 2016

A passeggio per Roma

Roma, marzo 2016, foto di EnzoF
Giro turistico nella Roma piu' autentica e vera.Approfittando della bella giornata e delle temperature primaverili, mi sono concesso una mezza giornata a scoprire una piccola parte di Roma, una Roma bistrattata e maltrattata, ma che nonostante le tante violenze resta immortale.
Fori imperiali e sulla sfondo il Colosseo

Fontanone
Sacrario dei Garibaldini " O Roma o Morte!!"
L'Eroe dei due mondi si nasconde
Anita Garibaldi a cavallo, uno dei rarissimi monumenti che raffigurano  una donna cavallerizza
Il Tevere, l'acqua non è il massimo, ma il cielo è di un azzurro intenso
Le innumerevoli Cupole Romane
Scorcio
Tevere, piste ciclabili e passeggiate a pelo d'acqua
Skyline
Il Faro di Roma, dono degli italiani d'Argentina
I Colli Albani sullo sfondo
Trilussa uno dei " figli di Roma"
Che secoli fa' narrava le ingiustizie del Mondo, anche se a modo suo:
L'ingiustizzie der monno
Quanno che senti di' "cleptomania"
è segno ch'è un signore ch'ha rubbato:
er ladro ricco è sempre un ammalato
e er furto che commette è una pazzia.
Ma se domani è un povero affamato
che rubba una pagnotta e scappa via
pe' lui nun c'è nessuna malatia
che j'impedisca d'esse condannato!
Così va er monno! L'antra settimana
che Yeta se n'agnede cór sartore1
tutta la gente disse: - È una puttana. -
Ma la duchessa, che scappò in America
cór cammeriere de l'ambasciatore,
- Povera donna! - dissero - È un'isterica!...
Trilussa

Marco Aurelio uno degli Imperatori piu' gloriosi
Monumento al milite ignoto o Altare della Patria


Mi sono concesso delle divagazioni sui temi soliti, ma il tema centrale " la bellezza " resta invariato. 


EnzoF

lunedì 7 marzo 2016

Coprinopsis atramentaria

Rocca di Papa,marzo 2016; foto di EnzoF
Sinonimi
Coprinus atramentarius                                                                                                  
Nome Italiano:
Fungo dell'inchiostro

Fungo dato comune in letteratura, ma poco diffuso ai Castelli Romani, cresce a gruppi numerosi nei prati e ai margini del bosco in primavera e autunno.

Il Cappello, quando è completamente aperto  puo' raggiungere anche gli 8 cm di diametro, con il margine che si rompe e si liquefà; di colore grigio-brunastro, con tipiche striature; Lamelle fitte, biancastre ma subito scure fino a nere e deliquescenti; Gambo cilindrico e attenuato in alto; Carne molto esigua, di colore biancastro senza odore e sapore particolare.




Fungo che se ingerito abbinato al consumo di alcol provoca la sindrome coprinica, chiamata “effetto antabuse”;  palpitazione, cefalea, nausea e vomito. Scompare nel giro di pochi giorni
Current Name:
Coprinopsis atramentaria (Bull.) Redhead, Vilgalys & Moncalvo,

Position in classification:
Psathyrellaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi

EnzoF

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sabato 5 marzo 2016

Entoloma lividoalbum (Kühner & Romagn.) Kubička

Nome attuale:

Entoloma lividoalbum (Kühner & Romagn.) Kubička

 

Cappello 30 – 90 ( 110 ) mm, inizialmente conico, poi convesso, alla fine disteso, margine involuto che tende a rialzarsi a maturità; cuticola sericea, igrofana, liscia, di colorazioni brunastre più o meno scura

Lamelle moderatamente fitte, smarginate, inizialmente biancastre, poi rosa intenso, con filo irregolare.

Gambo 5 – 20 x 30 – 90 mm, cilindrico, biancastro, fioccoso all’apice, con fibrille longitudinali concolori.

Carne spessa e soda, bianca con odore e sapore farinacei.

Habitat cresce solitamente a gruppi, nei boschi di latifoglie, in tarda estate-autunno, molto comune.

Commestibilità specie da considerarsi non commestibile, anche per la somiglianza con Entoloma sinuatum che è fortemente tossico.

Note comune nei boschi dei Castelli Romani. In alcune zone viene consumato e conosciuto con il nome popolare di “ Tracciarolo ”, probabilmente per la crescita gregaria.




Enzo Ferri

 

Castelli Romani, novembre 2015


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Bibliografia:

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