Ordine:Russulales
Famiglia:Russulaceae
Genere:Lactarius
Specie:L rugatus
Sinonimi
Lactarius rugatus
Lactarius hygrophoroides var. rugatus
Rocca di Papa;settembre 2013 Foto di EnzoF
Breve descrizione:
🍄 Nome Scientifico: Imperator luteocupreus (Bertéa & Estadès) Assyov et al.
🧬 Sinonimi: Boletus luteocupreus
⭐ Commestibilità: tossico 🔴
📖 Descrizione: cappello: 8–20 cm, carnoso, convesso → piano; colore rosso‑rame → rosso‑arancio, con sfumature giallastre; superficie vellutata, talvolta screpolata. Tubuli gialli, pori arancio‑rossastri, viranti al blu al tocco. Gambo robusto, giallo → rosso‑arancio, con reticolo rosso, più evidente nella parte superiore; vira al blu alla manipolazione. Carne gialla, vira rapidamente al blu all’aria; odore fruttato e sapore acidulo.
🌳 Habitat: boschi di latifoglie, soprattutto Quercus e Castanea; estate–autunno.
📚 Note: specie termofila, caratterizzata dalle grandi dimensioni, dal cappello rosso‑rame e la carne gialla che vira intensamente al blu. La specie più vicina è Imperator rhodopurpureus, che ha caratteristiche simili, ma cappello rosso senza colorazioni ramate.
🌐 Tassonomia
✍️ Enzo Ferri – I funghi dei Castelli Romani
Le schede micologiche contenute in questa opera sono state redatte dall’autore in forma originale; per la loro realizzazione sono stati consultati testi micologici di riferimento.
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| Imperator rhodopurpureus |
Baorangia emileorum (Barbier)
Vizzini, Simonini & Gerlardi
[ =
Boletus
emilei Barbier, Boletus aemilii Barbier ss.
Alessio 1985 ]
Cappello 50 - 150 mm, carnoso, subgloboso,
convesso, infine piano con orlo leggermente eccedente; cuticola asciutta, quasi
vellutata di colore rosso più o meno scuro, imbluente alla manipolazione.
Tubuli e pori tubuli corti, adnati o un po’ decorrenti specie in gioventù, di colore giallo, assumono
toni verde oliva in vecchiaia; pori piccoli e rotondi, poi grandi e irregolari,
da gialli a verde oliva a maturità, virano al blu alla pressione.
Gambo 20 – 60 x 40 – 80 mm, robusto, pieno,
privo di reticolo, di colore giallo specie in alto e sfumato di rosso in basso,
vira al blu-nerastro alla pressione, base appuntita e radicante.
Carne spessa e soda, di colore bianco
giallastro, rosa sotto la cuticola e anche alla base del gambo, vira al blu al
taglio. Odore gradevole, fruttato, sapore mite.
Habitat predilige i boschi termofili di latifoglie,
soprattutto querce e castagno dall’estate all’autunno.
Commestibilità commestibile discreto.
Note bellissimo
fungo caratterizzato dal un colore rosso porpora e dal portamento tozzo e
massiccio, spesso cespitoso. E' molto frequente trovare numerosi esemplari
attaccati alla base del gambo. In
letteratura è descritta come specie abbastanza rara o comunque non ovunque
diffusa. Un po' in tutti i boschi dei Castelli Romani è invece abbastanza comune.
Enzo Ferri
Castelli Romani, settembre 2013
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| Lanmaoa fragrans |
Bibliografia:
Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento
Funghi d’Italia - Zanichelli
Nome Attuale: Fistulina hepatica ( Schaeff. ) With
Sinonimo: Boletus Hepaticus ( Scheff. )
Può raggiungere anche i 20 cm di diametro e 7/8 cm di spessore. La superficie è dapprima ruvida, di consistenza elastica e gommosa e colore aranciato, successivamente diventa gelatinosa ed assume colorazioni rosso sangue; l’imenoforo è formato da tubuli piuttosto corti di colore rosato, i pori sono concolori che tendono ad imbrunire invecchiando; il gambo è laterale, tozzo e verrucoso, generalmente è ben infisso nel tronco ospitante; la carne è spessa e fibrosa, alla sezione sembra un taglio di un bel prosciutto; di colore biancastro, poi ocraceo, con venature più chiare, al taglio fuoriescono gocce di liquido rosso; l’odore è gradevole e il sapore è dolciastro/acidulo. Buon commestibile, si può mangiare anche crudo in insalata, oppure saltato in padella, ma in questo modo perde gran parte della vitamina C di cui è ricchissimo. Cresce ai Castelli Romani dalla fine dell’estate su vecchi tronchi di latifoglie. Conosciuto con il nome dialettale di Lingua di bue. Il tronco parassitato da Fistulina hepatica assume delle tipiche decorazioni e sfumature artistiche ed è molto ricercato in falegnameria.
