lunedì 26 giugno 2023

Polyporus arcularius

Nome attuale:

Polyporus arcularius (Batsch) Fr.

 

Sinonimi: 

Lentinus arcularius (Batsch) Zmitr.

 

Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Polyporales
Famiglia Polyporaceae

Genere Polyporus 

Specie Polyporus arcularius 


Cappello fino a 60mm. Inizialmente convesso, ma presto disteso, spesso ombelicato, con margine finemente peloso, involuto e irregolare, ondulato; superficie squamosa, opaca, di colore ocra-bruno più scura al centro e schiarente a maturità; imenoforo a tubuli e pori; pori ampi, poligonali e allungati, appena decorrenti, di colore biancastro; gambo decorato, eccentrico, cilindrico, con evidenti punteggiature subconcolori al cappello; carne tenace, consistente, biancastra con sapore dolciastro e odore nullo; cresce in gruppi più o meno numerosi, su tronchi o rami di latifoglie, preferibilmente in tarda primavera o estate, comune ai Castelli Romani. Non commestibile.

Note: Facilmente riconoscibile da altri Polyporus simili per i pori decisamente più grandi. P. squamosus ha dimensioni più imponenti, P. tuberaster e P alveolaris hanno colorazioni diverse.





Enzo Ferri



Castelli Romani, aprile 2018

 

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Lentinus substrictus

Lentinus substrictus


 

 

 


Bibliografia:

Polypores of the mediterranean region – A. Bernicchia & S.P Gorjon - Romar

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento

 

 


giovedì 22 giugno 2023

Suillellus mendax

Nome attuale:

Suillellus mendax (Simonini & Vizzini) Vizzini, Simonini e Gelardi

Sinonimi:

Boletus mendax Simonini & Vizzini

 

Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Boletales
Famiglia Boletaceae

Genere Suillellus 

Specie Suillellus mendax   


Cappello fino a 120 mm, convesso, convesso appianato; la cuticola è asciutta, quasi vellutata di colore bruno chiaro, bruno rossiccio; i tubuli sono lunghi e i pori piuttosto piccoli; di colore arancio-rossiccio viranti al blu al tocco; gambo cilindrico o appena allargato alla base, subconcolore al cappello, con evidente reticolo a maglie allungate più presente nella parte alta del gambo, in basso invece spesso si vede una fine punteggiatura rossa; la carne è giallina, arrossante verso la base con odore gradevole.

Commestibilità non accertata, ma presumibilmente commestibile dopo una adeguata cottura.

Molto presente nei boschi di latifoglia dei Castelli Romani.

Note: molto simile a Suillellus luridus del quale era una forma fino a pochi anni fa. Le differenze più evidenti sono le dimensioni più ridotte, i pori più rossi e il reticolo evidente solo nella parte alta del gambo, inoltre Suillellus mendax ha carne sotto imeniale gialla ( rossa in Suillellus luridus ) anche Suillellus queletii somiglia molto, ma il gambo è assolutamente privo di reticolo.





Enzo Ferri

 

Castelli Romani, settembre 2022

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Suillellus luridus

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Bibliografia:

Descrizione basta esclusivamente sulle mie raccolte, non ho bibliografia

lunedì 19 giugno 2023

Russula aurea

Nome attuale:

Russula aurea Pers.

 

Sinonimi:

Russula aurata ( Whit.)Fr.

 

Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Russulales
Famiglia Russulaceae

Genere Russula  

Specie Russula aurea

 

Nome italiano:
Colombina dotata 

Dal latino "aureus"per il suo colore dorato

Cappello 50 – 80 ( 110 ) mm. Emisferico, poi convesso ed infine spianato, leggermente depresso solo a maturità, con una discreta consistenza solo in gioventù, via sempre più fragile; cuticola brillante di colore rosso, arancio vivo, ma spesso con estese zone gialle, o completamente gialla.

Lamelle fitte, sottili, molto fragili, piuttosto larghe, con filo lamellare tipicamente giallo.

Gambo 11 – 30 x 80 mm, cilindrico, sodo solo in gioventù, rugoso, biancastro, con sfumature gialle più vistose verso la base

Carne presto fragile, con sapore gradevole e odore non distintivo.

Habitat ubiquitaria, molto diffusa in tutti i boschi. Ai Castelli Romani cresce da inizio estate fino all’autunno.

Commestibilità ottimo commestibile, una delle migliori Russule in assoluto, con carne molto gustosa, ma molto fragile.

Note semplice da riconoscere quando si presenta con le caratteristiche colorazioni giallo-rosse e con il filo lamellare giallo vivo e la sfumatura gialla alla base del gambo.




Enzo Ferri

 

Castelli Romani, giugno 2023

 

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Russula graveolens


 

 



Bibliografia:

Monografia illustrata del Genere Russula in Europa - Mauro Sarnari –– AMB Trento

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - Consiglio G., Papetti C., Simonini G. - AMB Trento

Funghi d’Italia - Boccardo F., Traverso M., Vizzini A., Zotti M. (Zanichelli)


mercoledì 7 giugno 2023

Dumontinia tuberosa

Nome attuale:

Dumontinia tuberosa (Bull.) LM Kohn

 

Sinonimi:

Peziza tuberosa Bull.

