mercoledì 18 novembre 2015

Clavulina cinerea

Rocca di Papa,ottobre 2015; foto di EnzoF
Sinonimi
Clavaria cinerea, Corallium cinereum                                                                                       
Non molto comune, cresce gregario o singolo nei boschi dei Castelli Romani  in autunno
La Clavulina cinerea è un fungo appartenente alla famiglia delle Clavulinaceae. Fungo alto fino a 10 cm, a forma di corallo, con ramificazioni che si diramano da tronco centrale poco evidente, opaco, rugoloso, di colore grigio-cenere, a volte con sfumature violacee e punte annerenti,odore di muschio e sapore dolciastro.

Clavulina cinerea deriva dal latino e significa piccola clava color cenere 
Due specie sono molto simili a Clavulina cinerea:
Clavulina rugosa con crescita meno ramificata e Clavulina cristata con ramificazioni che partono dalla base e colore generalmente piu' biancastro.

Current Name:
Clavulina cinerea (Bull.) J. Schröt.
Position in classification:
Clavulinaceae, Cantharellales, Incertae sedis, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi
EnzoF

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lunedì 16 novembre 2015

Limacella guttata

Rocca di Papa,ottobre 2015; foto di EnzoF
Sinonimi
Limacella lenticularis                                                                                                 
Bel fungo che cresce nei boschi dei Castelli Romani alla fine dell'estate e fino all'autunno.
 il cappello può raggiungere i 15 cm, globoso da giovane poi piano, leggermente umbonato, color cuoio chiaro; cuticola liscia e piu' o meno viscida; lamelle bianche, fitte e libere al gambo; gambo biancastro, finemente decorato, con anello ampio, a gonnellino, persistente; carne biancastra, con odore gradevole di farina.

Limacella guttata, di grandi dimensioni e poco comune che cresce nei boschi dei Castelli dopo le prime abbondanti piogge autunnali, somiglia sia al Genere Amanita, ma e' privo di volva, sia al Genere Macrolepiota, ma non ha il cappello squamato ma piuttosto viscido.

Current Name:
Limacella guttata (Pers.) Konrad & Maubl., Encyclop. Mycol. 14: 70 (1949)

Position in classification:
Entolomataceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi
EnzoF


                                                                                                          

venerdì 13 novembre 2015

Linaria vulgaris

Rocca di Papa, novembre 2015; foto di EnzoF
Sinonimi:
Linaria speciosa Ten.
Nome Italiano:
Linaria comune, Linajola comune, Linajola campestre, Erba strega
Cresce ai Castelli Romani alla fine dell'estate colonizzando vasti tratti di prato
Pianta erbacea della famiglia delle Plantaginaceae che puo' raggiungere gli ottanta centimetri di altezza; le foglie sono alterne e lanceolate; I fiori crescono a grappolo prima conico, poi allungato e con un lungo sperone ricurvo, di colore dal bianco al giallo arancio; Il frutto è a capsula e contiene numerosi piccoli semi. È dotata di un gracile rizoma strisciante.
Cresce ai margini dei boschi e nei terreni incolti assolati dalla fine dell'estate e fino all'autunno.

Linaria vulgaris Mill.

EnzoF



lunedì 9 novembre 2015

Pleurotus ostreatus


Nome attuale: 

Pleurotus ostreatus (Jacq.) P. Kumm


Sinonimi:
Agaricus ostreatus Jacq                                                                                                  Crepidopus ostreatus ( Jacq. ) Grey

 

Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Pleurotaceae

Genere Pleurotus

Specie Pleurotus ostreatus


Ogni singolo cappello può raggiungere i 15cm. Inizialmente convesso, ma presto disteso, poi depresso ed infine leggermente imbutiforme; superficie liscia, lucente, di colore grigio scuro in gioventù, brunastro a maturità; orlo sottile ed involuto; lamelle fortemente decorrenti, spesse, di colore biancastro; gambo molto breve, laterale o eccentrico, carnoso, consistente, di colore biancastro; carne tenace, consistente, biancastra con sapore dolciastro ed odore gradevole; cresce in gruppi numerosi in autunno inoltrato e fino alle prime gelate. Non comune ai Castelli Romani. Buon commestibile.

