mercoledì 18 novembre 2015
Clavulina cinerea
lunedì 16 novembre 2015
Limacella guttata
venerdì 13 novembre 2015
Linaria vulgaris
lunedì 9 novembre 2015
Pleurotus ostreatus
Nome attuale:
Pleurotus ostreatus (Jacq.) P. Kumm
Sinonimi:
Agaricus ostreatus Jacq Crepidopus
ostreatus ( Jacq. ) Grey
Sistematica
Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Pleurotaceae
Genere Pleurotus
Specie Pleurotus ostreatus
Ogni singolo cappello può raggiungere i 15cm. Inizialmente convesso, ma presto disteso, poi depresso ed infine leggermente imbutiforme; superficie liscia, lucente, di colore grigio scuro in gioventù, brunastro a maturità; orlo sottile ed involuto; lamelle fortemente decorrenti, spesse, di colore biancastro; gambo molto breve, laterale o eccentrico, carnoso, consistente, di colore biancastro; carne tenace, consistente, biancastra con sapore dolciastro ed odore gradevole; cresce in gruppi numerosi in autunno inoltrato e fino alle prime gelate. Non comune ai Castelli Romani. Buon commestibile.
Note: Caratteristico
fungo a forma di conchiglia che può raggiungere dimensioni veramente notevoli. Il gelone è un buon
fungo commestibile che si presta benissimo ad essere coltivato, probabilmente è
il fungo che viene coltivato con maggior successo, sia in ambito domestico che
industriale, si trova sui banchi dei supermercati praticamente tutto l'anno.
Enzo Ferri
Castelli
Romani, novembre 2015
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nebrodendis
Bibliografia:
Polypores of the mediterranean
region – A. Bernicchia & S.P Gorjon - Romar
lunedì 2 novembre 2015
Amanita citrina e ghigliottina!!
Rocca di Papa, ottobre 2015; Foto di EnzoF
Un caso classico della criminologia dell’800 fu quello che portò all’identificazione dell’Amanita citrina....e a far perdere la testa al Sig Girard e consorte.
A Parigi nella seconda meta' dell' 800 un certo sig Girard aveva escogitato un modo semplice per far soldi.Il sig Girard era diventato un ottimo cliente di un certo sig Theo ritenuto un buon conoscitore di funghi, il quale raccoglieva e commercializzava funghi, sia a ghiottoni mangiatori di prelibatezze che a studiosi e scienziati che studiavano i funghi.Il sig Girard aveva pensato bene di sfruttare la situazione per fare soldi facilmente. Individuava persone agiate che avevano scarsi legami familiari o meglio ancora vivevano sole e che avevano una qualche somiglianza fisica e anagrafica con Girard, sua moglie, il fratello di sua moglie e probabilmente altri complici fidati.Rapidamente li avvicinava e ne diventava amico, poi piano piano li introduceva nella sua cerchia familiare e a loro insaputa stipulava una assicurazione sulla vita, naturalmente i beneficiari erano Girard, o sua moglie o suo cognato.A questo punto non restava che invitare a cena i nuovi amici, una bella cena a base di Amanita phalloides che il buon Theo aveva procurato e ....il gioco era fatto, anzi "le jeu et fait" come diceva Girard. Il " gioco " ando' avanti per un bel pezzo e senza intoppi, finchè nell'ultimo caso Girad che era stato assente a causa di un viaggio, si presentò all’assicurazione e scopri con grande disappunto che non c'era stato alcun decesso.L’impiegato dell' assicurazione, insospettito da quella richiesta di denaro per una persona non deceduta e dal fatto che non era la prima volta che il buon Girard si presentava a riscuotere, avvertivi' l' assicurato del tutto ignaro e quindi la polizia.E fu cosi' che il sig Girard, sua moglie e suo cognato furono ghigliottinati per aver avvelenato con i funghi molte persone.Era accaduto che i funghi raccolti nell’ultima occasione e scambiati dal bravo Theo per Amanita phalloides erano esemplari di Amanita citrina, alquanto simile, ma che ancora non era stato classificato e fu necessario attendere fino al 1927 per essere dichiarato ufficialmente “non velenoso”.
| Amanita citrina |
| Amanita phalloides |
mercoledì 28 ottobre 2015
Craterellus cornucopioides
🍄 Craterellus cornucopioides (L.) Pers.