Castelli
Romani, ottobre 2016
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| Flammulina velutipes |
Bibliografia:
Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento
Indice Schede Micologiche – Archivio Generale AMINT
Nome attuale:
Polyporus corylinus Mauri
Sinonimi:
Melanopus tunetanus Pat.
Polyporus
tunetanus (Pat.)
Sistematica
Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Polyporales
Famiglia Polyporaceae
Genere Polyporus
Specie Polyporus corylinus
Cappello diametro di circa di 5 cm di colore
bianco crema, convesso/appiattito, appena imbutiforme negli adulti quando le
tipiche squame tendono a prendere un caratteristico colore giallo/ocra; il
margine del cappello, involuto e lievemente eccedente nei giovani soggetti,
diventa poi ondulato ed irregolare.
Imenoforo formato da
corti tubuli di color crema; i pori di colore bianco sono inizialmente molto
piccoli e leggermente angolosi, poi sempre più allungati, irregolari e grandi,
molto decorrenti sul gambo.
Gambo bianco
crema, concolore al cappello, robusto e fibroso; cilindrico, più lungo del
diametro del cappello, tale da conferire allo sporoforo un portamento
slanciato, l'aspetto è simile ad un grosso chiodo.
Carne bianca,
abbastanza tenera, più fibrosa nel gambo, soprattutto nella parte bassa;
l'odore è particolare, dolciastro, gradevole. In vecchiaia, quando ormai il
colore ha perso gran parte del bianco candido diventa coriaceo e legnoso.
Habitat cresce nei periodi più caldi dell’anno esclusivamente su ceppaie di Corylus avellana.
Commestibilità ottimo commestibile, ricercato e pregiato, ma deve essere
consumato quando ancora ha colorazioni biancastre, poi diventa duro e coriaceo.
Note un fungo antico e quasi
dimenticato, amante del caldo e che generalmente necessita di uno shock termico
per crescere, ma in condizione di caldo intenso si può rinvenire allo stato
naturale anche se è rarissimo. Sembra che le prime osservazioni di questo fungo
siano state casuali, cresceva infatti sui ceppi bruciati dove si facevano le
carbonaie. Molto apprezzato e consumato in tutti i mercati di Roma. La sua
tipica zona di crescita è nei boschi di Rocca di Papa ai Castelli Romani, ci
sono documentazioni scritte già a partire dal 1791 da parte di Ernesto Mauri.
Si distingue dagli altri Polyporus per le colorazioni bianche, per l’habitat
esclusivo di crescita e per il periodo di fruttificazione dopo incendi o in
periodi molto caldi.
Ecco come lo descriveva nel 1834 il Prof Domenico Viviani. ( eBOOK by Google )
Un estratto dal
libro: I FUNGHI D'ITALIA e principalmente le loro specie mangereccie,
velenose, o sospette descritte ed illustrate con tavole disegnate.
Polyporus corylinus. Mauri
P. gregarius, pileo primum hemishazrico , sensim explanato lavi 3
utrinque albido, subtus tumcscente, porris subquadrangulis, ore tenui integro?
