lunedì 6 gennaio 2014

Tubaria furfuracea (Pers.) Gillet

Tubaria furfuracea (Pers.) Gillet 
Ordine Agaricales
Famiglia Inocybaceae
Genere Tubaria
Specie T furfuracea
Sinonimi:

Agaricus furfuraceus.
Tubaria hiemalis.
Dal latino Hiemis-invernale.
Rocca di Papa,gennaio 2014; foto di EnzoF


Piccolo funghetto che cresce in pieno inverno e sino all'inizio della primavera,apparentemente terricolo,ma in realta' su rametti interrati,nelle radure boschive o piu' frequentemente nei boschi oggetto di taglio;quasi mai singolo,ma in file o cerchi anche numerosi.

Breve descrizione:
 
Cappello: Sino a 4 cm,da convesso a campanulato,spianato a maturita,con margine striato per trasparenza;cuticola liscia fortemente igrofana,piu brillante con tempo umido di colore bruno-rossastro,piu' chiara,quasi biancastra con tempo secco.


Lamelle: Larghe e spesse,con numerose lamellule,leggermente decorrenti di colore ocra -salmone,filo ondulato.
Gambo:Lungo,esile,cilindrico,di colore bruno salmone con fibrille chiare;base leggermente ingrossata e rivestita da "peluria"biancastra.
Carne:Fragile e acquosa con odore e sapore debole fungino.
 
Osservazioni:Cappello fortemente igrofano e molto striato,gambo fragile,lungo e vuoto che si spezza facilmente,colore ocraceo e crescita invernale aiutano molto nel riconoscimento.
 

Tubaria furfuracea (Pers.) Gillet.


Position in classification:
Tubariaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi 


EnzoF 
 

 

sabato 4 gennaio 2014

Le Fiammelle dei Boschi: Flammulina velutipes




Le Fiammelle dei Boschi: Flammulina velutipes (Curtis) Singer

🍄 La magia che resiste al gelo

Quando il bosco si addormenta sotto la coltre di freddo e nebbia, e i cercatori di funghi appendono i cesti al chiodo, ecco che accade un piccolo miracolo. Spunta il fungo che sfida l’inverno: Flammulina velutipes.

Popolarmente chiamato Fiammella dei Boschi per il suo colore arancio brillante, non solo cresce quando gli altri si ritirano, ma ha bisogno proprio del gelo per svilupparsi al meglio. È la prova che la natura ama sorprendere, anche nei mesi più rigidi.

🌲 Il prezioso “Enokitake”

Non avrà la fama del Porcino, ma la Flammulina è un gioiello di semplicità. Se avete assaggiato l’Enokitake – il fungo bianco e sottile della cucina asiatica – sappiate che è la sua versione coltivata. In natura, invece, si presenta come un’esplosione di contrasti:

Il cappello: piccole calotte lucide, giallo-arancio, che brillano come fiammelle sul legno scuro e tra le foglie marce.

Il gambo: sottile, rivestito da un fitto pelo scuro e vellutato (da cui velutipes, “piede vellutato”), coriaceo e non commestibile, ma inconfondibile.

🍽️ Un sapore delicato, perfetto per l’inverno

Non lasciatevi ingannare dalle dimensioni! Il cappello della Flammulina è un ottimo commestibile: consistenza soda, gusto delicato, ideale per minestre, risotti e piatti invernali. Cresce sul legno morto, soprattutto di olmi e pioppi, ricordandoci una regola d’oro: la caccia ai funghi non finisce mai, basta aspettare il freddo giusto. E se arriva la neve, ancora meglio: la Fiammella illumina il bosco come un piccolo fuoco naturale.

🌿 Curiosità locali

A Rocca di Papa è conosciuto come “Fungo di scopia”, perché cresce sulla ginestra selvatica (Cytisus spp.). Un nome che racconta il legame profondo tra il fungo e il territorio, e che aggiunge un tocco di folklore alla sua storia.

❄️La Flammulina velutipes è il simbolo della resistenza: un fungo che non teme il gelo, che porta colore e sapore quando tutto sembra fermarsi. Una vera fiammella d’inverno, pronta a scaldare boschi e cucine.


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Flammiluna velutipes






 Enzo Ferri


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Aggiornamento: gennaio 2026



 



giovedì 2 gennaio 2014

Auricularia auricula-judae (Bull.) Quél.

Nome attuale:

Auricularia auricula-judae (Bull.) Quél.