Note: Caratteristico fungo a forma di conchiglia che può raggiungere dimensioni veramente notevoli. Il gelone è un buon fungo commestibile che si presta benissimo ad essere coltivato, probabilmente è il fungo che viene coltivato con maggior successo, sia in ambito domestico che industriale, si trova sui banchi dei supermercati praticamente tutto l'anno.







Enzo Ferri



Castelli Romani, novembre 2015

 

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Bibliografia:

Polypores of the mediterranean region – A. Bernicchia & S.P Gorjon - Romar

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento 

lunedì 2 novembre 2015

Amanita citrina e ghigliottina!!


Rocca di Papa, ottobre 2015; Foto di EnzoF
Un caso classico della criminologia dell’800 fu quello che portò  all’identificazione dell’Amanita citrina....e a far perdere la testa al Sig Girard e consorte.

A Parigi nella seconda meta' dell' 800 un certo sig Girard aveva escogitato un modo semplice per far soldi.Il sig Girard era diventato un ottimo cliente di un certo sig Theo ritenuto un buon conoscitore di funghi, il quale raccoglieva e commercializzava funghi, sia a ghiottoni mangiatori di prelibatezze che a studiosi e scienziati che studiavano i funghi.Il sig Girard aveva pensato bene di sfruttare la situazione per fare soldi  facilmente. Individuava persone agiate che avevano scarsi legami familiari o meglio ancora vivevano sole e che avevano una qualche somiglianza fisica e anagrafica con Girard, sua moglie, il fratello di sua moglie e probabilmente altri complici fidati.Rapidamente li avvicinava e ne diventava amico, poi piano piano li introduceva nella sua cerchia familiare e a loro insaputa stipulava una assicurazione sulla vita, naturalmente i beneficiari erano Girard, o sua moglie o suo cognato.A questo punto non restava che invitare a cena i nuovi amici, una bella cena a base di Amanita phalloides che il buon Theo aveva procurato e ....il gioco era fatto, anzi "le jeu et fait" come diceva Girard. Il " gioco " ando' avanti per un bel pezzo e senza intoppi, finchè nell'ultimo caso Girad che era stato assente a causa di un viaggio, si presentò all’assicurazione e scopri con grande disappunto che non c'era stato alcun decesso.L’impiegato dell' assicurazione, insospettito da quella richiesta di denaro per una persona non deceduta e dal fatto che non era la prima volta che il buon Girard si presentava a riscuotere, avvertivi' l' assicurato del tutto ignaro e quindi la polizia.E  fu cosi' che il sig Girard, sua moglie e suo cognato furono ghigliottinati per aver avvelenato con i funghi molte persone.Era accaduto che i funghi raccolti nell’ultima occasione e scambiati dal bravo Theo per Amanita phalloides erano esemplari di Amanita citrina, alquanto simile, ma che ancora non era stato classificato e fu necessario attendere fino al 1927 per essere dichiarato ufficialmente “non velenoso”.
( Brano tratto da nuovamicologia )


EnzoF

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Amanita phalloides
                        
       

mercoledì 28 ottobre 2015

Craterellus cornucopioides


🍄 Craterellus cornucopioides (L.) Pers.

🏷️ Nomi comuni: Trombetta dei morti

✅ Commestibilità: commestibile 🟢

📖 Cappello: sottile, imbutiforme, a forma di tromba; colore grigio‑nero → bruno‑nerastro; superficie rugosa, margine irregolare e ondulato. 🍃 Imenio: superficie esterna del cappello e del gambo, liscia o leggermente rugosa, grigio‑cenere → nerastro. 🦵 Gambo: cavo, concolore al cappello, assottigliato verso la base. 🔪 Carne: sottile, fragile, grigio‑nerastra, odore gradevole, sapore delicato.

