sabato 6 giugno 2015

Rhodocollybia butyracea

Rocca di Papa, ottobre 2014; foto di EnzoF
Sinonimi
Collybia butyracea 

Cresce nei boschi dei Castelli Romani in autunno anche inoltrato a gruppi numerosi, nel substrato di residui vegetali in decomposizione.

Breve descrizione
Cappello sino a 10 cen di diametro, dal margine ondulato, inizialmente  convesso poi disteso e a maturita' anche concavo, spesso con i margini rivolti all'insu'; la cuticola è liscia, lucida e lardacea al tatto, di colore variabile dal giallo ocra ( var asema ) al bruno rossastro, più scuro al disco e più chiaro al margine soprattutto col tempo secco "igrofano" ; lamelle bianche, non molto fitte, completamente libere al gambo che e' concolore alla cuticola e striato longitudinalmente soprattutto verso la base, poco carnoso e cavo a maturità, a forma nettamente clavata con la base ingrossata e ricoperta da una feltrosità biancastra; la carne è acquosa con odore lieve nel fungo giovane, poi di rancido.



var asema
Il nome deriva dal latino = butyrum che significa attinente al burro, per la sensazione di unto sulla cuticola.
Specie diffusa e comune, saprofita e igrofana riconoscibile per l’untuosità sulla cuticola e, in misura minore del gambo che e' clavato e striato longitudinalmente, e per l’odore caretteristico di burro rancido. A primo impatto si potrebbe scambiare con Gymnopus fusipes  ma con gambo affusolato, totalmente diverso.
superficie untuosa


Current Name:
Rhodocollybia butyracea (Bull.) Lennox

Position in classification:
Omphalotaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi
EnzoF

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venerdì 5 giugno 2015

Serapias vomeracea

Monti Prenestini, maggio 2015; foto di EnzoF
Sinonimi:
Serapias cordigera subsp. vomeracea, Serapias longipetala, Serapias pseudocordigera 

Nome Italiano:
Lingua lunga, Serapide maggiore

La Serapide maggiore (Serapias vomeracea (Burm. f.) Briq., 1910) è una pianta erbacea di color violaceo-vinoso e di altezza variabile dai 20 ai 60 cm, appartenente alla famiglia delle Orchidacee. Le foglie sono lanceolate e L'infiorescenza piuttosto  allungata, è composta da pochi fiori distanziati, ognuno provvisto di una lunga brattea violacea


Il nome del genere Serapias probabilmente deriva da "Serapis" divinità egizia della fertilità, Il nome specifico vomeracea dal latino vomer = vomero, con riferimento alla forma del labello.
Cresce nei prati assolati e umidi, ai margini dei sentieri, anche in mezzo ai cespugli ai bordi delle strade asfaltate.

Serapias vomeracea (Burm.f.) Briq

EnzoF

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giovedì 4 giugno 2015

Lycoperdon perlatum

Sinonimi
Lycoperdon gemmatum 
Nome Italiano:
Vescia, Loffa
Nome dialettale:
Bommetta, Loffa


Rocca di Papa, ottobre 2014; foto di EnzoF
Cresce nei boschi dei Castelli Romani in estate e fino alla fine dell' autunno, in gruppi anche numerosi, generalmente su residui organici.
Breve descrizione
Corpo fruttifero solitamente piriforme, raramente globoso; da 2 a 4 cm di diametro e 3-8 cm d'altezza;  con parte inferiore più stretta, quasi a formare uno pseudogambo; coperto da numerosi aculei staccabili con facilità, ruvido al tatto; da giovane bianco candido, poi biancastro, bruno-sporco o marrone; carne bianca candida da giovane poi bruna,le spore vengono espulse, in età avanzata, attraverso un foro  nella parte superiore del corpo fruttifero, quando la gleba diventa scura, molle e pulverulenta; odore leggermente fenolico, sapore dolciastro.

Dal latino perlatum = perlato, per la presenza delle verruche che somigliano a perle sullo strato esterno del corpo fruttifero.

Noostante sia un buon commestibile dal punto di vista alimentare, puo' provocare "un'allergia" chiamata Lycoperdonosi, si tratta di una polmonite allergica dovuta all'inalazione magari casuale di buone quantità di polvere sporale piu' seria nei soggetti allergici.
Current Name:
Lycoperdon perlatum Pers.

Position in classification:
Agaricaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi.
EnzoF



mercoledì 3 giugno 2015

Platanthera chlorantha

Castelli Romani, maggio 2015; foto di EnzoF
Sinonimi:
Orchis chlorantha, Plathanthera montana, Plathanthera bifolia subsp. chlorantha 
Nome Italiano:
Platantera verdastra.

