Sinonimi
lunedì 12 dicembre 2016
Tricholoma scalpturatum
Sinonimi
mercoledì 7 dicembre 2016
Chlorophyllum brunneum (Farl. & Burt) Vellinga
Chlorophyllum
brunneum (Farl. & Burt) Vellinga
Sinonimi:
Macrolepiota rhacodes var. hortensis Pilát
ex Wasser
Macrolepiota rhacodes var. bohemica (Wichanský) Bellù &
Lanzoni
Sistematica
Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Agaricaceae
Genere Chlorophyllum
Specie Cholorophyllum brunneum
Cappello 60 – 200 ( 250 ) mm, emisferico, poi convesso, infine
appianato con umbone più o meno evidente, con il margine quasi mai
completamente disteso; cuticola inizialmente liscia, per poi dissociarsi in
squame bruno rossicce, disposte a cerchi concentrici su fondo biancastro.
Lamelle
libere, fitte, larghe e sinuose,
arrossanti con l’età o alla manipolazione.
Gambo
20 – 40 x 80 – 200 mm, cilindrico, poco
slanciato, con un bulbo abbastanza vistoso alla base, superficie liscia, non
decorata, di colore bianco brunastro, più scuro al di sotto dell’anello; anello
semplice, ampio e fioccoso, con la parte inferiore bruna.
Carne
bianca che vira all’arancione e
lentamente al rosso scuro; odore gradevole fungino e sapore dolciastro.
Habitat
cresce solitamente a gruppi, soprattutto
in parchi e giardini, preferibilmente su terreno sabbiosi, ma anche nei boschi
aperti con presenza di sostanze organiche, dall’estate all’autunno.
Commestibilità
specie tossica che provoca sindrome
gastroenterica.
Note
potrebbe essere scambiata per una Macrolepiota procera group, ma si
riconosce per il portamento massiccio, il gambo liscio e non decorato, il
grosso bulbo marginato e la carne virante. Più simile è il Chlorophyllum rachodes che ha le squame del cappello più grandi, l’anello
doppio e la carne fortemente virante al rosso.
Enzo Ferri
Castelli Romani, novembre 2016
Bibliografia:
Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento.
Funghi d’Italia - Zanichelli
AA.VV. 2018. Funga
Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. 2nd Edition,
2nd printing.
.
lunedì 5 dicembre 2016
Gymnopus dryophilus
lunedì 28 novembre 2016
Russula vinosobrunnea
Sinonimi
Russula alutacea var. vinosobrunnea
lunedì 21 novembre 2016
Hypomyces chrysospermus
Il mangiatore di porcini.
E' un ascomicete che parassita funghi appartenenti principalmente al genere delle boletacee.
Il nome specifico deriva dal greco e significa seme d'oro. In gergo viene chiamato "muffa dei porcini" o "mangiatore di porcini"
lunedì 7 novembre 2016
Lactarius semisanguifluus
venerdì 4 novembre 2016
L'Agarico delle Nebbie
Ottobre è un mese di transizione con il clima estremamente mutabile, si può fare il bagno al mare ed il giorno dopo indossare il cappotto, differenze abissali tra un giorno all'altro e addirittura differenze abissali nell'arco della stessa giornata.In particolari condizioni si può scendere sotto lo zero di primo mattino e superare i venti gradi a metà giornata. Ecco, in queste condizioni capita un breve periodo di tempo dove nel bosco c'è solo lui... l'Agarico delle nebbie che diventa l'attore principale. Lui gradisce queste condizioni di caldo/freddo e la tantissima umidità. E allora nel fogliame marcescente del bosco si vedono i classici cerchi delle streghe con decine di esemplari in circolo come ad una riunione, oppure lunghe file che quasi quasi fanno pensare ad una coltivazione.