 

Breve descrizione:

Sporoforo sessile ( privo di gambo) da giovane a forma di coppetta molto regolare, poi a forma di conchiglia che può raggiungere i 10 cm di larghezza; esternamente di colore brunastro con superficie pruinosa, liscia invece nella parte interna che solitamente ha colorazioni più chiare ed è percorsa da venature simili al padiglione di un orecchio, il margine è arrotondato, spesso ondulato e irregolare; la carne ha aspetto gelatinoso, senza odore e sapore dolciastro. Cresce su legno degradato di svariate latifoglie con preferenza per il sambuco, in quasi tutti i periodi dell’anno nei periodi molto piovosi o in zone umide.

Praticamente sconosciuto o ignorato nei paesi occidentali è invece particolarmente gradito e consumato nei paesi orientali, dove è intensamente coltivato per far fronte alla grande richiesta del mercato alimentare.

Conosciuto con il nome popolare di “ Orecchio di Giuda ” è considerato un fungo commestibile, ma se consumato troppo spesso o in quantità è sospettato di provocare la Sindrome di Szechwan che si manifesta con emorragie sia interne che esterne più o meno gravi.



Enzo Ferri

 

Castelli Romani, novembre 2016

 

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Aurucularia mesenterica


 

 



Bibliografia:

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento

Funghi d’Italia - Zanichelli


martedì 24 dicembre 2013

Arriva la Cometa

Rocca di Papa:dicembre 2013 foto di EnzoF

Come tradizione,nel periodo natalizio, sull'antica fortezza di Rocca di Papa a 750 mt slm viene installata una bella Cometa.

La cometa di buone dimensioni,grazie alla posizione dominante della fortezza è visibile a molti km di distanza,fino dalla parte sud di Roma .







Auguro a tutti i visitatori del blog

Tanti e sinceri
 Auguri di Buon Natale

e un Sereno e Tranquillo 2014

EnzoF

lunedì 23 dicembre 2013

Il Natalino (Infundibulicybe geotropa)


🍄Il Natalino (Infundibulicybe geotropa)

🌨️ Il Fungo che ama la pioggia

Dicembre. I cercatori più distratti hanno già appeso il cesto al chiodo, convinti che la stagione sia finita. Grave errore! Eppure, tra le foglie umide, la brina mattutina e il silenzio dell’inverno, spunta lui: l'Infundibulicybe geotropa, il fungo che non si arrende al freddo. Lo chiamano in mille modi, e ogni nome racconta una storia: Fungo di San Martino per la sua comparsa intorno all'11 novembre, Cimballo, Ordinale o Calice.

Nelle zone del Lazio, l'appellativo più affettuoso è "Natalino", perché la sua raccolta coincide spesso con l'accendersi delle luci delle feste. Questo tardivo capolavoro del bosco ci ricorda che la natura non va mai davvero in vacanza.

🎄 Un regalo inatteso e prezioso

Il bello del Natalino è proprio la sua tempistica. Compare con il primo vero freddo, quando la speranza dei cercatori è svanita, trasformandosi in un pacchetto sotto l’albero: un dono inatteso che ripaga la tenacia di chi ama i sentieri anche d’inverno. Questa sua crescita tardiva lo ha reso per tradizione un "fungo della fortuna", perché prolungava la gioia della raccolta. Non è solo un fungo, ma un vero e proprio simbolo di resistenza.

E non cercatelo mai da solo! L'Infundibulicybe geotropa è celebre per formare i grandi “Cerchi delle Streghe” o lunghe "File" quasi fosse stato piantato a regola d'arte. Trovato il primo esemplare, siete quasi certi di riempire il cesto.

👃 Un profumo che non si dimentica, un sapore sublime

È un fungo che non passa inosservato. Il suo odore intenso e aromatico, con note caratteristiche di mandorla amara, è quasi "invadente". Alcuni lo amano, altri lo trovano troppo particolare, ma di certo non lascia indifferenti. Questo aroma non è solo una curiosità olfattiva, ma la chiave del suo successo in cucina, elevandolo a protagonista indiscusso.

🍽️ Il "Tartufo" dei piatti invernali

Per il suo profumo potente, il Natalino è stato elevato a un rango altissimo in molte tradizioni regionali. Non è un "riempitivo", ma un ingrediente da usare con parsimonia, tanto che il celebre micologo Giacomo Bresadola suggeriva di utilizzarlo "anche alla maniera dei tartufi, servendosene come di questi per condimento". Questa è la scelta rustica d'eccellenza: il Natalino è il fulcro dei piatti invernali, cucinato in umido o per arricchire la polenta, un concentrato di sapore che riscalda le fredde sere di dicembre.