La Platanthera verdastra (nome scientifico Platanthera chlorantha (Custer) Rchb., 1829) è una pianta erbacea perenne, robusta e con un'altezza variabile tra i 15 ai 70 cm con  grandi foglie basali, infiorescenza allungata e delicati fiori verdastri, appartenente alla famiglia delle Orchidaceae.







il nome deriva dal greco e significa "fiore verde" per il colore verdastro dei fiori.
Platanthera chlorantha (Custer) Rchb

EnzoF


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martedì 2 giugno 2015

Arctium lappa

Rocca di Papa, giugno 2015; foto di EnzoF
Sinonimi:
Arctium majus, Lappa major 
Nome Italiano:
Bardana maggiore
Cresce abbondante lungo i sentieri e le strade sterrate dei Castelli Romani, ma anche ai cigli delle strade asfaltate.

La Bardana maggiore (Arctium lappa L., 1753) è una pianta erbacea, appartenente alla famiglia delle Asteraceae, di grandi dimensioni supera facilmente i 150 cm di altezza; ha un fusto robusto, ramoso e spesso arrossante; grandi foglie verdi e a forma di cuore che raggiungono dimensioni  ragguardevoli, circa 40 cm di larghezza per 50 di lunghezza; I capolini hanno brattee ricurve ed uncinate, che si attaccano agli animali, assicurando da diffusione dei semi, si attaccano anche ai vestiti e quando si va' nel bosco magari alla ricerca di funghi, e' frequente avere i vestiti pieni di bratte di Bardana, fiorisce in estate




Il nome Arctium deriva dal greco arktos = ispido
La Bardana ha avuto vicende alterne nel corso della storia, disprezzata come pianta infestante, raccomandata come trattamento per una sorprendente varietà di malattie, le tenere foglie primaverili come pietanze e fino a trattamenti per imbiancare la pelle
Arctium lappa L.
EnzoF




Gymnopus fusipes

Rocca di Papa, giugno 2014; foto di EnzoF

Sinonimi
Collybia fusipes
Comune e diffuso cresce gregario o cespitoso nei boschi dei Castelli Romani in estate/autunno

Breve descrizione

Il Cappello puo' raggiungere i 10 cm di diametro, ha margine sinuoso almeno negli esemplari adulti, la cuticula e' liscia e di un colore che va dal bruno piu' o meno chiaro sino al bruno rossiccio e con  macchiette piu' scure sparse; le lamelle sono alte e spaziate abbastanza spesse, adnate al gambo che e' sinuoso e ricurvo, con solchi lungitudinali, concolore al cappello ma annerente alla base che e' fortemente "appuntita" e radicante; la  carne e' biancastra, elastica senza sapori particolari e odore lieve.




il nome del genere Gymnopus deriva dal greco gumnòs con il piede nudo,il nome generico fusipes deriva dal latino fusus affusolato.
Come Marasmius oreades ha il carattere della reviviscenza, si reidrata con la pioggia e anche gli esemplari vecchi e secchi possono sembrare freschi.

Current Name:
Gymnopus fusipes (Bull.) Gray


Position in classification:

Omphalotaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi.


EnzoF


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Gymnopus brassicolens



lunedì 1 giugno 2015

Clathrus ruber

Rocca di Papa,maggio 2014; foto di EnzoF

Sinonimi
Clathrus flavescens, Clathrus cancellatus
Nome Italiano:
Cuore di strega
Non molto diffuso, cresce nei boschi dei Castelli Romani all'inizio dell'estate piu' raramente in autunno

Curioso fungo che nel bosco attira l'attenzione per la strana forma che assume, per il colore rosso  dei "bracci" e per l'odore nauseabondo di cadavere percepibile anche da lontano.
Da giovane sembra un uovo di uccello caduto dal nido con superficie esterna ceracea e internamente gelatinosa.
 Alla sezione l'interno dell' ovolo ( peridio ) presenta una consistenza gelatinosa ed una struttura color arancio; dalla lacerazione apicale del peridio spunta un carpoforo globoso, con un diametro di circa 10 cm., a forma di gabbia, con la rete a maglie di colore rosso vivo all'esterno ma bruno-verdastre all'interno con odore cadaverico così intenso e repellente da attirare nugoli di mosche e altri insetti che contribuiscono alla dispersione delle spore; la carne del carpoforo, che forma  le maglie del cancello, ha una consistenza spugnosa e fragile.


Il nome del genere deriva dal latino Clathrus = inferriata, cancello, per la sua forma, Il nome specifico dal latino ruber = rosso, per il suo colore

Current Name:
Clathrus ruber P. Micheli ex Pers.

Position in classification:
Phallaceae, Phallales, Phallomycetidae, Agaricomycetes, Basidiomycota, Fungi
EnzoF