lunedì 7 novembre 2016
Lactarius semisanguifluus
venerdì 4 novembre 2016
L'Agarico delle Nebbie
Ottobre è un mese di transizione con il clima estremamente mutabile, si può fare il bagno al mare ed il giorno dopo indossare il cappotto, differenze abissali tra un giorno all'altro e addirittura differenze abissali nell'arco della stessa giornata.In particolari condizioni si può scendere sotto lo zero di primo mattino e superare i venti gradi a metà giornata. Ecco, in queste condizioni capita un breve periodo di tempo dove nel bosco c'è solo lui... l'Agarico delle nebbie che diventa l'attore principale. Lui gradisce queste condizioni di caldo/freddo e la tantissima umidità. E allora nel fogliame marcescente del bosco si vedono i classici cerchi delle streghe con decine di esemplari in circolo come ad una riunione, oppure lunghe file che quasi quasi fanno pensare ad una coltivazione.
Anni fa questi cerchi e file mi avrebbero riempito di soddisfazione e riempito il cesto, poi si è scoperto che la Clitocybe nebularis è tossica! Tossica da accumulo e quindi ancora più pericolosa, la mangi una volta e potrebbe non succedere nulla, poi la rimangi e ancora nulla, ma ormai è stato chiarito che le sue tossine non vengo eliminate ma restano nel corpo per molto tempo ed ogni anno che passa, ad ogni mangiata aumentano intossicando il nostro corpo. Un pasto può dare fastidio immediato oppure no, è una condizione soggettiva, addirittura può provocare mal di testa l'odore che si sprigiona durante la cottura, ma è sicuramente tossico per accumulo e con il tempo può provocare gravi danni al sistema nervoso. Devo dire che dopo i primi anni, quando fu tolto dal commercio a dalla lista di specie commestibili, quando ancora erano molti che lo raccoglievano e consumavano sbeffeggiando chi cercava di fargli capire che non era il caso, adesso sono molto più abbondanti nel bosco segno evidente che la raccolta è diminuita e ci sono molti meno mezzigambi tagliati rimasti a marcire in terra, e si perchè si tagliava la parte inferiore del gambo generalmente rovinato o quantomeno imbibito di acqua e si prendeva la porte più solida. Perchè l'Agarico delle nebbie è sicuramente un bel fungo carnoso che nelle raccolte da soddisfazione, specialmente quando ancora piccoli vengono chiamati " Brignoli" in molte parti dei Castelli,in altre zone invece vengono chiamati " Profumati" a dimostrazione che l'odore descritto sgradevole in letteratura per molte persone non lo è, anzi è un fungo aromatico e profumato. Fortunatamente il consumo è diminuito moltissimo, ma non sparito. Capita ancora di vedere i mezzigambi dei "Profumati" insieme a mezzigambi di Tricholoma saponaceum. Chissa un bel misto nebularis/ saponaceum che sapore avrà....
| Clitocybe nebularis |
lunedì 24 ottobre 2016
Spinellus fusiger
Spinellus è chiamato così per i suoi " piccoli aculei "ed indica il nome del gruppo. Spinellus è un parassita di un parassita! Può infettare anche altri funghi ma le vittime preferite sono le Mycena sp. Spinellus fusiger è il più noto anche se probabilmente non l'unico del genere.
Spinellus fusiger non uccide il suo ospite troppo in fretta ma da loro il tempo di rilasciare le spore, in modo che altri Spinellus abbiamo altri funghi da infettare. Un agente patogeno geniale!
Cresce come parassita di altri funghi, con spiccata preferenza per le Mycena , ma si può presentare anche su Collybia sp e più raramente anche Amanita e Hygrophorus.
lunedì 17 ottobre 2016
Clitocybe mediterranea
| Clitocybe gibba |
lunedì 10 ottobre 2016
Clitocybe candida
lunedì 3 ottobre 2016
Suillellus caucasicus / Suillellus luridus
Questo fungo che cresce nei boschi dei Castelli ha sempre stuzzicato la mia curiosità. Visto piu' volte esposto nelle mostre micologiche con il nome di Boletus caucasicus, ma cercando sui testi o in rete non ci sono molte notizie in merito oppure sono contrastanti.
Sono tre le caratteristiche principali che consentono la determinazione del Boletus luridus: pori aranciati rossi, carne sotto i tubuli rossastra o comunque concolore ai pori e un reticolo ben definito a maglie larghe e allungate che attraversa l'intero gambo
In rari casi il colore rosso sotto i tubuli non è presente e alcuni autori per questo hanno creato una specie separata ( Boletus caucasicus ) mentre per altri è una semplice varietà del Boletus luridus. Anche in questo caso la presenza fondamentale del reticolo, nettissimo e sempre a maglie larghe e allungate, consentirà di determinare il Boletus luridus con certezza. Nessun Boletus della Sezione Luridi (pori aranciati o rossi), ha un reticolo con queste caratteristiche.
domenica 2 ottobre 2016
I giganti del pungitopo
Non è insolito rinvenire le A caesarea in mezzo ai pungitopo.
Anzi,proprio la particolare crescita permette loro di raggiungere dimensioni ragguardevoli.
Questi 3 esemplari insieme superavano il kg di peso ....
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Amanita caesarea
lunedì 26 settembre 2016
Entoloma sinuatum
domenica 18 settembre 2016
Mycena haematopus
Nome attuale:
Mycena haematopus (Pers.) P. Kumm.
Sinonimi:
Mycena haematopus Pers.
Sistematica
Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Mycenaceae
Genere Mycena
Ogni singolo cappello può raggiungere i 3 cm di diametro. Campanulato,
con un umbone ben evidente; cuticola liscia e pruinosa, debordante con margine
striato e denticolato, di colore rosato – lilla, rosso, rosso – vinoso,
schiarente in maniera evidente a tempo secco; lamelle spaziate, adnate o appena
decorrenti, biancastre, talvolta sfumate di rosa; gambo esile, cilindrico, di
colore rosso, pruinoso, con base ricoperta da peluria biancastra, alla frattura
secerne un liquido color rosso sangue, da cui deriva il nome; carne fragile,
con leggero odore rafanoide; cresce in estate – autunno su residui legnosi di
latifoglie, occasionalmente su conifere, molto comune ai Castelli Romani. Non
commestibile.
Note: una delle tante "famigliole" che popolano i boschi dei
Castelli in autunno. Mycena haematopus deriva dal greco e significa con
il piede sanguinante per via del liquido che fuoriesce alla frattura.
Appartiene alla Sezione Lactipedes, formata da specie che secernono latice dal
gambo. Somiglia a Mycena sanguinolenta
che ha dimensioni maggiori, crescita meno cespitosa, il gambo liscio e il filo
lamellare colorato di rosso.
Enzo Ferri
Castelli
Romani, settembre 2016
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| Mycena renati |
Bibliografia:
Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento
Funghi d’Italia - Zanichelli
Indice Schede Micologiche – Archivio Generale AMINT
venerdì 9 settembre 2016
Arrivano i cesaroni...
Finalmente dopo una stagione abbastanza deludente,con le piogge di fine agosto,anche se piuttosto scarse,arrivano i cesaroni:Amanita caesarea.Questo fungo non necessita di grossi quantitativi di pioggia per fruttificare,anzi ama i boschi radi e soleggiati.
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Amanita caesarea