Un messaggio di fine stagione

Il Natalino è il simbolo di un messaggio semplice, ma fondamentale: la natura non smette mai di sorprenderci. Anche quando pensiamo che tutto sia finito, c’è sempre qualcosa che nasce, cresce e ci invita a guardare meglio. Il Natalino è un fungo che racconta una storia, una storia di resistenza, di tradizioni culinarie ricercate e di piccoli piaceri che rendono l’inverno meno grigio.


➡️ Vedi la scheda tecnica

Infundibulicybe geotropa






 Enzo Ferri

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Aggiornamento: dicembre 2025








domenica 15 dicembre 2013

Astraeus hygrometricus (Pers.) Morgan

Il Fungo che cammina
Ordine: Boletales
Famiglia: Diplocystaceae
Genere: Astraeus
Specie: A Hygrometricus
Sinonimi:Astraeus stellatus
Geastrum hygrometricum
Geastrum stellatum
Lycoperdon stellatus

Rocca di Papa,dicembre 2013; foto di EnzoF
Nei boschi dei Castelli nel periodo invernale si trovano curiosi funghi a forma di stella,quelli appartenenti al genere Geastrum,ma anche L'Astraeus hygrometricus ha la forma molto simile.E' un fungo non commestibile,ma non passa di certo inosservato per la sua bellezza.



Breve descrizione:
Questo fungo si riconosce per avere i "bracci" (lacinie) areolati,quasi squamati e non lisci come nelle specie simili appartenenti al genere Geastrum.Genere al quale in passato era incluso.L'intero fungo arriva a circa 8 cm di diametro.Somiglia ad una stella con sopra una testa (Endoperidio) e tanti bracci,fino a 10 (Esoperidio).A maturita' nella "testa" si forma un buco che serve alla dispersione delle spore.



Curiosita':
Gia' il nome Astraeus hygrometricus rivela le caratteristiche di questo simpatico fungo che a maturita' prende una forma stellata ed è un misuratore dell'umidita',una sorta di igrometro naturale;con il tempo umido le lacinie si aprono,mentre con il secco si richiudono a protezione dell'endoperidio e capita,specie nei terreni in pendenza che si possa spostare,da qui il Fungo che cammina.

Astraeus hygrometricus (Pers.) Morgan



EnzoF


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Geastrum fimbriatum


 

 

giovedì 12 dicembre 2013

Craterellus undulatus

Nome attuale:

Craterellus undulatus (Pers) E Campo & Papetti

 

Sinonimi: 

Pseudocraterellus undulatus (Pers.) Rauschert 

Pseudocraterellus sinuosus (Fr.) Corner 

Cantharellus undulatus (Pers)

Craterellus undulatus (Pers) Redeuilh.

 

Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Cantharellales
Famiglia Cantharellaceae

Genere Craterellus

Specie Craterellus undulatus

Il diametro del cappello può raggiungere i 4 cm. Ombelicato, poi disteso e imbutiforme, in vecchiaia revoluto; superficie ondulata e rugosa, di colore grigio, grigio-brunastro<, orlo ondulato e sottile; imenoforo rugoso, corrugato con pliche anostomizzate, ma poco formate, non troppo visibili, addirittura quasi assenti in alcune zone, decorrenti sul gambo e di colore grigio-beige; gambo irregolare, attenuato alla base , corrugato, liscio e cavo, di colore grigiastro; carne esigua, ma consistente, con odore leggero, fruttato e gradevole e sapore dolciastro. Ottimo commestibile. Cresce da fine estate e per tutto l’autunno sotto latifoglie, non molto comune, ma presente ai Castelli Romani.

Note: Cresce nei boschi dei Castelli dalla fine dell'estate e per tutto l'autunno, piccolo e profumato, quasi invisibile, ama crescere intorno alle ceppaie, ma comunque sulla terra nuda, da non confondere con Cantharellus cinereus più scuro e con pliche più evidenti.




Enzo Ferri

 

Castelli Romani, novembre 2013

 

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Cantherellus cinereus

Cantharellus cinereus


 

 



Bibliografia:

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento

Funghi d’Italia – Zanichelli

 

Aggiornamento, aprile 2022

martedì 10 dicembre 2013

Geastrum fimbriatum Fr.

La stella terrestre.
Ordine: Phallales
Famiglia: Geastraceae
Genere: Geastrum
Specie: G fimbriatum

Sinonimi:
Geastrum rufescens
Geastrum rufescens var. minor
Geastrum sessile
Lycoperdon sessile
Geastrum tunicatum
Dal greco = terra e aster stella,per la sua forma.
Rocca di Papa,dicembre 2013; foto di EnzoF
Bello e strano fungo che abbellisce il suolo dei boschi autunnali:La stella terrestre.