🌳 Habitat: boschi di latifoglie, soprattutto quercia e faggio; autunno. Spesso gregario, in grandi gruppi.

📚 Note: commestibile molto apprezzato in cucina per il suo aroma intenso, che si evidenzia soprattutto con l’essiccazione; ridotto in polvere viene utilizzato come il tartufo ed è per questo chiamato anche “tartufo dei poveri”. È conosciuto con i nomi popolari di “trombetta dei morti” e “corno dell’abbondanza”. Non presenta particolari rischi di confusione con specie tossiche grazie alla forma caratteristica, ma grossolanamente può essere confuso con Craterellus cinereus (Pers.) Pers. che si distingue per l’imenoforo a pliche e non liscio. 



🌐 Tassonomia

Regno: Fungi Divisione: Basidiomycota Classe: Agaricomycetes Ordine: Cantharellales Famiglia: Cantharellaceae Genere: Craterellus Specie: C. cornucopioides

✍️ Enzo Ferri – I funghi dei Castelli Romani Le schede micologiche contenute in questa opera sono state redatte dall’autore in forma originale; per la loro realizzazione sono stati consultati testi micologici di riferimento.



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      Craterellus cinereus


Aggiornamento: dicembre 2025






venerdì 23 ottobre 2015

Tutti al mare!

Rocca di Papa, ottobre 2015; Foto di EnzoF


L'estate appena trascorsa e' stata tra le piu' torride e siccitose degli ultimi anni, settembre compreso, naturalmente i funghi ne hanno sofferto moltissimo e ormai siamo al quarto anno consecutivo che praticamente non si vede un porcino.Le piogge arrivate copiose verso la fine di settembre e inizio ottobre hanno permesso una crescita  di grandi varieta', ma pochissimi Boleti, purtroppo da queste parti comincia ad essere tardi, le temperature sono troppo fredde per permettere una " belle cacciata", ma nei boschetti di querce del litorale e dell'immediato entroterra non e' affatto tardi, anzi,le piogge sono cadute abbondandi proprio nel periodo migliore con conseguente esplosione di ovoli e porcini ( B aereus in maggior parte ). La voce si sa' corre veloce e con la vicinaza di Roma e i suoi milioni di abitanti, è stato una autentica "febbre dell'oro" anzi "febbre di porcini " tutti i fungaroli/porcinari si sono riversati in quei boschetti. Mi sono fatto convincere da un amico che, testuali parole " e dai che sara' mai una cinquantina di km, male che va' facciamo una passeggiata e prendiamo un caffè".E cosi sabato mattina pronti e via!Ancora buio ci fermiamo per il caffè...bar strapieno e il modo di parlare e di vestire non lasciano dubbi, siamo diretti tutti negli stessi posti! Si ma noi entriamo da un'altra parte.....la conoscono in pochi, se arriviamo presto una buona raccolta la possiamo fare! E' piu un auto incoraggiamento che una reale speranza.Entriamo nel bosco che è ancora buio e in un'oretta troviamo quattro minuscoli porcini ( probabilmente il giorno precedente erano troppo piccoli e interrrati per essere visti )naturalmente la notte aveva piovuto e cosi' dopo un'ora ero bagnato come se avessi fatto una doccia completamente vestito.Intanto il sole comincia a splendere e il mormorio ovattato dei "fungaroli" diventa chiasso, urla, gente che si perde e si chiama tra loro, funghi che non sono porcini cavati e lasciati li, mi giro e in pochi metri eravamo decine di persone....quasi da fare a testate, non sapevo se ridere o piangere, sembrava un film di Fantozzi.Incontriamo uno dei tanti "esperti" e dice la sua " sta macchietta ha dato tanto, tantissimo, poi s'è sparsa a voce e mezza Roma e mezza provincia so venuti qua' e hanno distrutto tutto....se voi trova' i funghi, quelli veri devi anna' ar vipereto"! Ieri in due ore ne ho raccolti 25 kg!" E perche' oggi sei qua? dico Io.E lui " pecche' ar vipereto e' tosta..e' pieno de vipere che te camminano addosso, io me so' messo er casco integrale da motociclista, i guanti spessi da sciatore e tuta da sub in lamiera......Oddio ma che sei Robocop?? Bagnato fino al midollo, guardo il mio cesto semivuoto e il suo piu' vuoto del mio e la testa mi dice" ma io qua' che ce sto affa'?....sono fuori posto, fuori habitat!!! E la mia uscita al mare e' durata meno di due ore,  di corsa verso i miei amati boschi quasi deserti, con pochissimi porcini, ma tanti funghetti da fotografare, studiare e perchè no, anche da raccogliere.



