Anni fa questi cerchi e file mi avrebbero riempito di soddisfazione e riempito il cesto, poi si è scoperto che la Clitocybe nebularis è tossica! Tossica da accumulo e quindi ancora più pericolosa, la mangi una volta e potrebbe non succedere nulla, poi la rimangi e ancora nulla, ma ormai è stato chiarito che le sue tossine non vengo eliminate ma restano nel corpo per molto tempo ed ogni anno che passa, ad ogni mangiata aumentano intossicando il nostro corpo. Un pasto può dare fastidio immediato oppure no, è una condizione soggettiva, addirittura può provocare mal di testa l'odore che si sprigiona durante la cottura, ma è sicuramente tossico per accumulo e con il tempo può provocare gravi danni al sistema nervoso. Devo dire che dopo i primi anni, quando fu tolto dal commercio a dalla lista di specie commestibili, quando ancora erano molti che lo raccoglievano e consumavano sbeffeggiando chi cercava di fargli capire che non era il caso, adesso sono molto più abbondanti nel bosco segno evidente che la raccolta è diminuita e ci sono molti meno mezzigambi tagliati rimasti a marcire in terra, e si perchè si tagliava la parte inferiore del gambo generalmente rovinato o quantomeno imbibito di acqua e si prendeva la porte più solida. Perchè l'Agarico delle nebbie è sicuramente un bel fungo carnoso che nelle raccolte da soddisfazione, specialmente quando ancora piccoli vengono chiamati " Brignoli" in molte parti dei Castelli,in altre zone invece vengono chiamati " Profumati" a dimostrazione che l'odore descritto sgradevole in letteratura per molte persone non lo è, anzi è un fungo aromatico e profumato. Fortunatamente il consumo è diminuito moltissimo, ma non sparito. Capita ancora di vedere i mezzigambi dei "Profumati" insieme a mezzigambi di Tricholoma saponaceum. Chissa un bel misto nebularis/ saponaceum che sapore avrà....
| Clitocybe nebularis |
lunedì 24 ottobre 2016
Spinellus fusiger
Spinellus è chiamato così per i suoi " piccoli aculei "ed indica il nome del gruppo. Spinellus è un parassita di un parassita! Può infettare anche altri funghi ma le vittime preferite sono le Mycena sp. Spinellus fusiger è il più noto anche se probabilmente non l'unico del genere.
Spinellus fusiger non uccide il suo ospite troppo in fretta ma da loro il tempo di rilasciare le spore, in modo che altri Spinellus abbiamo altri funghi da infettare. Un agente patogeno geniale!
Cresce come parassita di altri funghi, con spiccata preferenza per le Mycena , ma si può presentare anche su Collybia sp e più raramente anche Amanita e Hygrophorus.
lunedì 17 ottobre 2016
Clitocybe mediterranea
| Clitocybe gibba |
lunedì 10 ottobre 2016
Clitocybe candida
lunedì 3 ottobre 2016
Suillellus caucasicus / Suillellus luridus
Questo fungo che cresce nei boschi dei Castelli ha sempre stuzzicato la mia curiosità. Visto piu' volte esposto nelle mostre micologiche con il nome di Boletus caucasicus, ma cercando sui testi o in rete non ci sono molte notizie in merito oppure sono contrastanti.
Sono tre le caratteristiche principali che consentono la determinazione del Boletus luridus: pori aranciati rossi, carne sotto i tubuli rossastra o comunque concolore ai pori e un reticolo ben definito a maglie larghe e allungate che attraversa l'intero gambo
In rari casi il colore rosso sotto i tubuli non è presente e alcuni autori per questo hanno creato una specie separata ( Boletus caucasicus ) mentre per altri è una semplice varietà del Boletus luridus. Anche in questo caso la presenza fondamentale del reticolo, nettissimo e sempre a maglie larghe e allungate, consentirà di determinare il Boletus luridus con certezza. Nessun Boletus della Sezione Luridi (pori aranciati o rossi), ha un reticolo con queste caratteristiche.
domenica 2 ottobre 2016
I giganti del pungitopo
Non è insolito rinvenire le A caesarea in mezzo ai pungitopo.
Anzi,proprio la particolare crescita permette loro di raggiungere dimensioni ragguardevoli.
Questi 3 esemplari insieme superavano il kg di peso ....
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Amanita caesarea