Breve descrizione:
E' un fungo semi-ipogeo (nasce interrato nelle prime fasi dello sviluppo),inizialmente di forma globosa,poi l'esoperiodo si apre in lacinie generalmente in numero variabile da 5 a 9.




Curiosita':
Predilige il clima fresco e le quote elevate e non è raro trovare esemplari ghiacciati,quando la prima botta di freddo arriva all'improvviso.
Esemplari completamente ghiacciati.
 
Geastrum fimbriatum Fr

EnzoF 
 
 




giovedì 5 dicembre 2013

Gymnopus brassicolens (Romagn.) Antonín & Noordel

Ordine: Agaricales
Famiglia: Marasmiaceae
Genere: Gymnopus
Specie:G brassicolens
Sinonimi:
Micromphale brassicolens,Marasmius brassicolens,Collybia brassicolens
Rocca di Papa;novembre 2013 foto di EnzoF
In autunno anche inoltrato dopo abbondandi piogge,tra gli aghi delle poche conifere presenti ai Castelli,a gruppi,spesso cespitoso.

Breve descrizione:
Cappello: Sino a 5 cm; prima convesso poi piano; cuticola brillante, igrofana; colore bruno-rossastro più scuro al centro,man mano arancio-giallastra al margine che si presenta irregolare, con vistose striature.
Lamelle: Smarginate;non molto fitte,quasi libere,biancastre, tendendi ad assumere toni rosati con l'eta'.
Gambo: sottile, slanciato, a volte quasi doppio, vellutato, chiaro all'apice e sempre piu' scuro in basso sino a nero.
Carne: sottile biancastra; odore e sapore sgradevoli.


Gymnopus brassicolens (Romagn.) Antonín & Noordel 
Position in classification:
Omphalotaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi

Curiosita':
La superficie pileica fortemente igrofana,lucente,viscosa e brillante con tempo umido;piu' chiara e con colori sbiaditi con tempo secco.Odore caratterististico e sgradevole di cavolo marcio o forse di verdure marce a evidenziare l'importanza degli odori nello studio dei funghi.Molto simile è il Gymnopus foetidum,che pero' è lignicolo e di dimensioni minori,ma l'odore è altrettanto schifoso.
Qualche somiglianza anche con Flammulina velutipes,specie lignicola,anch'essa con odore caratteristico,ma meno sgradevole


EnzoF

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.
 

domenica 1 dicembre 2013

Cantharellus cinereus

Nome attuale:

Cantharellus cinereus Pers.

 

Sinonimi: 

Craterellus cinereus Pers.

 

Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Cantharellales
Famiglia Hydnaceae

Genere Cantharellus

Specie Cantharellus cinereus


Dal latino cantharus- coppa, cinereus- per il suo colore simile alla cenere. 

Cappello fino a 6 cm di diametro, convesso, poi imbutiforme, tipicamente ombelicato, margine frastagliato ed irregolare, di colore grigio/nerastro, più scuro a tempo umido; le lamelle non sono vere lamelle, ma costolature o pseudolamelle, fortemente anastomizzate, di colore grigio cenere; gambo ricurvo e scanalato, di colore grigiastro, pieno, tenace e fibroso; carne elastica, con odore gradevole, fruttato e sapore buono.

Habitat cresce in autunno nei boschi di latifoglie, con preferenza per i castagneti, ben presente ai Castelli Romani, ma piuttosto raro. 

Commestibilità ottimo commestibile, la sua carne saporita e consistente lo rende adatto ad una prolungata cottura al pari delle più diffuse “Trombette”. Adatto anche all'essicazione, può essere polverizzato ed usato per aromatizzare i cibi.

Note la specie più vicina è Craterellus cornucopioides ( le Trombette dei morti ) dal quale si differenzia per il gambo pieno, cavo in Craterellus cornucopioides, e soprattutto per l’imenoforo a pieghe o pseudolamelle, tipico delle Cantarellaceae, imenoforo che è liscio o appena grinzoso nelle Trombette. Pseudocraterellus undulatus è un’altra specie confondibile, ma ha dimensioni minute e colorazioni più chiare. Faerberia carbonaria in passato chiamata Cantharellus carbonarius è molto simile, ma cresce esclusivamente su terreni bruciati, non necessariamente di recente e il suo imenoforo è formato da vere lamelle.





Enzo Ferri

 

Castelli Romani, novembre 2013

 

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Bibliografia:

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento

Funghi d’Italia – Zanichelli

 

Aggiornamento, giugno 2022