Sclerotinia tuberosa (Hedw.) Fuckel.


Sistematica:

Regno Fungi 

Divisione Ascomycota


Ascomicete primaverile di dimensioni medio-piccole, fino a 5 cm di diametro. Inizialmente a forma di coppa che con la crescita tende a spianare; la superficie esterna è ricoperta da una pruina biancastra, mentre l’imenio è liscio e tendenzialmente più chiaro. Ha un gambo ( stipite ) concolore, profondamente interrato, che può raggiungere i 10 cm di lunghezza con alla base uno sclerozio molto evidente di colore scuro. La carne è elastica e tenace specialmente nel gambo, con odore leggermente terroso e sapore nullo.Cresce alla fine dell’inverno, gregario in numerosi esemplari, in contemporanea a specie floreali appartenenti al genere Anemone di cui parassita le radici. Preferenzialmente in associazione con Anemonoides nemorosama anche con Anemone apennina e più di rado con Anemonoides ranuncoloides, in zone umide e ombrose. Abbastanza diffuso ai Castelli Romani. 

Note: somiglia a molti Ascomiceti tipicamente primaverili, ma le dimensioni, uno sclerozio difficile da estrarre ma piuttosto evidente e soprattutto la particolare crescita in associazione degli Anemoni ne agevolano il riconoscimento. 




Enzo Ferri

 

Castelli Romani, aprile 2023


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Bibliografia:

Atlante fotografico degli Ascomiceti d’Italia - AMB Trento

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Funghi d’Italia – Zanichelli

martedì 2 maggio 2023

Lentinus substrictus

Nome attuale: 
Lentinus substrictus (Bolton) Zmitr. & Kovalenko 
Sinonimi:
Polyporus ciliatus Fr.

Sistematica: 

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Polyporales
Famiglia Polyporaceae 
Genere Lentinus
Specie Lentinus substrictus                                  



Cappello 40-70 ( 100 )mm. Inizialmente convesso, ma presto disteso, spianato, a maturità leggermente depresso al centro, con margine appena villoso; superficie appena squamosa, con zone più scure, di colore brunastro, ingiallente a maturità; imenoforo composto da tubuli corti, appena decorrenti, pori rotondi e finissimi, regolari; gambo lievemente eccentrico, cilindrico, robusto e tenace, lungo, decorato da bande concolori al cappello; carne spessa, consistente e coriacea sia nel cappello che nel gambo, odore leggero, gradvole e sapore non significativo; cresce in piccoli su tronchi di latifoglie, preferibilmente Alnus e Fraxinus, più di rado su Quercus e Castanea sativa, dalla tarda primavera all’estate, non comune ai Castelli Romani. Non commestibile.

Note: Si riconosce per i pori minutissimi e il gambo tigrato, anche Lentinus arcularius ha il margine villoso ma i pori sono decisamente più ampi ed è molto più comune. 




Enzo Ferri




Castelli Romani, aprile 2023



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Lentinus arcularius

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Bibliografia:

Polypores of the mediterranean region – A. Bernicchia & S.P Gorjon - Romar

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento 





lunedì 11 luglio 2022

Cantarellus alborufescens

Nome attuale: 

Cantharellus alborufescens (Malençon) Papetti & S. Alberti


Sinonimi: 

Cantharellus lilacinopruinatus Hermitte, Eyssart. & Poumarat


Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Cantharellales
Famiglia Hydnaceae

Genere Cantharellus

Specie Cantharellus alborufescens 


Uno dei tanti “Galletti” o “ Gallinacci ”

Descrizione il cappello raggiunge i 10 cm di diametro, sodo e carnoso, presto depresso; margine ondulato e sottile, lobato, sinuoso; cuticola liscia, opaca, igrofana, con colorazioni che vanno dal giallo sbiadito, quasi biancastro, al giallo scuro, quasi ocraceo, superficie spesso ricoperta da una fine pruina lilacina molto evidente; imenoforo a pliche decorrenti, anastomosate, di colore giallino pallido viranti al rosso al tocco; gambo liscio, cilindrico, concolore, rosso ruggine alla manipolazione; carne soda, chiara, arrossante al tocco, con odore leggero e sapore gradevole.

Habitat cresce nei boschi termofili di latifoglia, con preferenza per la quercia da inizio estate, comune ai Castelli Romani.

Commestibilità ottimo commestibile come tutti i Cantharellus.

Note specie di taglia media, da giovane con colorazioni pallide, più scuro a maturità, con evidente pruina liacina/rosata, la specie più vicina è Cantharellus ferruginascens che arrossa anch’esso al tocco, ma ha colorazioni più scure con riflessi oliva e portamento più esile e slanciato. Cantharellus amethysteus ha la cuticola ricoperta di squame lilla, e non liscia, e solitamente ama ambienti più freschi.



Enzo Ferri

 

Castelli Romani, settembre 2021

 

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