🏷️ Nomi comuni: Trombetta dei morti
✅ Commestibilità: commestibile 🟢
📖 Cappello: sottile, imbutiforme, a forma di tromba; colore grigio‑nero → bruno‑nerastro; superficie rugosa, margine irregolare e ondulato. 🍃 Imenio: superficie esterna del cappello e del gambo, liscia o leggermente rugosa, grigio‑cenere → nerastro. 🦵 Gambo: cavo, concolore al cappello, assottigliato verso la base. 🔪 Carne: sottile, fragile, grigio‑nerastra, odore gradevole, sapore delicato.
🌳 Habitat: boschi di latifoglie, soprattutto quercia e faggio; autunno. Spesso gregario, in grandi gruppi.
📚 Note: commestibile molto apprezzato in cucina per il suo aroma intenso, che si evidenzia soprattutto con l’essiccazione; ridotto in polvere viene utilizzato come il tartufo ed è per questo chiamato anche “tartufo dei poveri”. È conosciuto con i nomi popolari di “trombetta dei morti” e “corno dell’abbondanza”. Non presenta particolari rischi di confusione con specie tossiche grazie alla forma caratteristica, ma grossolanamente può essere confuso con Craterellus cinereus (Pers.) Pers. che si distingue per l’imenoforo a pliche e non liscio.
🌐 Tassonomia
Regno: Fungi Divisione: Basidiomycota Classe: Agaricomycetes Ordine: Cantharellales Famiglia: Cantharellaceae Genere: Craterellus Specie: C. cornucopioides
✍️ Enzo Ferri – I funghi dei Castelli Romani Le schede micologiche contenute in questa opera sono state redatte dall’autore in forma originale; per la loro realizzazione sono stati consultati testi micologici di riferimento.
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Aggiornamento: dicembre 2025
venerdì 23 ottobre 2015
Tutti al mare!
lunedì 19 ottobre 2015
Lycoperdon echinatum
Sinonimi
Lycoperdon gemmatum var. echinatum, Utraria echinata
Fungo tipico delle faggete poco diffuso ai Castelli Romani, ma comunque presente
E' un carpoforo di forma rotondeggiante che puo' arrivare a 5 cm di diametro ricoperto da fitti aculei , che vanno dal giallo al marrone scuro e si staccano abbastanza facilmente nel fungo vecchio.
| Lycoperdon perlatum |
giovedì 15 ottobre 2015
il Boleto lurido
Ormai sono troppi gli anni "da dimenticare" dal punto di vista micologico, ma la scarsita' della materia prima permette di osservare meglio il poco materiale a disposizione e si fanno delle scoperte interessanti.
Boletus luridus e' il capostipite della sezione Luridi che comprende Boleti a pori rossi e carne virante al blu e prende il nome dalla parola latina luridus che significa sporco, lurido, per indicare l'aspetto non proprio accattivante del fungo. Cresce nei boschi dei Castelli dall'inizio dell'estate e solitamente e' tra i primi boleti a spuntare con l'inizio del caldo estivo. Boletus luridus e' considerato un buon commestibile in alcune zone d'Italia, mentre in altre e' considerato malefico e accuratamente evitato, probabilmente per il suo aspetto non proprio invitante.
Esistono molti Boleti a pori rossi, alcuni velenosi e confondibili tra loro; per questo motivo, se non si ha l’assoluta certezza è meglio astenersi dal consumo del Boletus luridus.
| Boletus luridus |
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