panlo decurrentibus: stipite cilindrico candido fardo, in pileum effuso. Tavola
I. Sfogatello Del Nocchio in Roma, e suoi dintorni.
Nasce a torme sopra i vecchi e logori ceppi del Nocciuolo ( Corylus avellana
), talvolta del Castagno, o delle Quercie, stati prima, o per accidente, o a
bella posta leggermente abbrostoliti. Il suo gambo di due circa centimetri in lunghezza,
sopra uno di grossezza, non eccede il diametro del cappello. È nudo affatto,
cilindrico, alquanto incurvato, bianco liscio fermo e solido: in alto si dilata
e si sfalda nel cappello: la sua carne è tenace e bianca di neve. Nascente, il
suo cappello tondeggia e abbraccia il gambo, a superficie papillosa: crescendo
tanto si va spianando, che alquanto s'infossa nel mezzo: la sua superficie
divien liscia, e a tempo secco si screpola in giro, il suo colore uniforme
sopra e sotto, dal bianco slavato passa al bianco di calce, che a età avvanzata
verso il centro si sfuma di colore d' ocra. Sotto è tutto bucherato di pori, di
forma pressochè quadrangolare, mediocri in larghezza, e in profondità, se si
ragguagliano al volume del fungo, a labbra tenui e intere, che verso il margine
vanno via via rimpiccolendo, e verso il gambo più si slungano, più divengono
superficiali, tanto che appariscono a foggia di solchi sulla parte superiore di
esso. La sua carne è di un bianco di neve, tenera in gioventù, alquanto coriacea
in vecchiaja. Grato all'odore, è di un sapore sopra ogni altro fungo
squisito. Spetta alla Tribu' de' Mesopoti di Fries.
Osserv. Nelle selve de' colli di Albano e di Frascati, e più ancora di
Rocca di Papa, non lungi da Roma.
Questa descrizione testimonia l'importanza che questo prelibato fungo ha avuto nel corso di secoli...ormai trattasi di un fungo rarissimo e quasi dimenticato
Enzo Ferri
Castelli
Romani, agosto 2013
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| Polyporus alveolaris |
| il fungo fantasma |
Bibliografia:
Polypores of the
mediterranean region – A. Bernicchia & S.P Gorjon - Romar
Indice Schede Micologiche – Archivio Generale AMINT
Aggiornamento, maggio 2021
Nome
attuale:
Suillellus luridus (Schaeff.) Murril
Sinonimi:
Boletus luridus Schaeff.
Sistematica
Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Boletales
Famiglia Boletaceae
Genere Suillellus
Cappello 80 – 180 (200) mm, carnoso, inizialmente emisferico,
poi convesso ed infine spianato; orlo regolare, appena ondulato a maturità;
cuticola feltrata e vellutata nel giovane, poi liscia, con colorazioni molto
variabili, da verdastre a bruno chiaro, anche con componenti gialle.
Tubuli e Pori tubuli giallastri, un po’ depressi al gambo, immediatamente
blu al taglio; pori aranciati, giallo-arancio, fino a rosso mattone,
velocemente viranti al blu.
Gambo 30-50 x 70-1500, slanciato, cilindrico, a volte
flessuoso, con base appena radicante, di colore giallo-arancio, rosso porpora o
rosso barbabietola nella parte bassa, con evidente e tipico reticolo a maglie
allungate più marcato nella parte alta, di colore rosso scuro, imbluente al
tocco e alla manipolazione.
Carne soda e compatta nel giovane, presto molle specialmente nel
cappello, di colore giallino, rosso barbabietola alla base del gambo, virante
velocemente al blu, con odore fruttato e sapore dolciastro.
Habitat cresce nei boschi di latifoglie e conifere, in zone
aperte, abbastanza comune e diffuso.
Commestibilità buon commestibile, ma da consumere ben cotto.
Note capostipite della vecchia sezione Luridi del genere Boletus tutti con pori arancio-rossi e carne virante al blu. Riconoscibile per il tipico reticolo a maglie allungate. Fungo molto variabile per colorazioni del cappello e per dimensioni, tanto che sono descritte in letteratura molte forme e varietà. Recentemente con la diffusione del molecolare ( DNA ) una ex forma di Boletus luridus , è stata elevata a nuova specie, accettata a livello internazionale e chiamata Suillellus mendax che è decisamente più comune e diffusa nei boschi dei Castelli Romani.
| Tipico reticolo a maglie allungate |
Castelli
Romani, giugno 2013
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Suillellus mendax
| Suillellus mendax |
Bibliografia:
Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - Consiglio G., Papetti C., Simonini G. - AMB
Trento
Fungi Europaei vol. 2 - Boletus sl -
JA Munoz
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M., Vizzini A., Zotti M. (Zanichelli)
Indice Schede Micologiche – Archivio Generale AMINT
Aggiornamento,
giugno 2023