venerdì 9 settembre 2016

Arrivano i cesaroni...

Rocca di Papa settembre 2016;foto di EnzoF




Finalmente dopo una stagione abbastanza deludente,con le piogge di fine agosto,anche se piuttosto scarse,arrivano i cesaroni:Amanita caesarea.Questo fungo non necessita di grossi quantitativi di pioggia per fruttificare,anzi ama i boschi radi e soleggiati.



I boschi dei Castelli Romani sono particolarmente adatti alla fruttificazione di questo fungo meraviglioso e spesso si fanno delle buone raccolte,per gustare l'ovolo in svariati modi.


Buonissimo crudo in insalata condito appena di un po' di olio,sale e scaglie di grana,ma si preparano anche dei gustosi risotti dal sapore molto delicato,magari mischiando un porcino!!Questo è preparato con 3/4 di Ovoli e 1/4 di Porcini per non coprire il sapore delicato dell'Ovolo.


Chissa' che i Cesari romani non reperivano il fungo proprio da questi boschi!

EnzoF

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martedì 5 luglio 2016

Amanita franchetii



Nome attuale:
Amanita franchetii (Boud.) Fayod

Sinonimi:
Amanita aspera sensu auct. Mult

Sistematica
Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Agaricomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Amanitaceae
Genere Amanita
Specie Amanita franchetii

Cappello 80 (120) mm, inizialmente emisferico, poi convesso, infine disteso, con margine liscio; cuticola con colorazioni brune più o meno scure e resti di velo generale che formano piccole verruche di colore giallastro. 
Lamelle fitte, libere al gambo, di colore bianco.
Gambo 10 – 25 x 70-110 mm; diritto, cilindrico, attenuato all'apice, bulboso alla base, di colore biancastro, sotto l'anello ornato da fioccosità gialle.
Volva bianco – giallastra, aderente, completamente dissociata.
Anello membranoso, color crema, striato, posizionato nella parte medio-alta del gambo, biancastro, con orlo tipicamente giallo e fioccoso.
Carne compatta nel cappello, più fibrosa e fragile nel gambo, bianca, giallognola sotto la cuticola, con odore e sapore poco significativi.
Habitat cresce in piccoli gruppi nei boschi di latifoglie o misti, raramente in numerosi esemplari, è specie a tendenzialmente termofila. Abbastanza presente nei boschi dei Castelli Romani nei periodi caldi.
Commestibilità sospetta, confondibile con la tossica Amanita pantherina.

Note si tratta di una specie generalmente non molto comune, riconoscibile per l'anello ampio e con orlo giallo, anche tutti i resti di velo, parziale o generale, presentano tonalità giallastre. Si può confondere con la velenosa Amanita pantherina che ha margine del cappello striato e una volva circoncisa; Amanita excelsa e la sua varietà Amanita excelsa var spissa hanno gambo con base più fortemente radicante e verruche non gialle; Amanita rubescens ha carne arrossante.



Enzo Ferri

 

Castelli Romani, settembre 2015

 

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Amanita rubescens

Amanita rubescens


 




Bibliografia:

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento

Funghi d’Italia - Zanichelli

Indice Schede Micologiche – Archivio Generale AMINT

 

 

Aggiornamento, settembre 2021

domenica 13 marzo 2016

A passeggio per Roma

Roma, marzo 2016, foto di EnzoF
Giro turistico nella Roma piu' autentica e vera.Approfittando della bella giornata e delle temperature primaverili, mi sono concesso una mezza giornata a scoprire una piccola parte di Roma, una Roma bistrattata e maltrattata, ma che nonostante le tante violenze resta immortale.
Fori imperiali e sulla sfondo il Colosseo

Fontanone
Sacrario dei Garibaldini " O Roma o Morte!!"
L'Eroe dei due mondi si nasconde
Anita Garibaldi a cavallo, uno dei rarissimi monumenti che raffigurano  una donna cavallerizza
Il Tevere, l'acqua non è il massimo, ma il cielo è di un azzurro intenso
Le innumerevoli Cupole Romane
Scorcio
Tevere, piste ciclabili e passeggiate a pelo d'acqua
Skyline
Il Faro di Roma, dono degli italiani d'Argentina
I Colli Albani sullo sfondo
Trilussa uno dei " figli di Roma"
Che secoli fa' narrava le ingiustizie del Mondo, anche se a modo suo:
L'ingiustizzie der monno
Quanno che senti di' "cleptomania"
è segno ch'è un signore ch'ha rubbato:
er ladro ricco è sempre un ammalato
e er furto che commette è una pazzia.
Ma se domani è un povero affamato
che rubba una pagnotta e scappa via
pe' lui nun c'è nessuna malatia
che j'impedisca d'esse condannato!
Così va er monno! L'antra settimana
che Yeta se n'agnede cór sartore1
tutta la gente disse: - È una puttana. -
Ma la duchessa, che scappò in America
cór cammeriere de l'ambasciatore,
- Povera donna! - dissero - È un'isterica!...
Trilussa

Marco Aurelio uno degli Imperatori piu' gloriosi
Monumento al milite ignoto o Altare della Patria


Mi sono concesso delle divagazioni sui temi soliti, ma il tema centrale " la bellezza " resta invariato. 


EnzoF

lunedì 7 marzo 2016

Coprinopsis atramentaria

Rocca di Papa,marzo 2016; foto di EnzoF
Sinonimi
Coprinus atramentarius                                                                                                  
Nome Italiano:
Fungo dell'inchiostro

Fungo dato comune in letteratura, ma poco diffuso ai Castelli Romani, cresce a gruppi numerosi nei prati e ai margini del bosco in primavera e autunno.

Il Cappello, quando è completamente aperto  puo' raggiungere anche gli 8 cm di diametro, con il margine che si rompe e si liquefà; di colore grigio-brunastro, con tipiche striature; Lamelle fitte, biancastre ma subito scure fino a nere e deliquescenti; Gambo cilindrico e attenuato in alto; Carne molto esigua, di colore biancastro senza odore e sapore particolare.




Fungo che se ingerito abbinato al consumo di alcol provoca la sindrome coprinica, chiamata “effetto antabuse”;  palpitazione, cefalea, nausea e vomito. Scompare nel giro di pochi giorni
Current Name:
Coprinopsis atramentaria (Bull.) Redhead, Vilgalys & Moncalvo,

Position in classification:
Psathyrellaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi

EnzoF

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sabato 5 marzo 2016

Entoloma lividoalbum (Kühner & Romagn.) Kubička

Nome attuale:

Entoloma lividoalbum (Kühner & Romagn.) Kubička

 

Cappello 30 – 90 ( 110 ) mm, inizialmente conico, poi convesso, alla fine disteso, margine involuto che tende a rialzarsi a maturità; cuticola sericea, igrofana, liscia, di colorazioni brunastre più o meno scura

Lamelle moderatamente fitte, smarginate, inizialmente biancastre, poi rosa intenso, con filo irregolare.

Gambo 5 – 20 x 30 – 90 mm, cilindrico, biancastro, fioccoso all’apice, con fibrille longitudinali concolori.

Carne spessa e soda, bianca con odore e sapore farinacei.

Habitat cresce solitamente a gruppi, nei boschi di latifoglie, in tarda estate-autunno, molto comune.

Commestibilità specie da considerarsi non commestibile, anche per la somiglianza con Entoloma sinuatum che è fortemente tossico.

Note comune nei boschi dei Castelli Romani. In alcune zone viene consumato e conosciuto con il nome popolare di “ Tracciarolo ”, probabilmente per la crescita gregaria.




Enzo Ferri

 

Castelli Romani, novembre 2015


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Bibliografia:

Atlante fotografico dei Funghi d’Italia - AMB Trento

Funghi d’Italia - Zanichelli

Indice Schede Micologiche – Archivio Generale AMINT


lunedì 22 febbraio 2016

Amanita fulva

Castelli Romani, ottobre 2015; foto di EnzoF
Sinonimi
Amanita vaginata var. fulva, Amanitopsis fulva
Nome Italiano:
Bubbolina rigata, Bubbolina bruna

Specie poco comune, cresce nei boschi dei Castelli Romani, dall'estate all'autunno
Il cappello può raggiungere i 10 cm di diametro, di colore bruno fulvo con il centro quasi sempre piu' scuro e margine nettamente striato e un umbone piu' o meno evidente, ; lamelle bianche, fitte; gambo slanciato, cilindrico, con sfumature concolori al cappello, privo di anello; volva membranosa ma poco consistente, bianca, solitamente con macchie bruno-ruggine; carne tenera e fragile, con odore e sapore leggeri.

La Amanita fulva f. xylophila piuttosto esile e di dimensioni ridotte cresce all'interno o alla base delle vecchie ceppaie di castagno in disfacimento e nei boschi dei Castelli è decisamente piu' frequente della forma tipo.
Da non confondere con Amanita crocea, molto simile, ma dai colori più aranciati

Amanita fulva e Amanita fulva f. xylophila 

Current Name:
Amanita fulva Fr.

Position in classification:
Amanitaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi


EnzoF
 
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lunedì 8 febbraio 2016

Rhodotus palmatus


🍄 Nome Scientifico: Rhodotus palmatus (Bull.) Maire

🧬 Sinonimi: Agaricus palmatus, Pleurotus palmatus

⭐ Commestibilità: non commestibile 🟤

📖 Descrizione: cappello 3–8 cm, da convesso a piano, con superficie rugosa e reticolata, di colore rosa‑salmonato o arancio‑rosato. Lamelle fitte, adnate, biancastre poi rosate. Gambo 3–6 × 0,5–1,5 cm, eccentrico o laterale, concolore al cappello, pieno. Carne bianca, elastica; odore fruttato di albicocca, sapore amaro.

🌳 Habitat: specie saprotrofa, cresce su tronchi di latifoglie in decomposizione (soprattutto olmo), in autunno anche inoltrato.

📚 Note: non commestibile, a causa del sapore amaro. È un fungo raro e di grande interesse naturalistico, tanto da essere inserita nella Lista Rossa IUCN come vulnerabile: un vero bioindicatore di habitat maturi e ben conservati, facilmente riconoscibile per il cappello reticolato e la colorazione rosa‑salmonata.



 
🌐 Tassonomia

  • Regno: Fungi
  • Divisione: Basidiomycota
  • Classe: Agaricomycetes
  • Ordine: Agaricales
  • Famiglia: Physalacriaceae
  • Genere: Rhodotus
  • Specie: Rhodotus palmatus

✍️ Enzo Ferri – I funghi dei Castelli Romani

Le schede micologiche contenute in questa opera sono state redatte dall’autore in forma originale; per la loro realizzazione sono stati consultati testi micologici di riferimento.



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Aggiornamento: dicembre 2025








lunedì 1 febbraio 2016

Gymnopus foetidus

Rocca di Papa,dicembre 2015; foto di EnzoF
Sinonimi
Micromphale foetidum, Marasmiellus foetidus

Cresce nei boschi dei Castelli Romani in autunno, e se il clima rimane mite non e' impossibile rinvenirlo anche in pieno inverno.
Fungo lignicolo di medie dimensioni, riconoscibile per il cappello campanulato, in genere  ombelicato o almeno fortemente depresso, la cuticola di colore rosso-brunastro con evidenti solcature piu' scure che dal centro arrivano sino al margine, lamelle adnate, poco fitte, con riflessi rosati, gambo molto scuro, nerastro, piu' chiaro in alto, carne dal forte odore sgradevole come di pesce o cavolo marcio.

Cresce sui rami marcescenti di latifoglie, in famiglie anche numerose, ma poco comune.
Puo' essere confuso con Gymnopus brassicolens, dall'aspetto e odore simili, ma quest'ultimo ha un odore ancora piu' sgradevole.
Current Name:
Gymnopus foetidus (Sowerby) P.M. Kirk

Position in classification:
Entolomataceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi.
EnzoF

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