lunedì 22 giugno 2026

Silybum marianum (Cardo Mariano)

 


 🌿 Nome Scientifico: Silybum marianum

🧬 Nomi Comuni: Cardo mariano, Cardo di Santa Maria, Cardo lattario

📂 Famiglia: Asteraceae

Commestibilità: Commestibile 🟢

📖 Descrizione:

Foglie: Grandi, coriacee e pennato-lobate, con margini dotati di robuste spine gialle. La superficie è di un verde brillante, caratterizzata da venature bianche lattiginose che creano un tipico effetto marmorizzato.

Fiori: Grandi capolini globosi e solitari di colore rosso-porpora o violaceo, circondati da brattee terminanti in lunghe spine.

Fusto: Eretto, robusto e striato, spesso ramificato nella parte superiore, può superare il metro d'altezza.

🌳 Habitat: Cresce in luoghi incolti, pascoli aridi, rudereti e lungo i margini delle strade soleggiate. Molto diffuso in tutto il territorio dei Castelli Romani, specialmente nelle zone più basse e calde dell'area vulcanica.

📝 Note e Curiosità:

Uso tradizionale: In cucina si utilizzano le foglie giovani (private delle spine), i fusti mondati (simili ai cardi coltivati) e i ricettacoli dei fiori come fossero piccoli carciofi. In fitoterapia è celebre per la silimarina, principio attivo fondamentale per la protezione e rigenerazione del fegato.

Etimologia e Leggenda: Il nome marianum deriva da una leggenda cristiana secondo cui le macchie bianche sulle foglie sarebbero state causate da gocce di latte cadute dal seno della Vergine Maria mentre allattava Gesù durante la fuga in Egitto.

⚠️ Cautela: Sebbene commestibile, la raccolta richiede l'uso di guanti robusti a causa delle spine molto pungenti. Come per altri cardi, se ne consiglia il consumo prima della fioritura completa per godere della tenerezza dei fusti.



✍️ Enzo Ferri – Flora spontanea dei Castelli Romani Le schede botaniche contenute in questa opera sono state redatte dall’autore in forma originale; per la loro realizzazione sono stati consultati testi e guide botaniche di riferimento

Aggiornamento: giugno 2026


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