🍄 Nome Scientifico: Trichaptum biforme (Fr.) Ryvarden
🧬 Sinonimi: Polyporus biformis, Pallidohirschioporus biformis
⭐ Commestibilità: non commestibile 🟡
📖 Descrizione Corpo fruttifero lignicolo, a mensola sottile, semicircolare, 2–7 cm. Superficie superiore vellutata e zonata, grigio‑bruna con sfumature violacee, margine più chiaro. Superficie fertile inferiore con pori irregolari che col tempo si allungano, biancastri poi violacei. Carne coriacea, sottile, biancastra; odore fungino indistinto, sapore insignificante.
🌳 Habitat Su tronchi e rami morti di latifoglie, soprattutto Quercus spp; estate‑autunno. Specie comune e diffusa.
📚 Note Si distingue per la colorazione violacea dei pori. È un saprofita importante nella decomposizione del legno.
🔎 Nota tassonomica: Trichaptum biforme e Pallidohirschioporus biformis si riferiscono alla stessa specie. Il basionimo è Polyporus biformis Fr. (1833). Il nome Trichaptum biforme è tradizionalmente usato nei manuali europei e nordamericani, mentre studi molecolari recenti hanno portato alla creazione del nuovo genere Pallidohirschioporus. Entrambi i nomi sono corretti: Trichaptum biforme rimane diffuso nell’uso pratico, Pallidohirschioporus biformis è il nome accettato nei repertori più aggiornati.
🌐 Tassonomia
Regno: Fungi Divisione: Basidiomycota Classe: Agaricomycetes Ordine: Polyporales Famiglia: Polyporaceae Genere: Trichaptum / Pallidohirschioporus Specie: Trichaptum biforme / Pallidohirschioporus biformis
✍️ Enzo Ferri – I funghi dei Castelli Romani
Le schede micologiche contenute in questa opera sono state redatte dall’autore in forma originale; per la loro realizzazione sono stati consultati testi micologici di riferimento.
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Aggiornamento: dicembre 2025
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