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giovedì 7 gennaio 2016

L’ Orecchione il signore silenzioso del tardo autunno (Pleurotus ostreatus)




L'Orecchione: Il signore silenzioso del tardo autunno (Pleurotus ostreatus (Jacq.)P.Kumm)

Dicembre. L’autunno ha ormai ceduto il passo all’inverno, e i boschi dei Castelli Romani si fanno freddi, quieti, vuoti. I cercatori se ne vanno, convinti che la stagione sia finita. I simbionti sono spariti, i lignicoli arrancano dopo notti sottozero e una siccità novembrina che ha prosciugato anche le ultime speranze. Eppure… basta qualche giornata di sole, tiepida quel tanto che basta, per rimettere in moto la vita. Il bosco non è mai davvero vuoto: bisogna solo saper aspettare.

È in questo momento che torna lui: l’Orecchione, il Pleurotus ostreatus. Non è un fungo comune da queste parti, ma quando decide di comparire, lo fa sempre nello stesso punto, fedele come un vecchio amico. Su quella quercia che ormai chiamo “la quercia magica”, perché ogni anno, contro ogni previsione, riesce a regalarmi una nuova fioritura.

🌿 Un fungo antico, tra leggende e medicina

L’Orecchione è conosciuto fin dall’antichità. Una leggenda orientale racconta che in Cina fosse chiamato “fungo dei fiori celestiali”, un nome che già da solo basterebbe a descriverne l’eleganza.

Nella micoterapia moderna è una presenza costante: si parla di proprietà antitumorali, antidiabetiche, ipocolesterolemizzanti e di mille altri benefici. Ma queste sono questioni da medici e ricercatori.

Io, da uomo di bosco, lo apprezzo per altro: per la soddisfazione del ritrovamento, per la sua forma elegante che sembra scolpita, per la capacità di regalare foto spettacolari quando la luce invernale lo accarezza.

🍽️ In cucina: un campione di resa e versatilità

Il Pleurotus ostreatus è un fungo generoso. Ha una resa altissima, un sapore gradevole e una versatilità che lo rende perfetto per mille ricette: saltato, grigliato, in padella, nelle zuppe, nei sughi, persino impanato.

È anche uno dei funghi più coltivati al mondo, tanto da trovarsi in ogni supermercato. Ma chi ha assaggiato un Orecchione selvatico, cresciuto su una quercia dei Castelli, sa bene che il sapore è tutta un’altra storia: più intenso, più “di bosco”, più vero.

🌲Un incontro che sa d'inverno 

Ogni volta che lo ritrovo, lì sulla sua quercia, mi sembra un piccolo miracolo. Un segno che il bosco non dorme mai del tutto, che anche nel freddo più duro c’è spazio per la vita.

L’Orecchione è così: silenzioso, elegante, resistente. Un fungo che non cerca attenzione, ma che sa farsi ricordare.

A Rocca di Papa, in dicembre. Il bosco è freddo, ma non è mai vuoto. Basta saper guardare. 



➡️ Vedi la scheda tecnica

Pleurotus ostreatus









Aggiornamento: dicembre 2025



lunedì 9 novembre 2015

Pleurotus ostreatus


Nome attuale: 

Pleurotus ostreatus (Jacq.) P. Kumm


Sinonimi:
Agaricus ostreatus Jacq                                                                                                  Crepidopus ostreatus ( Jacq. ) Grey

 

Sistematica

Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Pleurotaceae

Genere Pleurotus

Specie Pleurotus ostreatus


Ogni singolo cappello può raggiungere i 15cm. Inizialmente convesso, ma presto disteso, poi depresso ed infine leggermente imbutiforme; superficie liscia, lucente, di colore grigio scuro in gioventù, brunastro a maturità; orlo sottile ed involuto; lamelle fortemente decorrenti, spesse, di colore biancastro; gambo molto breve, laterale o eccentrico, carnoso, consistente, di colore biancastro; carne tenace, consistente, biancastra con sapore dolciastro ed odore gradevole; cresce in gruppi numerosi in autunno inoltrato e fino alle prime gelate. Non comune ai Castelli Romani. Buon commestibile.

Note: Caratteristico fungo a forma di conchiglia che può raggiungere dimensioni veramente notevoli. Il gelone è un buon fungo commestibile che si presta benissimo ad essere coltivato, probabilmente è il fungo che viene coltivato con maggior successo, sia in ambito domestico che industriale, si trova sui banchi dei supermercati praticamente tutto l'anno.







Enzo Ferri



Castelli Romani, novembre 2015

 

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Bibliografia:

Polypores of the mediterranean region – A. Bernicchia & S.P Gorjon - Romar

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento