L'agarico dell nebbie . Clitocybe
nebularis (Batsch)
P. Kumm
🌧️ L'attore
principale dell’autunno
L'autunno
lentamente avanza. Le piogge scarse e tardive di fine estate non
hanno avuto grande effetto sui funghi più ambiti e ricercati, che
quest'anno sono stati piuttosto scarsi. Ma in autunno, prima o poi,
piove! Tardi, troppo tardi per i profumati Porcini o i colorati
Ovoli, ma non per altri funghi tardivi che amano il freddo e la
nebbia. L'Agarico delle Nebbie è uno di questi, l'attore principale
di questi scenari uggiosi, anche se certamente non l'unico. Lui
aspetta, non ha fretta: aspetta le piogge abbondanti, poi le nebbie,
le prime brinate e la prima vera botta di freddo della stagione.
Novembre è un mese di transizione, con un clima estremamente
mutabile: si può scendere sotto lo zero di primo mattino e superare
i venti gradi a metà giornata. È in queste particolari condizioni
di caldo/freddo e tantissima umidità che lui domina il bosco,
diventando il
maggiore
protagonista. E allora, nel fogliame marcescente, si vedono i
classici Cerchi
delle Streghe
con decine di esemplari in circolo, o lunghe
file
che quasi fanno pensare a una coltivazione.
Anni
fa, questi cerchi e file avrebbero riempito il cesto di
soddisfazione. L'Agarico delle Nebbie era considerato in molte
regioni un fungo robusto e versatile, ma la scienza ha parlato
chiaro: la Clitocybe
nebularis
è tossica.
🛑Tossicità
da accumulo:
il
pericolo
silenzioso.
La tossicità di questa specie non è sempre immediata, ma è per accumulo e quindi ancora più insidiosa. È stato chiarito che le sue tossine non vengono eliminate, ma restano nel corpo per molto tempo e, a ogni ingestione, aumentano il carico tossico, potendo provocare gravi danni al sistema nervoso con il passare del tempo. Un singolo pasto può dare fastidio immediato (nausea, disturbi gastrointestinali) oppure no, essendo una condizione soggettiva. Addirittura, l'odore che si sprigiona durante la cottura può provocare mal di testa! Fortunatamente, dopo essere stato tolto dal commercio, la raccolta è diminuita e adesso gli esemplari sono molto più abbondanti nel bosco. Questo è un segno evidente che i raccoglitori sono più consapevoli! In passato, l'Agarico delle Nebbie era molto cercato, tanto che era abitudine tagliare solo la parte superiore del gambo, più solida, lasciando il resto a marcire. L'Agarico delle Nebbie è sicuramente un bel fungo carnoso che nelle raccolte dava soddisfazione. In alcune zone dei Castelli Romani è conosciuto con il nome popolare di “Brignoli”, mentre in altre viene chiamato "Profumato” a dimostrazione che l'odore, descritto sgradevole in letteratura, per molte persone non lo è affatto, anzi, è aromatico. Purtroppo, il consumo, pur essendo diminuito, non è sparito. Capita ancora di vedere i mezzi gambi dei "Profumati" (Clitocybe nebularis) insieme a quelli dei “Prataioli” (Agaricus moelleri), un misto da evitare! ⚠️‼️
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Enzo Ferri
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Aggiornamento:
dicembre 2025