 EnzoF




lunedì 19 ottobre 2015

Lycoperdon echinatum

Rocca di Papa, ottobre 2015; foto di EnzoF
Sinonimi

Lycoperdon gemmatum var. echinatum, Utraria echinata

Fungo tipico delle faggete poco diffuso ai Castelli Romani, ma comunque presente

E' un carpoforo di forma rotondeggiante che puo' arrivare a 5 cm di diametro ricoperto da fitti aculei , che vanno dal giallo al marrone scuro e si staccano abbastanza facilmente nel fungo vecchio.
Lycoperdon sono un genere di funghi caratterizzati da carpofori globosi. La carne (gleba) e'biancastra, a maturità diventa scura e si dissolve in polvere che uscendo dal carpoforo maturo disperde le spore. 
il nome generico Lycoperdon significa loffa di lupo e  deriva dal greco (lùkos = lupo e  pèrdomai = emettere aria, scoreggiare)il nome del genere echinatum significa irto di aculei, spinoso.
Current Name:
Lycoperdon echinatum Pers.
Position in classification:
Agaricaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi

EnzoF

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giovedì 15 ottobre 2015

il Boleto lurido

Rocca di Papa, settembre 2015; Foto di EnzoF
Ormai sono troppi gli anni "da dimenticare" dal punto di vista micologico, ma la scarsita' della materia prima permette di osservare meglio il poco materiale a disposizione e si fanno delle scoperte interessanti.
Boletus luridus e' il capostipite della sezione Luridi che comprende Boleti a pori rossi e carne virante al blu e prende il  nome dalla parola latina luridus che significa sporco, lurido, per indicare l'aspetto non proprio accattivante del fungo. Cresce nei boschi dei Castelli dall'inizio dell'estate e solitamente e' tra i primi boleti a spuntare con l'inizio del  caldo estivo. Boletus luridus e' considerato un buon commestibile in alcune zone d'Italia, mentre in altre e' considerato malefico e accuratamente evitato, probabilmente per il suo aspetto non proprio invitante.

Esistono molti  Boleti a pori rossi, alcuni velenosi e confondibili tra loro; per questo motivo, se non si ha l’assoluta certezza è meglio astenersi dal consumo del Boletus luridus.



Curiosita'
La presenza del colore rosso al di sotto dei tubuli e' una delle caratteristiche principali di questo boleto, ma esiste un Boleto enigmatico, molto simile a Boletus luridus, con la polpa gialla (e non rossa) sotto i tubuli e molto frequente ai Castelli chiamato Boletus caucasicus ma attualmente e' una specie ancora non ben definita.

Boletus luridus a sx e Boletus caucasicus a dx
 Anche Boletus luridus come molte altre boletacee con l'avvento del molecolare ha cambiato genere e attualmente il nome corretto e':

Current Name:
Suillellus luridus (Schaeff.) Murrill
Position in classification:
Boletaceae, Boletales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi

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